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Ferrovie, ennesima tragedia dell’insicurezza

Autore: . Data: venerdì, 10 luglio 2009Commenti (0)

Infortunio sul lavoro nel cantiere Tav di Parma: morto un operaio siciliano quarantenne di Milazzo, sposato e padre di due figli, in città da pochi giorni

binarioDaniele Le Cave faceva l’operaio ed era addetto alla protezione del cantiere per l’interconnessione fra la linea ad Alta Velocità con la linea ferroviaria storica. Aveva due figli, si trovava in Emilia da pochi giorni. Non era dipendente delle Ferrovie, bensì della Edilscavi 2000 di Messina, ditta appaltatrice di Alstom, a sua volta appaltatrice delle Ferrovie dello Stato.

Secondo quanto è stato accertato dopo i primi rilievi, l’operaio, verso le 8 di ieri mattina, avrebbe scavalcato la recinzione dell’area di cantiere all’altezza del cavalcavia di via Trieste, a circa 800 metri dalla stazione di Parma in direzione dell’ex scalo merci di viale Fratti.

Non si sarebbe accorto dell’arrivo di un treno (l’Eurostar 9761 partito da Milano e diretto a Lecce) che lo ha urtato e sbalzato a molti metri di distanza, uccidendolo sul colpo.

La circolazione ferroviaria è stata interrotta dalle 8.15 alle 8.55, poi il traffico dei treni è ripreso con rallentamenti, mentre sul posto accorrevano gli addetti della Medicina del lavoro dell’Ausl e dell’Ispettorato, oltre al 118 e alla Polfer.

Qualche ora dopo il fattaccio sono scoppiate le prime polemiche: “Ennesima morte bianca nel microcosmo delle ferrovie – ha dichiarato Gianni Pagliarini, Responsabile Lavoro dei Comunisti Italiani – in tutta evidenza sempre più insicuro”.

Ironia della sorte, ha aggiunto l’esponente del Pdci, “stava lavorando su un cantiere dell’Alta Velocità, vale a dire quel settore che negli anni ha ottenuto ingenti risorse in precedenza destinate ai pendolari e, probabilmente, alla messa in sicurezza di linee periferiche e di convogli destinati al traffico locale o delle merci”.

E ancora: “Ci indigna sapere che il governo sta smantellando il Testo Unico sulla sicurezza varato poco più di un anno fa dal centrosinistra proprio mentre il dramma-infortuni si conferma come emergenza nazionale sempre più acuta, e ci lascia allibiti la leggerezza con cui l’amministratore delegato delle Ferrovie cerca, ogni volta che se ne presenta l’occasione, di sminuire la portata dei drammatici disservizi che circondano il traffico su rotaia e di enfatizzare i presunti successi di Trenitalia”.

A Pagliarini ha fatto seguito un duro comunicato di Cgil, Cisl e Uil: “Proprio 48 ore fa – hanno scritto in una nota – le organizzazioni sindacali avevano denunciato, nelle sedi istituzionali, una forte carenza nell’applicazione delle norme e dei controlli in materia di sicurezza sul lavoro”.

Le rappresentanze sindacali hanno individuato “nel costante ricorso a lavori in sub appalto, nella sistematica carenza di organici, nella mancanza di formazione sulle regole di sicurezza e nella mancanza dei controlli preventivi, le cause di questa ennesima tragedia, che riportano in luce la grave deregolamentazione nel mondo del lavoro e in particolare in questo comparto lavorativo. Per quanto ci riguarda – hanno aggiunto – diventa prioritario affrontare questo crescente problema, diventato oramai fattore comune in tutti i cantieri di lavoro operanti in ambito ferroviario della nostra regione’”.

I sindacati hanno infine sollecitano un confronto con istituzioni, Ferrovie dello Stato e Ferrovie concesse, imprese appaltatrici e organi di vigilanza per “aprire immediatamente un tavolo sulla sicurezza nei cantieri di lavoro, al fine di ottenere certezze sulla applicazione delle regole, nonché controlli certi e frequenti”.

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