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Alitalia: Sdl denucia gravi inadempienze della Compagnia

Autore: . Data: mercoledì, 9 settembre 2009Commenti (0)

Per il sindacato Cai non rispetta gli accordi  di Palazzo Chigi sulle assunzioni.

alitalia4Con una lettera inviata a Governo, Istituzioni e parti sociali, SdL “denuncia il mancato rispetto dell’Accordo Quadro sottoscritto a Palazzo Chigi nel settembre 2008, relativamente al punto che riguarda il numero di personale che la società CAI si era impegnata ad assumere dalle società del Gruppo Alitalia e AirOne”.

In un comunicato l’organizzazione sindacale particolarmente forte tra gli assistenti di volo aggiunge: “Peraltro, la situazione di gravi disagi che hanno caratterizzato l’operativo della Compagnia nei mesi estivi, conferma che molti settori, in particolare quelli operativi di terra e di volo, risultano sottodimensionati. Tale situazione risulta ulteriormente aggravata da un’organizzazione del lavoro carente e farraginosa, oltre che basata su ritmi d’impiego al limite di quanto consentito. Il costante ricorso alle cosiddette “task force”, oltre a risultare inefficace per alleviare i disagi,
rappresentano uno schiaffo insopportabile alle migliaia di cassaintegrati e precari che sono stati espulsi dal ciclo produttivo”.

Se gli obiettivi fino ad oggi raggiunti dalla ‘cordata ex patriottica’ degli ‘eroi’ di Berlusconi appaiono fino ad oggi più che deludenti e gli standard operativi e la puntualità al di sotto di quelli della ‘vecchia’ Alitalia, si deve ricordare che circa diecimila persone hanno perso il lavoro con la privatizzazione della Compagnia.

Sdl aggiunge che “nell’ottica di raggiungere gli organici previsti dall’Accordo del settembre 2008, nella stessa lettera, abbiamo nuovamente sollecitato tutte le parti a prendere in esame modalità di assunzione in grado da una parte di garantire l’ampliamento del bacino degli occupati e dall’altra consentire un risparmio degli ammortizzatori sociali definiti negli stessi accordi. Fino ad oggi, il nostro tentativo di aprire una discussione su questo fondamentale tema non ha trovato alcun riscontro”.

L’ipotesi di ampliare l’organico attuale, auspicato dal sindacato, appare tuttavia poco paraticabile, perchè se saranno confermati la flessione di ‘clienti’ (anche a margine di una forte riduzione di rotte e destinazioni rispetto al passato) ed alcuni malumori che serpeggerebbero nei piani alti del socio di Colanninno e Sabelli, Air France-Klm, la situazione generale di Alitalia-AirOne potrebbe peggiorare e non migliorare.

Per Sdl per occupazione ed organizzazione del lavoro è comunque indispensabile una “risposta convincente da parte dell’azienda e del governo”, col fine di “aprire una fase nuova nelle relazioni tra lavoratori e impresa”.

Il sindacato ha comunque concluso che “in assenza di elementi concreti e di una reale volontà aziendale di entrare nel merito di questi problemi, SdL conferma quindi lo sciopero di 24 ore di tutto il personale CAI già indetto per il prossimo 18 settembre”.

Quello che segue è il testo integrale della lettera inviata a governo, ministero dei Trasporti, Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma e Cai.

“Crediamo opportuno, in una fase così delicata della compagnia Alitalia, porre all’attenzione dei destinatari della presente la necessità di procedere ad un’attenta disamina della corretta applicazione dell’accordo, segnatamente per quanto attiene le quantità delle assunzioni concordate, la coerenza delle
stesse alla luce dei criteri previsti, nonché, per quanto riguarda il personale precario le modalità adottate per le chiamate.

Nel dettaglio le quantità di personale, relative alle diverse aree, risultano a nostro avviso ben inferiori alle dimensioni concordate; appare del tutto evidente che, qualora tali dati dovessero essere confermati, il mancato rispetto di quanto pattuito non solo rappresenta una violazione di accordi sottoscritti ma
anche una delle ragioni dei disservizi che hanno caratterizzato l’operatività di questi mesi penalizzando
l’utenza.

Inoltre, assunzioni inferiori a quanto previsto dagli accordi creerebbero un costo maggiore in termini di ammortizzatori sociali che potrebbe essere recuperato attraverso la corretta applicazione dell’accordo quadro.

A tal proposito riterremmo opportuno esplorare la possibilità di favorire la ripresa del lavoro di personale posto in CIGS con modalità in grado di coniugare la maggiore occupazione possibile con una riduzione dei costi complessivi relativi agli ammortizzatori sociali: nonostante ripetuti appelli, mossi in tal senso presso gli organi istituzionali, non vi è mai stata la possibilità di affrontare tali temi per la doverosa
verifica di soluzioni percorribili.

Siamo pertanto a richiedervi un urgente incontro per una verifica congiunta di quanto da noi esposto con la presente”.

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