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Italia: la situazione è sempre più grave

Autore: . Data: giovedì, 16 luglio 2009Commenti (0)

L’attività del governo è stata criticata da Napolitano e dal Csm. Mentre la crisi avanza l’esecutivo si dimostra ogni giorno di più incapace.

berlusconi2Nelle stesse ore presidente della Repubblica  e la sesta commissione dell’organo di autogoverno della magistratura hanno smantellato la legge sulla sicurezza ed il disegno di legge sulla riforma del processo penale. Non si è trattato di critiche formali o di poco conto e su aspetti marginali, ma di gravissimi appunti nel merito, anche costituzionale, dei provvedimenti.

In questa bufera Berlusconi ha fatto approvare il ‘Dpef’, ovvero Documento di programmazione economico-finanziaria. Si tratta del piano che prevede gli andamenti tendenziali e si fissano gli obiettivi economici per i prossimi anni.

Per il Cavaliere il Dpef  “è stato approvato da tutti i ministri in pochi minuti”, nonostante la sua importanza. Consapevole della singolare affermazione il premier si è giustificato, affermando che questa unanimità da record è stata raggiunta “non per una mancanza di democrazia all’interno del Consiglio dei ministri”, ma solo perchè “il documento era stato approfondito precedentemente con tutti i ministri e i loro collaboratori”.

Inutile dire che la crescita del debito pubblico, il crollo delle entrate fiscali, l’esplosione della cassa integrazione, l’allarme sulla situazione in cui versano le piccole e medie indistrie, l’impoverimento delle famiglie e l’evidente peggioramento di tutti i servizi pubblici non rientrano nelle preoccupazioni del governo.

Nel Dpef si prevede una ripresa a partire dal 2010 e si afferma che “negli ultimi due-tre mesi si sono ripetuti segnali non negativi, per l’economia mondiale e per quella italiana. Le tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate. L’incertezza sulle prospettive economiche rimane legata, ma si sta evidenziando un’attenuazione delle spinte recessive. In varie sedi e forme si ipotizza la ripresa a partire dal 2010″.

Basta solo questo dato ad aprire dubbi, perchè lo stato complessivo del Paese è così grave da lascia poche speranze di miglioramento in assenza di misure efficaci che fino ad oggi sono mancate.

Per Tremonti la sensibile diminuzione delle entrate si trasforma in “le entrate tengono e la caduta rallenta”, l’esplosione ai massimi storici del debito “la stabilità bilancio pubblico, un bene costituzionale fondamentale” e, ricorrendo alla ormai ripetitiva demagogia il Governo “intende agire – recita il Dpef nel primo capitolo di sintesi del documento – per trasformare l’attuale crisi in un’opportunità di sviluppo e di rilancio per l’economia italiana, e più in generale di progresso sociale per il Paese”.

Nonostante i richiami sulla situazione gravissima in cui versano moltissime aziende, per Berlusconi il goveno ha saputo “mantenere la liquidità per il sistema delle imprese. Riteniamo che questi obiettivi siano stati raggiunti in gran parte e sono obiettivi dei prossimi tre anni”. Ignorando le grida di allarme degli imprenditori e facendo finta di non vedere quello che accade realmente in Italia il premier si è detto contento per “la stabilita conti pubblici e del bilancio, obiattivo che siamo riusciti assolutamente a raggiungere, la coesione sociale, avevamo messo da parte 34 miliardi di aiuti per chi, causa della crisi, dovesse raggiungere una situazione di difficoltà, anche questo funzionato benissimo”.

Infine ‘Papi Silvio’ ha lanciato lo spot di ogni giorno: “L’apprezzamento dato al Governo è al 57 per cento, il dato più alto di un governo occidentale in un momento di crisi globale”.

A questo punto diventa impossibile affermare che l’Italia è un paese ‘normale’, perchè la reatà viene deformata ogni gorno, manipolata e raccontata ai cittadini in modo distorto. L’elettorato è nutrito da dosi massiccie di propaganda, non riesce a capire i danni prodotti dal centro destra in un solo anno di gestione dello Stato e neppure gli appunti del presidente della Repubblica e del Csm riescono a scuotere il Paese dal letargo.

Il rischio che il castello di carte crolli all’improvviso travolgendo tutto ed ogni cosa è alto, ma su questo Titanic italiano mentre molto va in malora l’orchestra continua a suonare e nessuno pare pensare alle scialuppe di salvataggio.

Berlusconi cantava canzonette sulle navi, peccato non abbia continuato a farlo invece di voler dirigere un orchestra impegnata in un’opera troppo complicata per lui e per i suoi amici.

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