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Il governo espropria il Parlamento e intanto si discute di gossip

Autore: . Data: mercoledì, 22 luglio 2009Commenti (0)

Anche sul decreto anticrisi la maggioranza silenzia la Camera, ma i giornali sembrano più interessati alle registrazioni (già note) che riguardano Berlusconi.

regimeIeri le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno dato il via libera ad dl anticrisi, che da oggi sarà all’esame dell’Aula. Come ormai avviene abitualmente le questioni più importanti sono composte in un unico pacchetto da votare con un solo voto. Alla maggioranaza le discussioni non piacciono e così ancora una volta i deputati saranno chiamati a ratificare senza poter entrare nel merito delle questioni.

Il Partito democratico in segno di protesta ha abbandonato le commissioni contestando il voto in blocco, l’Udc si è astenuta mentre l’Italia dei valori ha votato contro. Anche l’Mpa di Lombardo, che fa parte della maggioranza, stasera è stato contrario.

A prescindere dalla misure, che comunque non sono in grado di rispondere efficacemente ai danni prodotti dalla crisi, il fatto più grave è l’aver annullato di nuovo il ruolo della Camera. Il leader del Pd, Dario Franceschini, ha parlato di un ”modo di svuotare il nostro sistema parlamentare, senza nemmeno dichiararlo”.

Nel merito il segretario del Partito demoratico ha spiegato che “continua a crescere sia il debito che il deficit, senza che il governo abbia minimamente affrontato i nodi della crisi che dopo l’estate, arriveranno al pettine: ci sono imprese che hanno difficoltà ad accedere al credito, abbiamo lavoratori che perdono il posto e passano all’improvviso a zero euro. Dire queste cose non è pessimismo, è dire la verità”.

Mentre questa ennesima operazione autoritaria andava in porto la rete era invasa dalle ennesime ‘chiacchere’ tra Berlusconi, la signora D’Addario, altre ragazze. Il settimanale ‘L’espresso’ aveva pubblicato per il secondo giorno consecutivo i dialoghi del nulla e le crisi ossessive compulsive dei navigatori hanno indotto migliaia di visite, post, commenti e ragionamenti sule ‘docce fredde’ del premier, sui suoi framaci per la virilità, su altre amenità di questo tipo.

L’evidente inadeguatezza del Cavaliere a guidare il Paese non è determinata dalla diffusione di queste registrazioni, ma da due aspetti da tempo noti ed indiscutibili. La potenziale ricattabilità prodotta da comportamenti leggeri (e comunque non edificanti), perchè la frequetazione indiscriminata di persone in grado di poter gestire ‘episodi intimi’ offrendo ‘discrezione’ in cambio di ‘altro’ è un rischio ovvio. Le azioni del governo, che oltre la propaganda ha combinato poco o nulla sul fronte della crisi economica.

I Tg, ma anche molti quotidiani, hanno applicato una strategia chiara. Chi sostiene il centro destra non parla delle registrazioni e racconta fiabe sulle azioni politiche dell’esecutivo, chi si oppone è travolto dal filone ragazze-escort-gossip.

Di certo un titolo ed un articolo nel quale si racconta cosa dice Berlusconi dopo aver fatto sesso con la signora D’Addario produce più lettori e più visite in internet di un’analisi sulla disoccupazione, sul debito pubblico, sullo stato dell’industria nazionale. E questo basta per dirottare il dibattito sui rischi che corre la democrazia italiana verso le spiagge più calde dei party a luci più o meno colorate di rosso. Infatti ‘L’Espresso’  ha ottenuto lunedì il record assoluto di sempre ieri per il sito web. Le pagine viste sono state 2 milioni 107 mila e gli utenti unici 459 mila. Si tratta di risultati cinque volte superiori ai dati medi giornalieri del mese di luglio. Ed il successo ha spinto il settimanale a rinforzare i server in vista di nuove pubblicazioni.

In un caos di questo tipo nessuno chiede un dibattito parlamentare nel quale il presidente del Consiglio risponda delle sue azioni. Mentre la maggioranza va avanti producendo nuovi provvedienti initili, l’opposizione ha scelto la linea del ‘no comment’ e ieri solo Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha invitato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a dire la verità sulle serate a Palazzo Grazioli, ma ben guardandosi da invitarlo a parlare alle Camere.

