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Crisi: anche il mercato immobiliare soffre

Autore: . Data: martedì, 15 settembre 2009Commenti (0)

Un sondaggio di Bankitalia e Tecnoborsa analizza la situazione.

crisi-finanziariaCala nel secondo trimestre 2009 la quota di acquisto di abitazioni accendendo un mutuo ipotecario, anche se, nei giudizi degli operatori interpellati da un sondaggio di Bankitalia e Tecnoborsa, si riducono lievemente le difficoltà di reperimento del mutuo.

Nel periodo aprile-giugno di quest’anno la quota di acquisto di case attraverso il mutuo è stata del 68,3 per cento, due punti percentuali al di sotto del primo trimestre, quando era al 70,4.

La flessione è comune a tutte le principale aree geografiche anche se più accentuata nel Sud e nelle Isole, dove si registra un calo al  61,5 dal 68,8 per cento e dove si allarga il divario tra aree urbane e non urbane.

Nell’intero territorio nazionale – segnala ancora il sondaggio congiunturale effettuato presso gli agenti immobiliari – è sceso lievemente anche il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell’immobile passando dal 71 per cento del primo trimestre al 69,6. Anche in questo caso il calo è stato accentuato nelle regioni meridionali.

Se flette la quota di mutui, l’andamento delle compravendite intermediate rimane pressochè stabile, intorno a 137mila unità. Il mercato rimane debole, con prezzi ancora in calo.

Nel sondaggio tuttavia sono in calo i giudizi di una riduzione dei prezzi, mentre aumentano quelli di stabilità, soprattutto nelle aree urbane. Gli agenti non si aspettano ulteriori crolli ed oltre il 55 per cento pensa ad un miglioramento del mercato nazionale entro i prossimi due anni.

Non si accorcia la distanza tra i prezzi dell’offerta e quelli della domanda: il margine di riduzione si attesta al 12,2 per cento ed era prima l’11,8 ed è questo, sempre secondo la ricerca Bankitalia-Tecnoborsa, lo sconto che riesce in media a spuntare il compratore sul prezzo preteso dal venditore.

Elemento positivo è la riduzione, anche se lieve, dei tempi di vendita: tra il conferimento dell’incarico e la vendita effettiva passano 6,4 mesi rispetto ai 6,7 che servivano nel primo trimestre.

Per due terzi delle agenzie, sempre secondo il sondaggio, la motivazione principale di cessazione dall’ incarico a vendere è rappresentata dall’assenza di proposte di acquisto, a fronte di richieste del venditore ritenute troppo elevate.

Oltre metà degli agenti segnala anche proposte di acquisto a prezzi troppo bassi. Si riducono però i venditori che ritirano l’incarico in attesa di prezzi più favorevoli e rallenta anche l’accumulo di case invendute.

Nel trimestre in corso gli agenti confermano le impressioni di stabilità: dopo il forte miglioramento segnalato nel precedente sondaggio, seguito però al grave pessimismo espresso alla fine dello scorso anno, il saldo tra ‘sfavorevoli’ e favorevolì è peggiorato, ma le attese sui prezzi di vendita sono rimaste pressochè immutate: per la metà delle agenzie i prezzi dovrebbero rimanere invariati, per una quota inferiore invece dovrebbero ridursi ancora. A conferma del perdurante stato di incertezza del comparto prevale un atteggiamento di attesa da parte degli operatori, in vista del banco di prova dell’autunno.

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