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Sicurezza: una vergogna per tutto il Paese

Autore: . Data: venerdì, 3 luglio 2009Commenti (0)

Il Senato ha dato il via libera ad un provvedimento che rende l’Italia un Paese peggiore. Il governo inganna i cittadini e non risolve nessun problema.

migrantiVia libera definitivo del Senato al disegno di legge sulla sicurezza. L’Aula di Palazzo Madama, dopo aver votato tre volte la fiducia senza discutere ha approvato il testo con 157 voti favorevoli, 124 contrari e tre astenuti.

Il primo articolo del provvedimento prevede l’introduzione di una sorta di permesso di soggiorno a punti per gli immigrati, l’introduzione del reato di clandestinità, con multe da 5mila a 10mila euro, una tassa, da 80 a 200 euro, per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno e un contributo di 200 euro per la richiesta di cittadinanza.

Per quei cittadini che seguono le indicazioni razziste del centro destra questo provvedimento di intollerabile discriminazione nei confronti dei più deboli sarà benvenute, ma
poichè spesso le stesse persone si definiscono ferventi religiosi sarà bene ricordare le parole di alcuni rappresentanti della Chiesa.

Monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti ha detto che il provvedimento “é motivo di tristezza” perché “contiene il peccato originale del reato di clandestinità” e “questo significa la criminalizzazione degli irregolari, di quelli che ora lo sono e di quelli che con questo provvedimento lo possono diventare”.

Il presidente del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, monsignor. Antonio Maria Vegliò, in un editoriale sulla rivista dei gesuiti ‘Aggiornamenti sociali’ ha scritto: ”Serve un’effettiva condivisione di responsabilità tra i Paesi di partenza, transito e destinazione”

Per l’alto prelato l’autorità dello Stato in materia di immigrazione e la regolamentazione delle modalità di entrata e permanenza sul proprio territorio sono vincolate ”dalla ratifica dei trattati internazionali e dal rispetto di due principi etici: la tutela della dignità della persona” e la convinzione che ”tutta l’umanità, al di là delle distinzioni etniche, nazionali, culturali e religiose, formi una comunità senza discriminazioni tra i popoli, che tendono alla solidarietà reciproca”.

Ciò significa che i ”diritti umani fondamentali, garanti della dignità della persona, devono essere pienamente assicurati. Analogamente va detto per i doveri, che tutti devono assumersi per garantire la reciproca sicurezza, lo sviluppo e la pace”.

Monsignor Vegliò ha posto una domanda di fondo rispetto al fenomeno migratorio: ”Si tratta di un’invasione dalla quale bisogna difendersi? Oppure i poveri hanno il diritto, appunto perché poveri, di bussare alle porte delle società benestanti?”.Secondo il responsabile vaticano per le migrazioni è poi necessaria ”l’istituzione di un ordinamento giuridico internazionale, che stabilisca un’effettiva condivisione di responsabilità tra i Paesi di partenza, transito e destinazione” dei migranti, in modo che ”nessuno sia lasciato solo nel gestire le difficili situazioni che inevitabilmente si creano”.

Quindi mons. Vegliò ha osservato: ”Abbiamo oltrepassato la soglia del terzo millennio, sono maturi i tempi” perché la diversità sia apprezzata come ricchezza. ”Del resto, si sa, il provincialismo blocca la speranza, perché marcia contro la storia. Il fenomeno migratorio sta producendo nuove schiavitù nelle società opulente, spesso senza valori”.

Al Senato, durante l’ultima votazione, due ministri erano seduti vicini e rappresentavano coi loro sorrisi soddifatti il declino della Repubblica: si trattava di quello dell’Interno, Roberto Maroni, l’ideatore della legge sulla ‘sicurezza’ e del collega alla Giustizia, Angelino Alfano, l’inventore della legge ad personam per il premier, meglio nota come ‘lodo Alfano’.

Il senatore Gasparri, in un impeto demagogico ha dichiarato: “È una parte fondamentale del programma del centrodestra, carcere più duro per i boss delle cosche, reato di immigrazione clandestina, sanzioni più severe per tutti i reati che allarmano i cittadini, più sicurezza, più certezza della pena. Per questo siamo al governo e siamo orgogliosi di aver portato questa legge al traguardo”.

