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Dopo il Brunetta-show le proteste dei sindacati

Autore: . Data: mercoledì, 23 settembre 2009Commenti (0)

Continuano le polemiche sul Ministro che aveva mandato certa sinistra “a morire ammazzata”. Ieri una manifestazione a Roma, mentre Cgil e Rdb attaccano: “Promesse non mantenute sui rinnovi contrattuali”

brunettamacchinaIl Ministro della Pubblica amministrazione Brunetta continua a far parlare di sé e delle sue azioni. Ieri a Roma gli è stata addirittura dedicata una manifestazione. “Hai offeso gli italiani, vattene!”: così l’associazione “Radici”, che ha scritto il suo pensiero su un camion pubblicitario sfilato per le strade attorno a piazza San Giovanni.

“A nome degli impiegati fannulloni, degli studenti guerriglieri, dei poliziotti panzoni, della sinistra golpista e degli italiani che non ti sopportano più: Brunetta te potesse pijà un colpo… a te no allo Stato”. Così recitava lo slogan affisso, a carattere cubitali, sul camion.

Andrea Mosetti, esponente della medesima associazione, ha poi spiegato nel dettaglio le ragioni della protesta: “Era doveroso da parte nostra intervenire per condannare la condotta del ministro Brunetta, il quale ha offeso importanti categorie sociali ma anche tutta quella parte di cittadini che si riconoscono nella sinistra e partecipa alla sua attività”.

“Vorremmo ricordare – ha aggiunto – che un componente di un Governo della Repubblica ha l’obbligo di rappresentare tutti e non ha il diritto di diffamare interi settori della popolazione, con il rischio, oltretutto, di avviare fenomeni di vero e proprio linciaggio”.

“Chiediamo le dimissioni di Brunetta – ha inoltre affermato l’ex consigliere comunale Luigi di Cesare – e ci riserviamo di procedere con una denuncia per diffamazione nei suoi confronti. Chiediamo, infine, al capo della Stato di intervenire per mettere fine a queste dichiarazioni offensive ai danni degli italiani”.

Le recenti esternazioni di Brunetta – secondo il quale certa sinistra dovrebbe “andare a morire ammazzata” mentre alcune sue elites starebbero “preparando un vero e proprio colpo di Stato” – hanno anche indotto il Pd a redigere un’interrogazione parlamentare, che verrà presentata domani durante il “question time” alla Camera: i deputati Bressa e Sereni chiedono al ministro dell’Interno se sia “in possesso di elementi in grado di confermare questo rischio e, in caso affermativo, quali urgenti iniziative il Ministro interrogato intenda porre in essere per scongiurare tale pericolo”.

A dar man forte al ministro Brunetta sulla tesi del “complotto” è intervenuto ieri anche un altro capo dicastero, Sandro Bondi: “Sono quattordici anni – ha sostenuto – che ci sono delle forze politiche e imprenditoriali che non riconoscono il verdetto del popolo, che cercano attraverso tutti i mezzi possibili di scardinare, alterare e mettere in discussione il verdetto popolare”.

“Il Pdl – ha aggiunto il ministro della Cultura a margine di una conferenza stampa alla Camera – è una grande forza politica, radicata nel Paese e queste operazioni, come verificato in passato, non avranno successo”.

Sorge il dubbio che simili, gravi, insinuazioni possano rivelarsi utili a spostare l’attenzione dalle drammatiche conseguenze della crisi economica e dalle inadeguatezze della classe politica chiamata ad affrontarle.

Così probabilmente ritiene il sindacato di base RdB Pubblico Impiego, che ha indetto una mobilitazione della categoria per venerdì 25 settembre.

L’appuntamento è a Roma, con un presidio davanti al al Ministero della Pubblica amministrazione, in corso Vittorio Emanuele 116, dalle 11 alla 14.

Al centro della protesta, si legge in una nota, “la difesa di salario, diritti e dignità dei lavoratori pubblici e dello Stato Sociale come bene comune; una Pubblica Amministrazione vicina al cittadino nel rispetto della condizione lavorativa dei dipendenti; in difesa delle libertà sindacali”.

“Il presidio – prosegue la nota – intende contrapporsi all’attacco ai lavoratori pubblici da parte del governo Berlusconi e del Ministro Brunetta, attacco condotto con l’obiettivo di recuperare sempre più soldi dalla Pubblica Amministrazione e dai salari per trasferirli alle imprese ed alle banche a sostegno dei loro profitti”.

Dal canto suo, il ministero sotto accusa ha fatto sapere ieri che nella Finanziaria sono state stanziate risorse per i rinnovi contrattuali 2010-2012 pari a a 1,8 miliardi per il settore statale e a 1,6 miliardi per il settore non statale, per un totale complessivo nel triennio pari a 3,4 miliardi.

Senonchè dal ministero hanno precisato che si tratta di stanziamenti a titolo di “vacanza contrattuale”, vale a dire a copertura del periodo successivo alla scadenza del precedente contratto ma antecedente a quello nuovo non ancora siglato.

‘Alle predette risorse – recita una nota diffusa dal dicastero della Pubblica amministrazione – si aggiungeranno, una volta definito il nuovo assetto contrattuale delle amministrazioni pubbliche, le ulteriori risorse finanziarie occorrenti per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012”.

“Nonostante il momento difficile – ha commentato lo stesso Brunetta – abbiamo trovato le risorse e create le condizioni affinché si possano fare i contratti di lavoro, secondo il nuovo modello, dei dipendenti pubblici nel 2010”.

Sempre nella giornata di ieri il ministro è stato contraddetto dal segretario generale della Funzione pubblica Cgil Podda: “Sui contratti dei pubblici Brunetta smentisce Tremonti creando una situazione paradossale: da Palazzo Vidoni è uscita una nota che sembra una replica al ministro Tremonti e che annuncia la soddisfazione di Brunetta per lo stanziamento per i rinnovi contrattuali, salvo poi aggiungere che tali stanziamenti sono ‘a titolo di vacanza contrattuale’. Il ministro dell’ossimoro”.

Già, perché sostenere che in Finanziaria è stata prevista la copertura esclusivamente per la vacanza contrattuale significa lasciare irrisolto il nodo del rinnovo dei contratti. “Come avevamo denunciato nei giorni precedenti – ha attaccato Podda -  non c’è la cifra specifica assoluta. Tremonti – ha polemizzato ancora il sindacalista – spieghi al fine economista Brunetta che l’indennità di vacanza contrattuale non è un rinnovo e che tra un ‘manterremo le promesse fatte’ e uno stanziamento c’è davvero un abisso”.

Paolo Repetto

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