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Abruzzo: le omissioni della stampa

Autore: . Data: lunedì, 13 luglio 2009Commenti (0)

Il ‘successo’ internazionale di Berlusconi nelle tendopoli non si è visto.

terremotoFinita la festa tutto è ripreso come prima se non peggio. Nelle tendopoli sono rimaste le ‘last ladies’, gli anziani, i senza lavro e persino alcuni cittadini agli arresti domiciliari che per legge non posso uscire all’esterno e debbono star chiusi in pochi metri quadri circondati di tela.

Nei campi vivono  29 mila persone. Secondo alcune stime il 70 per cento ha più di 65 anni sale addirittura al 70 per cento. Secondo i dati dell’Inps in provincia dell’Aquila vivono complessivamente 73.664 pensionati dai 60 anni in su. Quasi il 50 per cento di loro, 30.750 persone, vive con meno di mille euro al mese. E tra questi 15mila vivono con meno di 500 euro al mese.

Secondo un articolo pubblicato da Liberetà, la rivista del Sindacato dei Pensionati della Cgil, “gli anziani vivono in uno stato di profonda prostrazione, disagio e spaesamento. La tenda costringe a stare con persone sconosciute. Si perde ogni intimità. La lontananza dai bagni è un problema per chi ha difficoltà a muoversi. La solitudine e il non far niente acuiscono gli stati di depressione. Il caldo e il freddo sono causa di malattie da raffreddamento. Chi prima del terremoto veniva assistito a domicilio, adesso può contare solo sull’aiuto dei congiunti – quando ci sono – o dei volontari che portano il pranzo in tenda, ma poi per tutto il resto della giornata queste persone restano sole. Le tendopoli – e questa è la nostra denuncia – si stanno trasformando in un enorme cronicario a cielo aperto”.

Il primario del reparto di geriatria dell’ospedale San Salvatore, Marco Pozone, ha detto: “Alcune migliaia di anziani chiusi in tenda non si muovono quasi più. La disidratazione comporta insufficienza renale, complicanze infettive, polmoniti, peggioramento dello stato mentale”. Il dottor Lino Scoccia, coordinatore dei medici di base che operano nelle tendopoli, ha aggiunto: “Gli sbalzi di temperatura in tenda stanno provocando molte bronchiti e casi di broncopolmonite”.

Gli errori delle scelte governative rischiano di produrre conseguenzw drammatiche. Tenere migliaia di anziani per mesi nelle tende e non installare containers attrezzati, roulotte, case prefabbricate, come si è fatto in altrti casi, non ha tenuto conto della presenza di molti cittadini in età avanzata. Farli vivere in condizioni proibitive per Scoccia e Pozone ha prodotto una vera e propria seconda emergenza. Per entrambi la più urgente misura da prendere è portare gli anziani in sistemazioni abitative più sicure e dignitose. Con l’arrivo dell’inverno molti di loro non ce la potrebbero fare a sopravvivere.

Antonio Cacio, leader di ’3,32′ una associazione locale ha detto: “A settembre sarà l’inferno, il freddo creerà problemi enormi. Ma lo sai quanta gente anziana sta morendo? Comune e Asl dicono che si tratta di morti naturali, ma il caldo, l’afa delle tendopoli sta uccidendo anziani e malati”.

E le fantasiose casette di Berluscono. Non è chiaro quando saranno pronte e nel frattempo, secondo alcune fonti, funzionari della Protezione civile starebbero cercando stanze negli alberghi della zona, mentre il sindaco sarebbe orientato a chiedere la requisizione della case sfitte.

Per la ricostruzione del tessuto economico e commerciale dei paesi e del capoluogo i tempi infine non sono valutabili, perchè oltre alle abitazioni sono crollati negozi, uffici, laboratori.

Speriamo che inviati, reporter ed operatori televisivi tornino a l’Aquila per raccontare la vita della gente ‘normale’. Senza sostenere che ‘cantano e ballano’, come è arrivato a dire il Tg del ‘La7′ durante il summit.

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