Lo ha contraddetto Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell’Asssociazione Nazionale Funzionari di Polizia, rivolgendosi a monistro dell’interno:: “Maroni ha sottolineato che c’è stato un forte intervento per inasprire le norme sul contrasto alla mafia, è vero, ma spieghi perchè sono stati tagliati ‘a cassa’ 16 milioni di euro per i collaboratori di giustizia e 5,5 milioni alla Direzione Investigativa Antimafia. Nel 2009 al Dipartimento della Pubblica Sicurezza per il suo funzionamento sono stati sottratti ben 650 milioni di euro a decine e decine di capitoli: 190 milioni dalle previsioni e 180 milioni dalla cassa di competenza, altri 180 milioni degli accantonamenti del precedente Governo e 100 milioni per finanziare la fantasia dei sindaci e delle ronde. Su queste ultime constatiamo che gli schutzen da organizzazione paramilitare sono diventati un’associazione, strutturata come la croce rossa, che tutela i valori cristiani, le tradizioni ed i costumi tipici del Sudtirolo, mentre in Italia da oggi si inizia un processo inverso con le associazioni dei volontari per la sicurezza destinati al controllo del territorio. Infine il Ministro, benchè adeguatamente informato sui pericoli, vada a spiegare all’orafa di Arezzo e ai due fidanzati di Bergamo rapinati con spray urticanti rispettivamente il 22 maggio scorso (la donna incinta all’8 mese di gravidanza, colta da malore è stata ricoverata in ospedale) ed il 21 giugno da giovani romeni, che da domani con la libera vendita dello spray al peperoncino tutti noi saremo più sicuri. Stiamo rapidamente passando da una insicurezza percepita ad una drammaticamente reale”.

Oreste Dominioni, presidente dell’Unione camere penali ha sostenuto che il disegno di legge sulla sicurezza dei cittadini è un provvedimento “propagandistico, dai contenuti radicalmente inaccettabili, che segna una profonda involuzione autoritaria del sistema”.

Per il legale “espressione di questa involuzione sono le nuove norme sull’immigrazione clandestina e sul trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione, palesemente incostituzionali, e parimenti la reintroduzione del delitto di oltraggio a Pubblico Ufficiale, da tempo rinunciato. Si vuol mostrare ai cittadini la faccia feroce dello Stato, ricorrendo alla facile demagogia dell’asprezza punitiva, con ciò celando ed anzi aggravando guasti ormai noti. Più carcere e più pena non garantiranno maggior sicurezza, ma al contrario genereranno un sicuro collasso del sistema carcerario e un aggravio del sistema processuale con conseguenti pesanti ricadute proprio in termini di sicurezza. Ancora una volta, invece di affrontare con razionalità una riforma organica del sistema dei reati e delle pene che lo riporti a ragionevolezza, si ingannano e cittadini e si assesta un ulteriore ferita ad un sistema già stremato. Dispiace – ha concluso il presidente dei penalisti – constatare come, anche laddove si avrebbero i numeri per affrontare e condurre in porto un vero processo riformatore, si ceda sempre e soltanto alla propaganda”.

Sergio Marelli, direttore generale di Volontari nel mondo-Focsiv  e presidente dell’Associazione ‘ong’ italiane, da dichiarato: “Con questo ulteriore passo il governo italiano è come se negasse la realtà della mobilità che invece caratterizza la società contemporanea. Il fenomeno migratorio è un dato da cui non si può più prescindere. Le cronache lo dimostrano anche la non capacità del governo di controllare le dimensioni che questo fenomeno ha assunto. Dimensioni che di certo non si possono affrontare con norme negazioniste che non risolvono il problema alla radice ma solo lo rimandano. Inoltre, così facendo, si perde un’occasione di sviluppo perchè – ha concluso Marelli – viene annullato il potenziale dei migranti di essere risorsa non solo per il nostro Paese ma anche per quello di origine”.

Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, ha commentato: “Ci è stato detto che per i medici non scatterà l’obbligo di segnalazione per gli immigrati clandestini. Noi su questo punto abbiamo qualche perplessità. Quello che è certo è che se un medico dovesse incorrere in sanzioni penali per mancata segnalazione, saremo pronti ad affiancarlo in tutto e per tutto. Fino ad arrivare all’autodenuncia”

Il medico ha insistito: “Di fronte alla nostra preoccupazione ci è stato assicurato che non esistono i presupposti giuridici affinchè scatti l’obbligo di denuncia. Questo perchè, ci hanno spiegato, la configurazione del reato prevede una sanzione amministrativa. Ma i dubbi restano». Per districare la matassa, secondo il numero uno della Fnomceo c’è bisogno di una norma ad hoc. “Una norma – ha concluso Bianco – che introduca senza equivoci una precisa e specifica esenzione per i medici, e tutti gli operatori sanitari del Ssn, dall’obbligo di denuncia degli immigrati irregolari che chiedono assistenza sanitaria”.

