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Terremoto: proteste e promesse non mantenute

Autore: . Data: giovedì, 18 giugno 2009Commenti (0)

Continuano le contestazioni all’azione del governo in Abruzzo. Dietro la propaganda si nascondono problemi gravi.

tendopoliIeri un sit-in alle porte di via delle Fiamme Gialle, strada principale di accesso alla scuola della Guardia di Finanza dell’Aquila, ha costretto le forze dell’ordine a rallentare il traffico in entrata della struttura militare.

I lavoratori della Transcom hanno manifestato mentre all’ interno della scuola era in corso un vertice tra il prefetto Franco Gabrielli, i rappresentanti sindacali e l’azienda a seguito degli annunciati licenziamenti.

Ai manifestanti della Transcomin in attesa dell’esito del vertice sindacale si sono aggiunti una trentina di rappresentanti dei comitati cittadini per ribadire le richieste già espresse martedì scorso nella manifestazione davanti a Montecitorio.

L’obiettivo del sit-in era quello di rallentare l’accesso alla Scuola della Guardia di Finanza dove era attesa una conferenza stampa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Tra gli striscioni esibiti nella pacifica manifestazione “cento per cento trasparenza e ricostruzione e partecipazione”.

Intanto è slittato alla prossima settimana, probabilmente a martedì, il voto finale della Camera sul decreto legge per il terremoto. L’esame degli emendamenti ha portato alla bocciatura di tutti gli emendamenti. Le votazioni sugli ordini del giorno e quella finale sul provvedimento soo slittate alla prossima settimana.

Drammatica la situazione nelle tendopoli. La Cgil ha reso noto che su dieci persone ospitate sette hanno più di 65 anni, e tra loro i settantacinquenni sono più di 4mila. Da ormai più di due mesi e mezzo sono costretti ai disagi dei campi e nella milgiore delle ipotesi dovranno aspettare ancora fino a settembre per trovare una sistemazione più idonea. Ma per la consegna delle ‘casette’ i tempi potrebbero dilatarsi a dicembre.

Carla Cantone, segretario della Spi Cgil  ha detto: “Bisogna immediatamente pensare ad interventi sanitari e di supporto psicologico per gli anziani e togliere queste persone dalle tende”.

Secondo un’inchiesta condotta dal mensile ”Libereta” nelle tendopoli vivono  26.841 sfollati, di cui 18mila anziani che attraversano ”uno stato di profonda prostrazione, disagio e spaesamento, costretti a stare con persone sconosciute in molti casi anche straniere”.

Secondo i dati dell’Inps in provincia de L’Aquila vivono 73.664 pensionati dai 60 anni in su, la metà dei quali vive con meno di mille euro e tra questi 15mila con 500 euro al mese.

Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha sottolineato che ”occorre ripensare gli interventi che parzialmente si stanno facendo, apportare più prevenzione sanitaria, fare presto per trovare una nuova sistemazione sempre in quei luoghi per gli anziani a cui va data priorità nell’assegnazione delle nuove case”. Si tratta di ”una denuncia civile – ha concluso Epifani – non facciamo polemiche ma chiediamo che si faccia quello che ancora manca da fare”.

I dati sono stati ignorati da molti organi di informazione ed hanno spinto Massimo D’alema ad attaccare il particolare il Tg1: “I terremotati dell’Abruzzo – ha detto l’ex premier -sono stati usati come degli spot. Quando Berlusconi è andato in Abruzzo per fare delle promesse ha sempre trovato le telecamere, quando gli abitanti di quelle zone hanno manifestato per le promesse non mantenute c’è stato l’oscuramento del Tg1″.

Sul fronte delle ‘casette’ potrebbero esserci seri ritardi. Secondo ‘l’Unità’ “lo dice, da sempre, anzi lo documenta da maggio, il ‘Cronoprogramma generale’, la tabella di marcia, giorno per giorno, capitolo per capitolo, del rivoluzionario progetto C.A.S.E che sta per Complessi antisismici Sostenibili Ecocompatibili, le famose casette che dovranno diventare un tetto per circa quindicimila sfollati. E’ anche l’unico capitolo finanziato nel decreto con 530 milioni di euro”.

Per il quotiodiano “il Cronoprogramma consegnato dalla Protezione Civile e vistato dal governo a maggio dice chiaramente che le case saranno consegnate a fine dicembre comprese arredi e collaudi. Come se dopo otto mesi di campeggio forzato uno potesse ancora andare a vivere in modo precario. Tutto questo sempre che due voci cardine del Cronoprogramma, «realizzazione degli alloggi» e «opere di urbanizzazione» (fogne, allacci gas e luce, strade di accesso), prendano il via tra la prima e la seconda settimana di luglio. In pieno G8. Difficile immaginare ruspe e camion in giro per l’Aquila, che ha due strade, mentre nella caserma di Coppito si riuniscono i grandi della terra”.

Secondo un funzionario della Protezione civile “il problema è che tutto il Cronoprogramma è già saltato, perchè le opere di cantierizzazione dovevano cominciare il 10 di maggio. Siamo al 16 giugno e mi risultano avviate, da circa dieci giorni, solo a Bazzano e Ocre. Un ritardo normale di fronte a un intervento di questo genere”.

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente e la presidente della Provincia Stefania Pezzopane, hanno dichiarato: “Purtroppo le casette non saranno pronte per settembre. Si parla di ottobre, forse, più facile dicembre”.

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