cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Berlusconi e la libertà di stampa

Autore: . Data: martedì, 8 settembre 2009Commenti (0)

Il premier va in tv e dice di tutto e di più, ormai senza freni e contraddittorio.

liberta-di-stampaPer il presidente del Consiglio è un “barzelletta” il pericolo per la libertà di stampa. Una “bugia” i rapporti tesi tra governo e Chiesa. Un “subdolo stratagemma” la richiesta di voto per gli immigrati.

In un’intervista telefonica di 20 minuti nella televisione di sua proprietà ‘Canale 5′  e nel programma ‘Mattino Cinque’ condotto da un giornalista, Maurizio Belpietro, non certo ostile ‘Papi Silvio’ ha toccato i temi all’ordine del giorno dell’agenda politica senza alcun contradditorio.

Ha riscoperto i “comunisti”, i “catto-comunisti”, che con i loro giornali “mistificano”, “insultano”, “calunniano” ed ha rivendicato “orgoglioso” le cose fatte dal suo governo e un consenso personale che secondo lui raggiunge un “primato ineguagliato” del 70 per cento.

Battendo il tasto sul tema della sicurezza, anche se da ormai due anni i reati sono in calo, ha promesso più sicurezza, l’impiego di altri militari nelle città, e uno stato “libero” e “amico”.

Negando le critiche e la sua traballante immagine internazionale, ha aggiunto che grazie al consenso della “maggior parte degli italiani” ha ignorato lo scandalo delle escort e che i cittadini “nel loro intimo vorrebbero essere come me e si riconoscono in me e in come mi comporto”.

“Povera Italia” ha insistito il Cavaliere, riferendosi a un sistema dell’informazione che a suo parere sta conducendo “una campagna eversiva”, una “feroce campagna” che chiede “di fatto” le sue dimissioni.

Per Berlsuconi il suo strapotere nei media e i pericoli alla libertà di stampa sono una “barzelletta” dei catto-comunisti che, nonostante i dati mostrino il contrario, “purtroppo” il “90 per cento dei giornali italiani” e “intendono la libertà di stampa come libertà di mistificazione, di insulto, di diffamazione”.

Piuttosto, ha sottolineato il premier, loro stessi mettono in pericolo il “diritto alla riservatezza di ogni cittadino”. Berlusconi ha liquidato come “una bugia” anche le tensioni evidenti con la Chiesa dopo la vicenda Boffo.

“I rapporti del governo e miei personali con chi guida con prestigio e autorevolezza la Chiesa cattolica sono eccellenti da sempre”, ha sostenuto, nonostante da oltretevere non giungano segnali positivi. Poi ha spiegato che un suo incontro con il cardinal Bertone non è mai stato nella sua agenda e neppure se ne vede la necessità.

Senza spiegare come mai un incontro col Papa, del quale da tempo si sussurra, non si riesca ad organizzare, il presidente del consiglio ha precisato: “Gianni Letta mantiene i rapporti quasi quotidianamente”.

La bontà dei rapporti con i cattolici per Berlusconi è assicurata da un’azione di governo improntata a principi, come la difesa della vita umana e della famiglia, che sono “alla base della dottrina cattolica”. In realtà ambienti della Cei guardano con fastidio non solo ai comportmanti personali del premier, ma sono preoccupati per l’inconsistenza delle attività del governo nei confronti della crisi che colpisce le fasce più deboli. Negando la realtà e ricorrendo alla propaganda per ‘Papi Silvio’ i rapporti col Vaticano si consolideranno “nei prossimi mesi anche su questioni molto importanti, come il testamento biologico”. Non è un segreto che, invece, siano in parecchi nel mondo cattolico a lavorare per la ricostuzione di un centro che possa porre fine al governo dell’Uomo di Arcore.

Nell’intervista il premier ha ribatito la differenza tra sè e il proprio governo da un lato e la sinistra, i loro giornali e più in generale i ‘catto-comunisti’ dall’altro prendendo ad esempio il tema di immigrazione. Anche in questo caso ignorando che sono fortissime le critiche del mondo cattolico alla politca del governo su questo argomento.

“Silvio Berlusconi difende la sicurezza di tutti gli italiani – ha detto parlando di sè in terza persona – evitando che i signori della sinistra aprano le frontiere a chiunque”. Attaccando, infine anche il suo alleato presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha concluso che le campagne per accelerare i tempi per ottenere la cittadinanza e concedere il diritto di voto agli immigrati, sono in realtà un “subdolo stratagemma” con cui “i catto-comunisti immaginano di potersi garantire una futura preminenza elettorale”.

Per l’intero programma mai le parole del premier hanno trovato un minimo di contraddittorio, ma è la ‘democrazia secondo Papi Silvio’.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008