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Iata: il trasporto aereo in grave crisi

Autore: . Data: mercoledì, 16 settembre 2009Commenti (0)

Fiumicino si rivela aeroporto tra i peggiori d’Europa e continua lo scontro Cai-Sdl.

alitalia2Il 2009 andrà peggio del previsto per l’industria del trasporto aereo mondale. Alla fine dell’anno, il comparto mostrerà perdite per 11 miliardi di dollari, con un saldo passivo di 2 miliardi in più rispetto alle previsioni.

È stata la Iata a rivedere al ribasso le precedenti stime che prefiguravano, per l’esercizio in corso, un passivo di 9 miliardi di dollari. A pesare sono, in particolare, il rialzo del prezzo del carburante e il livello “eccezionalmente debole” degli investimenti azionari. Inoltre, il volume d’affari del settore dovrebbe subire una contrazione di 80 miliardi, circa il 15 per cento, a 455 miliardi rispetto ai livello del 2008.

A illustrare il nuovo scenario è stato il direttore generale della Iata, Giovanni Bisignani. Quella attuale, ha detto, è per il trasporto aereo “una crisi peggiore di quella seguita all’11 settembre. Le perdite per l’industria nel 2001-2002 furono pari a 24.3 miliardi di dollari. Ma questo non è uno shock di breve termini. Per recuperare il 15 per cento di perdita di fatturato, ci vorranno, infatti, degli anni”.

Per fine 2009 la Iata stima un calo del traffico passeggeri pari al 4 per cento e del traffico merci pari al 14 per cento. Per il 2010 la previsione è di un recupero del 3,2 per cento per i passeggeri e del 5  per le merci.

Il peggioramento delle stime è giustificato in buona parte dal recupero dei prezzi del petrolio che a fine anno dovrebbe attestarsi su una media di 61 dollari contro i 56 dollari stimati in precedenza dalla Iata.

Un recupero, ha sottolineato Bisignani, spinto piuttosto dalla speculazione finanziaria che non dalla ripresa economica. Un dato preoccupante, quest’ultimo, anche nell’ottica delle prospettive di ripresa del trasporto aereo.

“La crisi – ha spiegato – non riguarda solo il nostro settore ma tutta l’economia. Stiamo attraversando una crisi peggiore del 2001 perchè allora l’economia era in crescita, oggi no”. Il settore, ha sottolineato Bisignani, per rispondere alla crisi dovrà percorrere la strada del consolidamento. Ben vengano, quindi, alleanze non solo all’interno di uno stesso mercato, come ad esempio in Europa, ma anche “cross-border, tra le due sponde dell’Atlantico e del Pacifico”.

Interpellato sul caso Alitalia, il responsabile della Iata ha osservato che l’integrazione con AirOne è stata “rapida ed efficace: certo ci sono stati dei problemi, ma questo è normale se si pensa che l’integrazione è avvenuta in un momento molto difficile per il settore”.

L’integrazione tra le due aziende facenti capo a Cai in realtà è ad oggi del tutto formale, perchè l’annunciata fusione è al momento congelata, mentre le voci su una profonda trasformazione delle caratteristiche della ex compagnia di Toto si susseguono senza smentite.

Intanto è stata prorogata di sei mesi l’inchiesta della Procura di Roma sullo stato di insolvenza di Alitalia prima della vendita agli “eroi” di Berlusconi. L’ha deciso il Gip che ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Rossi e dei tre sostituti che hanno quasi finito la prima tornata di interrogatori dei manager in carica tra il 1996 e il 2007 iscritti nel registro degli indagati per i reati di bancarotta per dissipazione e/o distrazione. L’ex presidente di Alitalia, Giancarlo Cimoli, dev’essere tuttavia ancora sentito.

Sempre ieri l’Unione Piloti ha firmato a palazzo Chigi il cosiddetto ‘lodo Letta’ e il contratto collettivo di lavoro dirigenti. A quasi un anno di distanza, quindi, anche l’associazione professionale dei comandanti ha ceduto, aderendo all’intesa con la quale, il 31 ottobre del 2008, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si fece garante del rispetto degli accordi sottoscritti tra la nuova Alitalia e le organizzazioni sindacali. Accordi che, tuttavia, non sono stati rispettati da Cai e che sono al centro di una disputa tra organizzazioni sindacali e Compagnia.

Con la firma del ‘lodo Letta’ e del contratto di lavoro da ‘dirigenti’, Unione Piloti ha compiuto oggi il passaggio formale che le conferisce la titolarità negoziale in Alitalia potrà quindi tornare al tavolo aziendale, dove siedono già le altre organizzazioni firmatarie dell’intesa del 31 ottobre e del contratto.

La svolta è profonda, perchè l’ex presidente di Up, Notaro, aveva ai tempi della lunga battaglia contro Cai, escluso qualunque possibile rapporto con la ‘cordata ex patriottica’.

