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Il G8 è diventato uno schiaffo agli italiani

Autore: . Data: giovedì, 9 luglio 2009Commenti (0)

Il Palazzo, Berlusconi e parte dell’informazione nazionale hanno insultato coi loro comportamenti i cittadini. Il Belpaese non è più nemmeno ‘pizza, spaghetti and mandolino’, ma un luogo abitato da buffoni.

italiaIeri, mentre il primo presidente afroamericano della storia Usa scendeva dall’Air Force One, ‘The New York Times’ scriveva che “l’inescusabile carenza organizzativa dal governo italiano ospite” del vertice del G8 dell’Aquila, oltre alla “debolezza politica di molti leader che vi partecipano, non lasciano spazio all’ottimismo”, e “se questa sessione (del G8) deve giustificare il tempo e gli sforzi, il presidente Obama dovrà assumere la guida. E’ tempo per lui di capitalizzare il credito che si è guadagnato in diplomazia negli ultimi sei mesi”. L’articolo, era intitolato “Oh, quel G8″, ed aggiungeva anche: «Tradizionalmente è l’ospite a dettare tono, tema e agenda di questi incontri, ma il premier italiano, Silvio Berlusconi, ha speso gran parte delle sue energie, nelle ultime settimane, a cercare di eludere le accuse pubblicate dalla stampa sulle sue frequentazioni con escort e minorenni. “Showmanship”: forse. Leadership: no”.

Se il quotidiano della Big Apple, che non ha i milioni di lettori di Usa Today, ma arriva nelle case di quasi tutti quelli che contano a Wall Street ed a Washingon è stato secco ed impietoso diverso e devastante per l’intero popolo italiano è stato un editoriale dell’inglese ‘The Guardian’.

Il giornale, in un articolo dal titolo “Italia: non idonea a organizzare summit”, ha citato uno dei ritornelli di Berlusconi “Gli italiani mi vogliono cosi” ed obiettato: “La sua popolarità dalla richiesta di divorzio di sua moglie, è scesa solo di sei punti e ora è al 49 per cento”, smentendo tra l’altro le dichiarazioni del premier che si è attibuito il 64 per cento di consensi, e poi aggiunto: “Se l’Italia vuole Berlusconi come premier, il G8 dovrebbe volere l’Italia?”.

Il quotidiano britannico, di sinistra, ma noto nel Regno Unito per non aver nessun atteggiamento di ‘gentilezza’ neppure per il Partito laburista del proprio Paese, ha quindi analizzato la situazione economica italiana: “La questione è se l’Italia, dopo una decade di deriva economica, risponde ai requisiti base per sedere a un tavolo internazionale” e rilevato come “secondo l’indice di libertà economica della Fondazione Heritage, l’Italia è al 76/mo posto, dietro Kirghistan, Mongolia, Madagascar. Mentre, l’indice di Trasparenza Internazional pone il Paese al 55/mo posto, tra quelli meno corrotti del pianeta. I politici italiani sono considerati meno degni di fiducia di quelli di Pakistan, Bielorussia, Azerbaigian, Senegal e Sierra Leone”.

Quello che neppure la stampa meno condizionata ha il coraggio di raccontare ai cittadini italiani, che le televisioni nascondono, è umiliante, ma non provoca alcuna reazione di orgoglio nel popolo e nei media. Un esempio: nel resoconto fornito ieri dall’agenzia Ansa sull’articolo pubblicato da ‘The New York Times’ e citato al’inizio di questo pezzo, il quoridiano americano aveva scritto: “But Italy’s prime minister, Silvio Berlusconi, has directed most of his political energies in recent weeks to try to fend off newspaper charges that he patronized paid female escorts and entertained minimally clad under-age women. Showmanship: perhaps. Leadership: no”. La traduzione fornita ai media dalla più importante agenzia nazionale di stampa ha tagliato “that he patronized paid female escorts and entertained minimally clad under-age women” diventando “Ma il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha diretto molte delle sue energie politiche nelle ultime settimane a cercare di schivare le accuse della stampa”. “Spettacolo: forse. Leadership: no”. La frase censurata diceva: “sulle sue frequentazioni con escort e minorenni”.

‘The Guardian’ ha continuato sostenendo che quando i capi di stato e di governo si riuniranno all’Aquila “hanno il diritto di chiedersi se si trovano in un Paese tra i primi al mondo o in uno del terzo mondo”.

Su Berlusconi il quotidiano lo ha definito “sintomo” e non “intera causa” della deriva del Paese e commentato: “Gli italiani non si scandalizzano per lui, ma sono spaventati dalle critiche della stampa estera”. Per gli inglesi fin quando gli italiani “che ammirano segretamente l’agilità dei loro capi politici ad uscire dal più stretto degli angoli” non rivendicheranno “serie qualità per i loro leader, il Paese non è forse la miglior sede per seri vertici globali”.

Dopo le rivelazioni di fonte diplomatica e rilanciate da ‘The Guardian’, che ipotizzavano la sostituzione dell’ l’Italia con la Spagna nel G8, il ministro degli Esteri, Franco Frattini aveva detto: “Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo” definendo le notizie “buffonate”. Berlusconi si era associato e descritto come “fraintendimento”, una videoconferenza di emergenza organizzata dai funzionari diplomatici americani coi colleghi degli altri Paesi per tentare di salvare il summit preparando un’agenda decente. Ammettendo, tuttavia, che il meeting c’era stato, ma per preparare il prossimo G20 di Pittsburgh, fissato per il 24 e 25 settembre prossimi.

Il quotidiano inglese è ritornato sull’argomento confermando che “funzionari appartenenti ai membri del G8, che non vogliono essere nominati, hanno detto che, in assenza di iniziative italiane per il summit, Washington ha organizzato videoconferenze tra gli sherpa”. L’articolo ha insistito scrivendo che “ci sono state anche feroci critiche per il fallimento dell’Italia nel portare a termine le promesse d’oltreoceano”. Il giornale poi, ha riportato le affermazioni del ministro degli Esteri Franco Frattini e “di un portavoce” della Farnesina ed ha rivelato che le conferenze tra i funzionari organizzate dagli americani riguardavo l’Aquila e non Pittsburgh .

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