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Abusivismo ai mondiali di nuoto

Autore: . Data: venerdì, 9 ottobre 2009Commenti (0)

La procura di Roma sequestra impianti e sospetta gravi illeciti.

mondiali-nuotoSe il pm Sergio Colaiocco e il giudice per le indagini preliminari Donatella Pavone dovessero aver ragione ci troveremmo di fronte ad un gigantesco episodio di malcostume. Intanto ieri in 11 circoli sportivi romani sono avvenuti i sequestri di piscine, foresterie, parcheggi, spogliatoi, palestre e  di altre strutture edificate per i Mondiali di nuoto 2009. Si sospetta siano stati realizzati in violazione delle norme paesaggistiche e urbanistiche. Alcune delle opere potrebbero essere addirittura totalmente abusive.

Il gip nelle ordinanze di sequestro ha ipotizzato i reati i lavori eseguiti senza l’intesa con il Comune di Roma, che non ha riscosso oneri concessori per circa cinque milioni di euro. Nel mesi scorsi era stato iscritto nel registro degli indagati il Commissario dei mondiali Claudio Rinaldi.

Gli indagati sono una trentina: oltre a Rinaldi sono sotto inchiesta i presidenti e responsabili legali dei circoli oggetto oggi di sequestro. La procura sta indagando, oltre sulle presunte violazioni edilizie contestate oggi, anche su presunti abusi commessi all’epoca della gestione dall’ex Commissario di ‘Roma 2009′, Angelo Balducci, attualmente presidente del Consiglio superiore del lavori pubblici per quanto riguarda la vicenda del ‘Salaria Sport Village’ di Settebagni, una frazione della capitale, in cui sono state realizzate, e sequestrate, opere di ampliamento per 160 mila metri cubi con piscine e foresterie.

Il circolo privato, fondato dal figlio di Balducci, Filippo, fu costruito su terreni agricoli in una zona ritenuta dalla procura “a rischio esondazione del Tevere”. Filippo Balducci ha successivamente ceduto le quote a due fiduciarie socie del circolo: Claudio Rinaldi, nominato Commissario per i mondiali di nuoto dopo Balducci, firmò le autorizzazioni alla realizzazione delle opere del ‘Salaria Sport Village’ nel quadro dell’organizzazione dei mondiali di nuoto.

Anche l’ex presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali, Malagò, è indagato in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene responsabile amministrativo del circolo ‘Acqua Aniene’, messo sotto sequestro con gli altri ieri. Il circolo si trova in via della Moschea, nella zona Parioli a Roma, ad almeno un chilometro di distanza dall’Aniene che sorge su una ansa del Tevere. Secondo la procura le opere realizzate abusivamente, strutture terminate e già funzionanti, sono state costruite su un’area di proprietà comunale.

Il gip Donatella Pavone in una delle ordinanze di sequestro ha scritto: “Nessun dubbio può sussistere circa la esistenza, ad oggi, del reato per cui si procede per le implementazioni (i lavori per la realizzazione delle strutture nel circoli romani interessati dai sequestri) in quanto gli interventi edilizi posti in essere erano da qualificarsi illeciti sino al giugno 2009 ma restano tali anche successivamente all’intesa data dal Comune di Roma e al nuovo provvedimento di raggiunta intesa del luglio 2009″.

Il vicepresidente della commissione Ambiente della Camera, Athos De Luca, ha detto: “Quando il sindaco presentò la delibera di giunta sui mondiali il Pd capitolino denunciò una diffusa situazione di illegalità e abusi e chiese provvedimenti al sindaco, il quale rispose in modo sorprendente ed incauto, che la priorità per il Comune era il completamento delle opere in tempo utile per i mondiali, pronunciando la frase: ‘Dobbiamo chiudere un occhio per il bene della collettività senza spaccare il capello in quattro e analizzare, comprendere e verificare la legittimità degli atti compiutì”. Quella delibera – ha aggiunto il parlamentare – secondo il sindaco doveva essere dunque una sorta di sanatoria a posteriori su tutti gli abusi che il magistrato stava accertando. Credo che il sindaco minimizzando, giustificando, coprendo con presunti interessi pubblici, e dando copertura abusi e irregolarità si sta assumendo una grave responsabilità di fronte alla città ma anche di fronte al magistrato. Alemanno sta inaugurando in città un sistema per sfruttare e/o creare presunti interventi di interesse pubblico al fine di realizzare speculazioni private in violazione delle regole e del Piano regolatore – ha concluso De Luca – che tutti i cittadini onesti rispettano”.

Gianluca Peciola, consigliere alla Provincia di Roma ha attaccato: “Le preoccupazioni e le denunce di quanti avevano riscontrato illegalità nelle strutture sportive create o trasformate in vista dei Mondiali di Nuoto hanno avuto un’amara conferma con i sequestri operati dalla polizia municipale, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sui presunti abusi edilizi. I comitati locali, come quelli di Ostia, avevano da tempo segnalato queste irregolarità, come nel caso degli impianto Axa Immobil Sport. Ora bisogna continuare a fare luce su altri scempi come quello del Polo Natatorio di Ostia (sul quale eravamo intervenuti denunciando l’assurdità urbanistica e il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro) e su quello di San Paolo. Accertamenti che devono riguardare non soltanto aspetti tecnico-amministrativi, ma anche sociali. Ancora non sappiamo a chi saranno destinati gli impianti e se questi assicureranno il carattere pubblico, così come è stato promesso dal Comune di Roma e dalle altre istituzioni locali”.

Giovanni Malagò, da parte sua ha dichiarato: “Casco dalle nuvole. Sono a Genova e ho appena saputo cosa è successo: è ingiusto, immotivato e mi sento una vittima. Abbiamo sempre rispettato religiosamente obblighi e autorizzazioni -ha spiegato – l’impianto si è autofinanziato privatamente ed è stato regolarmente aperto al pubblico. Se il problema nasce sul fronte autorizzativo sono ancor di più senza parole; non sono io a dover pensare se il Comune, la Protezione civile e la Presidenza del Consiglio sono o non sono autorizzate a concederle. La cosa si commenta da sè”.

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