Il neopresidente dell’associazione, Roberto Golabek, per giustificare l’inversione di rotta ha dichiarato: “Con la firma del ‘lodo Letta’ e del contratto di lavoro si compie un primo passo e si apre un canale di dialogo con l’azienda e con le altre organizzazioni sindacali. Chiunque porterà avanti azioni nell’interesse della categoria ci vedrà concordi e partecipi”

Il consociativismo, così combattuto da Cai e dall’ad, Sabelli, si sta riproducendo in una azienda che stenta a decollare e la difesa di interessi di ‘gruppo’ sta diventando sempre più prevalente per le diverse organizzazioni sindacali, forse più attente ai propri interessi di parte che a quelli collettivi.

Golabek, parlando dell’altra associazione di piloti, l’Anpac, guidata da un ex estimatore del premier Berlusconi, Fabio Berti, ed oggi collegata da un patto federativo alla Filt-Cgil, un sindacato ‘di sinistra’, ha accantonato l’ipotesi di una fusione tra le due realtà. Per il nuovo segretario di Up “è stata una scelta unilaterale della quale non eravamo a conoscenza, dei vertici di Anpac”.

Il portavoce di Up, Roberto Spinazzola, dopo le drammatiche rotture del passato ed il prezzo enorme pagato da decine di piloti dopo la cessione a Cai ha dichiarato: “Il sottosegretario Letta ci ha augurato ‘in bocca al lupo’ e ha evidenziato che questo è un passo importante per Up, per la categoria dei piloti e per l’azienda. Alitalia, è un asset strategico del Paese e importante è il nostro ruolo. Siamo arrivati a questo traguardo dopo un profonda opera di rinnovamento interno. Siamo coscienti di essere gli ultimi arrivati, ma siamo anche determinati grazie anche al peso dei numeri. Up conta ora 1.450 iscritti”. In Italia saper ‘mantenere le posizioni ideali’, appare sempre più raro.

Sempre ieri il sindacato SdL, ormai il solo a non aver sottoscritto gli accordi di ottobre, ha denunciato “una pesante e grave discriminazione” nei suoi confronti, perchè l’organizzazione fino ad ora è stata esclusa dal confronto nell’ambito della vertenza sul futuro di Atitech, le attività di manutenzione pesante della ex Alitalia a Napoli Capodichino.

Secondo l’Sdl i rappresentanti della società che ha presentato una offerta per rilevare Atitech (Investimenti e Sviluppo Mediterraneo tramite Manutenzioni Aeronautiche con il 75 per cento, Cai e Finmeccanica con quote minori), con i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, dopo l’intesa raggiunta con la mediazione di Palazzo Chigi “continuano la discussione sul piano industriale Atitech, tenendo fuori la struttura SdL, che in Atitech è fortemente rappresentativa”. SdL “di fronte a tale simile inaccettabile discriminazione, oltre ad intraprendere le dovute iniziative per dare la parola e il diritto di decidere ai lavoratori, darà mandato ai propri legali per impedire l’ennesima grave ed inaccettabile azione discriminante nei confronti di parte del sindacato”.

Sul fronte disservizi peggiora ancora la media dei ritardi in decollo all’aeroporto di Roma Fiumicino che, secondo gli ultimi dati rilevati da Eurocontrol, è salita a a luglio a 23,9 minuti per ogni volo rispetto ai 20,8 minuti rilevati a giugno. Nel confronto con un anno prima, rispetto a luglio 2008, il peggioramento è del 18 per cento.

Fiumicino perde tuttavia il primato negativo in Europa, scivolando al terzo posto della classifica. Al primo lo scalo di Atene, che a luglio ha registrato un forte peggioramento rispetto ad un anno prima ( più 46 per cento) con una media di decolli in ritardo di 26,3 minuti per ogni volo.

Al secondo posto in Italia l’aeroporto di Pisa, sia pur difficilmente comparabile per caratteristiche e volume del traffico, con 24,1 minuti (più 37 per cento rispetto a luglio 2008).

Oggi si terranno le riunioni convocate dall’Enac, per trarre le conclusioni dopo i disservizi registrati questa estate a Fiumicino: i ritardi, ma anche i disagi nel servizio bagagli già sanzionati con una serie di minimulte da duemila euro (il massimo possibile) per le tre società di handling che operano presso lo scalo romano: la maggior parte sono andate a Alitalia-Cai, che gestisce i servizi di terra per il maggior numero di voli, ma sono state sanzionate anche Flightcare e Avia Partner.

Per ritardi al decollo gli altri scali italiani nella classifica di Eurocontrol a luglio sono Bari (al dodicesimo posto con 18,4 minuti, più 18 per cento rispetto a luglio 2008), Roma Ciampino (quattordicesimo con 18 minuti, in miglioramento del 30 per cento), Bergamo (diciannovesimo con 16,4 minuti), Olbia (ventesimo con 16,3 minuti). .

Più in generale, dal rapporto di Eurocontrol (l’organizzazione europea per la sicurezza del traffico aereo) emerge che sia i ritardi che il traffico sono diminuiti in Europa a luglio rispetto ad un anno prima, anche se a Fiumicino i ‘problemi’ questa estate hanno prodotto non pochi disagi ai passeggeri.

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