Zingaretti ha dichiarato: “Una persona perbene deve dire la verità, soprattutto se si hanno delle responsabilità pubbliche. Se uno ha commesso un errore dovrebbe andare in tv e dire ‘Ragazzi, ho sbagliato’. Questa denuncia continua, perché è palese che il presidente del Consiglio su questo tema non sta dicendo la verità: è palese, almeno da quanto emerge da quelle indiscrezioni, che per lungo periodo sembra che il presidente del Consiglio stesse al centro di una rete, a sentire queste indiscrezioni, di prostituzione. Pretendo che chi gestisce il mio Paese, si chiami Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Bill Clinton o Gerard Schroeder, dica la verità e dica ‘ho sbagliato’. Questa situazione continua perché ci si ostina a dire che questa è solo spazzatura, quando tutto il pianeta terra ha capito che non è spazzatura perché ci sono prove e controprove che queste cose sono accadute e diventano notizia nel momento in cui le si negano”.

Ed avviente è l’immagine del Paese raccontata dai giornali stranieri. il giornale inglese ‘The guardian’ ha scritto: “Se Silvio Berlusconi pensava di essersi scrollato di dosso lo scalpore oggi ha avuto una brutta sorpresa”. Secondo il quotidiano “il premier aveva schivato con successo le accuse scandalistiche sulle sue presunte relazioni, aiutato opportunamente dal vertice internazionale in cui aveva dimostrato di essere un uomo di stato”. Ma, ha insistito ‘The Guardian’ oggi tutto ruota attorno a “escort, letti giganti e suggerimenti di menage-a-trois”,

‘The Indipendent’, inglese anche lui ha titolato: “Il primo ministro, Patrizia la prostituta e il letto di Putin”, riportando i passaggi chiave dei colloqui registrati. Poi ha commentato: “L’elettorato italiano ha largamente ignorato lo scalpore che circondava Berlusconi. Il suo partito ha stravinto le elezioni europee e la percentuale del suo consenso è ancora intorno al 50 per cento. Il successo del vertice organizzato all’Aquila, città devastata dal terremoto sembrava aver riportato l’attenzione su temi politici. Poi sono arrivati i nastri della escort”.

‘The Tiems’ ha riportato la cronaca dei colloqui registrati da Patrizia D’Addario in atricolo dal titolo: “La mia notte con Berlusconi: una escort rivela le sue registrazioni”, mentre ‘The Daily Telegraph’ , nell’articolo “Registrazioni di Silvio Berlusconi e di una escort pubblicate sui siti web”, si è soffermato anche sulle reazioni alle diffusione dei colloqui: in particolare quella di Niccolò Ghedini, secondo cui si tratta di “materiale inverosimile”.

In Spagna ‘El Mundo’ ha titolato: “Aspettami nel letto di Putin”, riferendosi a un passo delle conversazioni pubblicate, in cui si menziona il regalo del premier russo. In un articolo del corrispondente dall’Italia intitolato “Sesso, politica, e nastri di cassette: alcune registrazioni proverebbero che Berlusconi ha avuto una relazione con la D’Addario”, gli spagnoli hanno letto: “Se Silvio Berlusconi pensava che gli scandali sessuali che lo avevano minacciato qualche settimana fa erano terminati, si sbagliava”.

Il quotidiano ‘ABC’, in un articolo di commento dai toni ironici, “Su Berlusconi scorre il rimmel”, ha scritto che il premier “è il Benny Hill italiano. Ma in fatto di segreti di bellezza ha molto da imparare da Joan Crawford” ed aggiunto “Berlusconi, con il sudore sulla fronte, si passa per il volto fazzoletti bianchi impregnati di maquillage. O cerca fazzoletti coloranti, o chiama Jimmy Coco, grazie a cui si abbronza Victoria Beckam”.

Anche all’estero non si è più in grado di raccontare un’Italia che si interroga sui suoi mali profondi ed il nodo della palude nella quale è finto il Paese viene individuato tra le lenzuola di ‘Papi Silvio’ e non nelle azioni di un governo che nel suo complesso tra distruggendo l’Italia.

Si spera che la rincorsa alle vendite o ai clik sul wb non allontani del tutto l’informazione italiana dai problemi più gravi, a cominciare dai sospetti di corruzione ramificata che sembrano emergere da più di una inchiesta in corso.

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