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Bianchini, lo stupro ed il Pd

Autore: . Data: lunedì, 13 luglio 2009Commenti (0)

L”uomo si dichiara innocente, il partito litiga al suo interno, il processo si potrebbe fare prestissimo.

partitodemocraticoLuca Bianchini, l’uomo fermato con l’accusa di essere lo stupratore di Roma, potrebbe essere giudicato con il rito immediato. Una valutazione in tal senso sarà presa in considerazione dalla Procura della capitale nei prossimi giorni. In caso di rito immediato il processo a Bianchini potrebbe già aprirsi entro la fine dell’anno.

Tuttavia l’imputato non solo non ha confessato, ma si proclama del tutto estraneo ai fatti. Alcune fonti di stampa lo descrivono come un ragazzo credente, educato i modo rigido.

Mentre forse sarebbe il caso di aspettare ulteriori riscontri sulla prova del Dna un episodio nel passato dell’uomo rende difficile la sua posizione. Il 28 maggio del 1996, armato di coltello tentò di violentare una vicina di casa, ma in quel caso fu spaventato dalle grida del figlioletto della donna e fuggì. Fu arrestato e ricoverato in trattamento psichiatrico obbligatorio e la perizia medica lo ritenne in preda ad un ‘raptus’ momentaneo e nel processo fu considerato incapace di intendere e volere.

Dopo gli errori della Cafarella, che portarono al fermo di due migranti poi scoperti del tutto estranei ai fatti, Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz, la prudenza dovrebbe consigliare cautela. Nel loro caso si arrivò a parlare di confessione e due delle vittime li identificarono come aggressori.

Due atteggiamenti di Bianchini lasciano pensare. La sua disponibilità a fornire agli inquirenti il proprio Dna e una frase che negli ultii tempi ripeteva alle ragazze che conosceva: “Non parcheggiate nei garage, è pericoloso”.

Mentre le indagini proseguono il Pd ha trovato un novo argomento sul quale dilaniarsi. Il medico-candidato segretario, Ignazio Marino ha detto: “Nel Pd c’è una enorme questione morale. E’ incredibile che un criminale già coinvolto in odiosi reati possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd”.

Per lo sfidante di Bersani, Franceschini e da ieri Beppe Grillo è evidente “che nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna, che non può essere ignorata”. Per il senatore i dirigenti dei circoli debbono essere selezionati meglio. “E’ chiaro che non sono scelti liberamente ma imposti -  ha detto – per rispondere agli equilibri delle correnti e senza nemmeno sapere chi siano, che cosa hanno fatto nella vita, se davvero in grado di guidare un circolo, anche dal punto di vista morale”.

Franceschini si è adirato per le dichiarazioni di Marino. “Parole da respingere” ha sibilato, aggiungendo che “una cosa è il dibattito congressuale tra candidati e anche la comprensibile tentazione di far accendere i riflettori. Un’altra è utilizzare un episodio oscuro e terribile, il caso di una persona con una doppia vita, invisibile a tutti quelli che lo hanno frequentato nel lavoro e nelle amicizie, per parlare di questione morale nel Pd”. Per il segretatario in carica le cose dette da Marino  “offendono migliaia di coordinatori di circolo e quadri del partito, centinaia di migliaia di iscritti che credono in una battaglia civile e politica e si impegnano ogni giorno e non meritano di essere trascinate in una presunta questione morale originata da una drammatica storia individuale”.

Lascia stupiti che la presunzione di innocenza invocato per i politici sempre ed in ogni momento in questo frangente non sia stato richiamato da Marino e Franceschini, quasi ci fossero due livelli di ‘garantismo’, quello rigido dedicato al Palazzo e quello variabile, in uso per i cittadini comuni.

Bersani è anche lui indignato. Con maggior misura e non intervenendo nel merito delle indagini si è limitato a rilevare: “‘Sono davvero dispiaciuto per le dichiarazioni di Marino. Cose del genere non le pensa di noi il nostro peggiore avversario’.

Intanto una nuova manifestazione del clima superficiale e razzista che ha invaso il Paese emerge da Facebook. Per Luca Bianchini, ancora sotto indagini, gli aderenti al social network hanno dato vita a vari gruppi. C’è chi ha scritto: “Ma che castrazione chimica, impalato davanti alla finastra del papa ( se dice qualcosa impaliamo anche lui)”, oppure: “CASTRAZIONE (non chimica) e pena di morte!!!! D’Alema e la moratoria sulla pena di morte…………ORA CAPISCO XCHE’ I COMPAGNI SONO CONTRO LA PENA DI MORTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! INFAMI………………..BOIA CHI MOLLA!!!!!!!!!!!!!!!!!” ed anche: “Carcere a vita?????…toppo poko…nnt e nessuno potra far si ke le ragazze dimentikeranno quello che ha fatto questa specie di “uomo”…potranno provare a nn pensarci…ma quei attimi rimarranno cn loro!!!Castrazione kimica:::STRONZO!”.

Sulla ‘castrazione chimica’, invocata anche Santanchè e Calderoli, e da molti aderenti a Facebook Stefano Ferracuti, professore di Psicologia Clinica presso l’Università la Sapienza, ha spiegato: “Quando una persona sviluppa una certa predilezione sessuale è difficile cambiarla, lo stesso vale per lo stupratore anche perchè alcune forme di perversione sessuale sono particolarmente incoercibili. In teoria l’unico sistema sarebbe acquisire la consapevolezza psicologica e la capacità di imparare a dominare i propri istinti, attraverso un trattamento psicoterapeutico, che pero non è certo”.

Ferracuti ha fatto notare che la ‘castrazione’ non fuonziona con certezza. “Il ciproterone, farmaco antiandrogeno che mette il cervello del maschio in una condizione di pienezza come dopo il coito e elimina l’eccitabilità dando uno stato di soddisfazione sessuale – ha aggiunto il professore – ha un risultato solo se la diagnosi è corretta, ovvero se il criminale è motivato da ragioni sessuali. Per la categoria di ‘stupratori sadici’, il farmaco non fa effetto perchè il criminale non agisce per ragioni erotiche ma per una rabbia nei confronti delle donne che in qualche modo sente di dover punire. Anche il sistema delle pene nei confronti dei reati sessuali in Italia non funziona – ha concluso Ferracuti – o meglio funziona solo con chi è in grado di cambiare”.

Nel mondo l’uso di farmaci per bloccare le pulsioni sessuali nel caso di responsabili di stupri è prevalentemente una scelta volontaria del colpevole. Negli Usa alcuni stati li impngono, ma sono dure le proteste delle associazioni per la difesa dei diritti umani, che ritengono la loro somministrazione sia contraria alla costituzione. Nonostante questo alcuni dati rilevano che negli Stati Uniti si verifichi uno strupro ogni due minuti.

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