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Parole in libertà

Autore: . Data: venerdì, 5 giugno 2009Commenti (0)

La capogruppo al Senato del Pd, Anna Finocchiaro, auspica la vittoria della Lega al nord e mostra come la politica in Italia sia diventata un esercizio per apprendisti stregoni.

finocchiaro-veltroniA testimoniare il distacco dal Paese reale ed una visione della politica del tutto insensibile ai problemi reali dei cittadini c’è una dichiarazione rilasciata ieri da Finocchiaro. Ha detto la dirigente del Partito democratico: “Se in Veneto e in Lombardia, come qualcuno dice, la Lega dovesse superare il Pdl si aprirebbero nuove opportunità per una nuova legge elettorale che riconsegni ai cittadini la possibilità di scegliere”.

Secondo la senatrice il sorpasso muterebbe i rapporti tra i partiti al governo: “Sarebbe un brutto colpo – ha aggiunto – per il Pdl e in qualche modo scardinerebbe uno scenario che adesso sembra congelato. Io per esempio vedrei nuove opportunità per approvare una legge elettorale che riconsegni ai cittadini la possibilità di scegliere i candidati, che così non sarebbero più vincolati solo al segretario, o al leader, o al padrone di tutto. Che nel caso del Pdl sono incarnati dallo stesso Berlusconi”.

La Lega è, insieme a larghe parti del Pdl, sostenitrice di una cultura razzista e xenofoba. Il ministro dell’interno Maroni è stato il protagonista di numerose violazioni dei diritti umani per cittadini italiani e stranieri, arrivando ad ipotizzare persino la schedatura di bambini di nazionalità romanì. L’intera comunità internazionale ha criticato il nostro Paese per la deportazione dei 500 migranti in Libia.

Il Pd, all’inizio della campagna elettorale per le europee, insieme alla maggioranza di centro-destra, ha voluto uno sbarramento al 4 per cento per colpire le forze politiche più piccole, all’insegna di una strategia bipolare e maggioritaria che vuole espellere dal dibattito democratico chiunque non si voglia uniformare al gioco dei più forti. Infne, il partito di Franceschini è favorevole alle tesi dei promotori del prossimo referendum, che se dovessero passare consegnerebbero al partito più votato la maggiornaza assoluta dei seggi in Parlamento, così da rendere possibile, per esempio, che un raggruppamento con il 30 per cento dei voti possa ottenere più del 50 per cento degli eletti.

La facilità con la quale i principi etici vengono elusi per calcolo politico sconcerta e spiega perchè milioni di cittadini sono ormai lontani dai partiti. Finocchiaro ha insistito: “Mi sono personalmente impegnata per mesi sulla riforma federale e ho trovato un’interlocuzione aperta e intelligente (nella maggioranza, ndr) che cercava di comprendere il fondo delle nostre critiche: di conseguenza il testo che ne è venuto fuori porta il segno delle nostre proposte. Se venisse seguito questo metodo, il Pd non si sottrarrebbe al confronto: ma non credo che Berlusconi sia orientato a questo modello. Continua a ripetere che vuole riformare il Paese da solo: auguri”.

L’idea del ‘dialogo’, che fino ad oggi ha prodotto la scomparsa dell’opposizione e lo strapotere delle forze al governo, con conseguenze interne ed internazionali senza precedenti, sembra essere l’unico faro che illumina la via a molti dirigenti del Pd.

Il disprezzo di Pdl e Lega per i diritti sindacali, le libertà personali, l’operato della magistratura, la libertà religiosa, la ‘questione morale’ per una parte dell’opposizione non contano. Chi è preoccupato per il clima che si vive nel Paese, le centinaia di migliaia di persone che anche sul web manifestano ogni giorno paura e sgomento per l’azione delle forze al governo potranno capire le parole della senatrice?

Sempre ieri un collega di partito di Finocchiaro, Massimo D’alema, riferendosi alle vicende del premier ha detto: “Nella maggior parte dei Paesi occidentali, un presidente del Consiglio protagonista di un simile spettacolo, con festicciole, allegre comitive che viaggiano su aerei a disposizione della presidenza del Consiglio, si sarebbe già dimesso”.”Anche se non si è determinata una rottura politica – ha continuato l’ex ministro degli Esteri del governo Prodi spiegando perchè l’opposizione non teme che il premier possa trarre un beneficio elettorale dalle sue faccende personali – la vicenda ha devastato la credibilità di Berlusconi e non solo all’estero, tanto che si continua ad occuparsi di veline, fotografi e cantanti. E anche se Berlusconi è sostenuto da una minoranza fidelizzata e un po’ fanatizzata, questa è pur sempre una minoranza della società italiana: la maggioranza è divisa tra chi è contro Berlusconi e chi invece non vota perchè è deluso e sfiduciato dalla politica”.

Quello cha ha colto D’Alema, la stanchezza della maggioranza dei cittadini per la politica delle strategie, sfugge alla senatrice. Intanto, sempre ieri, Bossi ha detto: “Io sono amico di Berlusconi. Ogni grande patto è sacro. Niente mani libere, Berlusconi è una brava persona: io non cambio uno che mantiene le promesse. Mi aspetto di vincere nei comuni e nelle province. Quelli mi interessano”.

Nella serata di domenica si conoscerà la dimensione della sconfitta elettorale del Pd. I discorsi della senatrice Finocchiaro non inducono ad essere ottimisti.

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