Vincenzo Saraceni, presidente dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci), ha commentato: “Siamo contrari a qualsiasi norma che introduca l’obbligo, per i medici, di denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie. Se il provvedimento prevede invece per i camici bianchi la possibilità, senza costringerli alla denuncia, sono comunque certo che nessun medico denuncerà i clandestini. E noi siamo pronti a fare delle campagne che vadano in tale direzione”.

Lucio Babolin, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) ha detto: “Il ddl sicurezza avrà una sola conseguenza: rendere la vita ancora più difficile a centinaia di migliaia di persone immigrate che sono una ricchezza imprescindibile per il nostro Paese. L’introduzione del reato di clandestinità segnerà duramente l’esistenza degli immigrati, che ora dovranno aver paura anche quando si rivolgono ai servizi sociali, alle strutture sanitarie, alla scuola. Saranno, di fatto, violati i diritti dei minori. Le strutture giudiziarie e gli istituti di pena si avvieranno rapidamente al collasso. L’illegalità favorirà arbitri e offerte di servizi di ogni genere, fuori da ogni controllo. Tutto questo senza che sia in alcun modo risolto il problema della presenza irregolare di immigrati sul territorio nazionale. In sovrappiù, si decide una bella schedatura delle persone senza dimora, forse perchè troppo poveri e, dunque, pericolosi. Si tratta di una politica immorale e profondamente sbagliata – ha concluso il presidente del Cnca – che colpisce le persone invece di favorire l’integrazione. Si passa ogni limite pur di arraffare voti. Ci auguriamo che vengano al più presto sanciti gli evidenti profili di incostituzionalità di diverse parti della legge, in modo che siano almeno soppresse le norme più gravi e insensate”.

Il fondatore della Comunità di San Benedetto al porto di Genova, don Andrea Gallo ha sostenuto: “Vedo un progetto trasversale, che va dalla maggioranza di governo a frange del Pd, all’Udc al giustizialismo dell’Idv, che preoccupa e che vuole colpire qualsiasi diversità. O sei utile e produttivo e consumi, oppure sarai colpito. Ma la vera illegalità – ha affermato il sacerdote – sta nella negazione dei diritti”.

Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro e Gianni Amelio, hanno proposto un appello: “Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali. È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone, ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti”.

Poi hanno aggiunto che “con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno”.

Per i firmatari “neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, nè le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato”

Per questo chiedono una mobilitazione: “Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea. È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada. La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa. A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione”.

Amnesty International ha diffuso un comunicato: “Sin da quel momento, la Sezione Italiana di Amnesty International ha dichiarato la propria preoccupazione per l’impatto di tali proposte e dell’approccio che le ha accompagnate sui diritti umani di migranti e richiedenti asilo”.

L’organizzazione per i diritti umani ha sottolineato che “i migranti, per timore di essere denunciati con conseguenze di rilievo penale, saranno perciò indotti a sottrarsi al contatto con tutti gli uffici pubblici, in qualunque ambito, piombando così in un’allarmante situazione di mancato accesso ai servizi e di compromissione dei loro diritti umani. Questo stato di cose potrà colpire i migranti irregolari e i loro familiari – siano essi migranti regolari o irregolari, o cittadini italiani – in diversi campi, tra cui l’accesso alle cure mediche e all’istruzione, la possibilita’ di registrare i bambini e le bambine alla nascita, di contrarre matrimonio, di denunciare alla polizia i reati subiti”.

la Sezione Italiana di Amnesty International “osserva con preoccupazione che a queste norme, si affiancano quelle che prolungano sino a sei mesi i tempi massimi di detenzione dei migranti nei Centri di identificazione ed espulsione, le quali confermano l’utilizzo della detenzione dei migranti come unica risposta e non come ultima risorsa, senza alcuna previsione di misure alternative, come invece richiesto dagli standard internazionali sui diritti umani”.

A questa raffica di critiche, tuttavia, non si è associata nessuna manifestazione pubblica dello sdegno dei cittadini ed i partiti contrari non hanno comunque mobilitato i propri militanti per spiegare i contenuti veri del provvedimento agli italiani. Per questo la legge diventa motivo di vergogna per tutti. Per i favorevoli, perchè il razzismo è pratica intollerabile in un Paese democratico e per chi si oppone, poichè molto di più si doveva fare per far sentire la voce di chi non è disposto a vivere in un Paese nel quale i diritti civili vengono calpestati ormai senza più freni.

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