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Le elezioni del disonore

Autore: . Data: martedì, 23 giugno 2009Commenti (0)

Gli scandali degli ultimi giorni hanno tenuto a casa milioni di elettori. Per loro nessun cenno nei commenti dei partiti.

incoscienzaL’obiettivo della politica era vincere nelle province e nei comuni nei quali si è votato. Però la percentuale dei cittadini che si è recata alle urne è stata di molto inferiore a quella già bassa del primo turno. Ma poco importa.

L’apparato territoriale del Pdl è riuscito a contenere i danni prodotti dalle notizie sulle feste di Berlusconi ed in alcuni casi, molto probabilmente grazie ai voti della Lega, il centro destra ha strappato alcune provincie al centro sinistra, come a Milano, Venezia e Belluno.

Il centrosinistra nel 2004 aveva avuto un successo straordinario, vincendo in 51 province e 26 comuni capoluogo. A Berlusconi erano rmaste solo 9 province e 6 comuni. Adesso dopo cinque anni, una crisi spaventosa alla quale il governo non reagisce, scandali e inefficienze , il centrodestra ha vinto al primo turno in 26 provincie contro 14 per il centrosinistra ed in 9 comuni capoluogo contro 5 di Franceschini e soci.

Alla fine, dopo i ballottaggi di ieri, la maggioranza di governo ha 33 province e 13 comuni e l’opposizione 29 province e 17 comuni capoluogo. Una sconfitta drammatica per il centrosinistra, ma in particolare per Franceschini, che nonostante i dati ha considerato l’esito delle elezioni “positivo, meglio delle aspettative”.

Per il segretario del Pd i cittadini hanno dato un segnale è “importantissimo”  ed ha aggiunto: “Appena 15 giorni fa, il Pdl prevedeva di raggiungere il 45 per cento alle Europee e di conquistare tutte le grandi città. Oggi invece Berlusconi è 10 punti sotto e c’è alle amministrative una tendenza a favore del Pd molto importante, in un momento in cui in Europa soffia un vento di destra”.

Secondo il segretario Dario Franceschini, con queste elezioni “comincia il declino della destra. Sarà un percorso lungo, ma con lavoro e impegno porteremo avanti un cammino di cambiamento del Paese”.

Per Berlsuconi invece si è trattato di una “nuova, sonora sconfitta” della “sinistra”. Il premier pensa che “il Popolo della Libertà, la Lega, la maggioranza e il governo escono ulteriormente rafforzati da queste elezioni. Ringrazio gli italiani per il consenso che hanno voluto accordare ancora più del passato al Popolo della Libertà, soprattutto in una competizione amministrativa influenzata dalle distorsioni mediatiche e dagli attacchi eversivi rivolti da un gruppo editoriale contro il presidente del Consiglio e il suo governo”.

Tra tutti questi vincitori, perdono gli italiani. Aveva scritto ieri ‘The Times’: “In qualunque altro Paese del G8 un primo ministro accusato di essere immischiato in giri di ragazze squillo e sospettato di avere passato la notte con una di loro darebbe le dimissioni o sarebbe costretto a farlo. In Italia, invece, i sostenitori di Silvio Berlusconi prevedono che sopravviverà ai ballottaggi in 22 province e 98 comuni dove l’esito era risultato incerto due settimane fa”. Non c’è altro da aggiungere alle parole del quotidiano inglese, perchè spaventa l’incapacità degli italiani a saper leggere la realtà.

Ieri, dopo lo spoglio dei ballottaggi, Bologna e Firenze e la provincia di Torino sono rimaste al centrosinistra. Il centrodestra di ‘Papi Silvio’ e della Lega ha conquistato la presidenza di province di rilievo come Milano, Venezia e Belluno che erano del fronte avversario nel precedente mandato. Il centro destra vince anche a Cremona, Prato e Foggia.

A Firenze Matteo Renzi si è imposto sul candidato del Pdl Giovanni Galli e a Bologna Flavio Delbono ha battuto con il 60,7 per cento Alfredo Cazzola, fermo al 39,3. Il centrodestra ha invece espugnato la città di Prato, dove Roberto Cenni ha superato il candidato del centrosinistra, seppur per poche migliaia di voti, attestandosi al 50,9 per cento. Dopo Bologna in Emilia Romagna il centrosinistra è riuscito a confermare l’elezione di suoi candidati a Ferrara (con Tiziano Tagliani, 56,8 per cento) e a Forlì (Roberto Balzani, 55 per cento)

Centrosinistra battuto invece nella lombarda Cremona, dove il sindaco uscente Giancarlo Corada è stato superato da Oreste Perri del centrodestra, vincitore con 51,5 per cento.

