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Oggi di nuovo a scuola tra le polemiche

Autore: . Data: lunedì, 14 settembre 2009Commenti (0)

Il governo ha devastato l’istruzione italiana, ovunque proteste.

scuola-048Da stamattina otto milioni di studenti riprendono ad andare a scuola. Non si tratta di una giornata lieta. I tagli imposti dal ministro Gelmini, la confusione, una riorganizzazione senza strategia danno il via ad una stagione di contestazioni e disagi.

Il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo, ha annunciato  “presidi e occupazioni delle sedi degli Uffici scolastici regionali e provinciali per rappresentare le conseguenze dei tagli agli organici”.

I Cobas hanno organizzato manifestazioni e sit-in nelle principali città italiane e chiedono l’assunzione di supplenti. Sui tagli del governo il portavoce nazionale, Piero Bernocchi, ha ribadito “il rifiuto del provvedimento ammazza-precari”.

A Roma, la Gilda degli insegnanti “terrà un presidio di protesta per per chiedere al governo provvedimenti più incisivi che diano risposte concrete a tutti i precari”.

Secondo alcuni dati gli insegnanti che si ritroveranno senza incarico a causa dei tagli alla scuola pubblica sono 27 mila. Ma i problemi non riguardano solo i docenti. Secondo Cittadinanza attiva il 61per cento dei bagni nelle scuole italiane è privo di sapone, di carta igienica e gli asciugamani mancano in 7 scuole su 10. Per non parlare dlle dotazioni tecnologiche, lo stato delle palestre, delle attrezzature sportive, dei gabinetti scientifici ed in qualche caso anche dell’idoneità degli edifici.

Da quest’anno, poi, con il taglio di 10 mila bidelli, la situazione è destinata a peggiorare. Probabilmente a causa del ‘ridimensionamento’ del personale adibito all’assistenza i capi degli istituti dovranno rivolgersi alla ‘cooperazione’ delle famiglie, in una specie di ‘economia di guerra’.

Dal punto di vsta economico, inoltre, la situazione è da fallimento. In media ogni istituto vanta un credito nei confronti del Ministero di circa 115 mila euro. La soluzione adottata è quella di una specie di “tassa occulta” che può arrivare, a seconda delle condizioni economiche del bacino di utenza, anche a 400 euro. Ogni anno gli istituti chiedono aiuto alle famiglie che all’atto dell’iscrizioni si vedono consegnare un bollettino per il “contributo volontario”.

Per la ‘cronaca minima’ si deve ricordare che a Milano, la scuola elementare per disabili Don Gnocchi domani non aprirà per mancanza di personale. A Genova, sempre per i tagli di organico prodotti dalla riforma, hanno problemi nell’organizzare l’orario ed il tempo pieno. A Palermo, il comune non paga 35 maestre d’asilo, sono sei le scuole chiuse e 82 procederanno con orario ridotto in attesa dei contributi regionali. A Bari, per mancanza d’insegnanti, sono problematiche le nomine dei docenti e la per le scuole elementari è a rischio il servizio di mensa. A Napoli, maestre e genitori protestano da giorni contro la chiusura della scuola materna ed elementare, Madonna Assunta di Bagnoli.

In questo deserto le responsabilità del governo Berlusconi sono gravissime, ma l’embargo sulle notizie sta impedendo ai cittadini di rendersi conto realmente della gravità della situazione.

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