Diverso l’esito a Padova, dove il sindaco uscente di centrosinistra Flavio Zanonato, lo sceriffo del Pd, è riuscito a imporsi con un discreto margine, il 52 per cento sul candidato di centrodestra Marco Marin.

La sinistra ha tenuto anche a Terni, dove il sindaco uscente Paolo Raffaelli sarà sostituito dal suo collega di coalizione Leopoldo Di Girolamo, eletto col 53 per cento. Stesso esito ad Ancona, dove Fiorello Gramillano del centro sinistra si è imposto con il 56,8 per cento sul candidato di centrodestra Giacomo Bugaro, bloccato al 43,2 per cento. Il centrodestra si riconferma ad Ascoli Piceno, anche se sul filo di lana, dove Guido Castelli ha superato con il 50,7 per cento Antonio Canzian.

Al sud gli occhi erano tutti puntati sull’esito del confronto di Bari, dove il centrosinistra ha confermato a primo cittadino, l’ex magistrato Michele Emiliano, arrivato al 59,8 per cento, battendo però un candidato, Simeone Di Cagno Abbrescia, non particolarmente forte.

A Foggia Gianni Mongelli del centro sinistra ha battuto il candidato di centrodestra Enrico Santaniello con il 53,4 per cento. Diverso al contrario il risultato del ballottaggio di Brindisi, in cui il centrodestra è riuscito a confermare Domenico Mennitti, fermo al 52,4.

Nella campana Avellino, il centrosinistra è riuscito a confermare sulla poltrona di primo cittadino Giuseppe Galasso col 61,6 per cento. Come per Potenza, dove Vito Santarsiero si è riconfermato sindaco con quasi il 59,3 per cento.

Da ultimo il centrodestra è riuscito a imporsi a Caltanissetta – come ha fatto del resto in tutti i ballottaggi che hanno interessato la Sicilia – grazie a Michele Campisi, vincitore con 55,21 per cento.

Per le province Pdl e Lega sono soddisfatti: uno dei risultanti più attesi era quello di Milano, dove Pdl e Lega sono riusciti con Guido Podestà, anche se di misura, ad espugnare la Provincia, battendo Penati col 50,2 per cento.

Altra vittoria per il centro destra a Venezia, dove l’ex presidente di centrosinistra Davide Zoggia verrà sostituito da Francesca Zaccariotto che ha raccolto il 51,8 per cento. A Belluno il candidato di Lega e Pdl Gianpaolo Bottacin,  con il 51,1 per cento ha strappato l’amministrazione a Sergio Reolon, bloccato al 48,9 per cento.

Cambio politico anche a Savona, dove il centrodestra con il 52,1 per cento ha eletto Angelo Vaccarezza e nella toscana Prato, dove il candidato di Pdl e Lega, Roberto Cenni, si è imposto sul candidato di centrosinistra Massimo Calvesi.

Vittoria del centrosinistra a Torino, dove Antonino Saitta si è riconfermato presidente con il 57,4 per cento. Successi del centro sinistra ad Alessandria con Paolo Filippi, eletto con il 51,3 per cento e Rovigo, dove ha vinto Tiziana Virgili col 52,3 per cento.

Confermata anche la presidenza della provincia di Ferrara, con Tiziano Tagliani che ha superato con il 56,8 per cento il candidato di Pdl e Lega Giorgio Dragotto. Centro sinistra anche a Parma con Vincenzo Bernazzoli al 60,8 per cento, a Rimini con Stefano Vitali al 53,6, ad Arezzo con Roberto Vasai al 60,6 e a Grosseto con Leonardo Marras, al 56,8.

Il centrodestra è riuscito a strappare al centrosinistra la presidenza della provincia di Ascoli Piceno con Piero Celani al 52,6 per cento e quelle di Frosinone, con Antonello Iannarilli,  Lecce con Antonio Gabellone al 51,1 e Crotone con Stanislao Zurlo, al 52.

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