cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Il gradimento drogato per Berlusconi

Autore: . Data: lunedì, 29 giugno 2009Commenti (1)

Una ricerca di Renato Mannheimer per il ‘Corriere della Sera’ mostra come gli scandali non abbiano intaccato la fiducia degli italiani per il premier. Perchè?

berlusconi8Ha scritto Mannheimer sul quotidiano milanese: “Malgrado tutto, Ber­lusconi continua a godere della fi­ducia di grosso­modo metà de­gli italiani.[...] Quel che è più significativo, però, è che la popolarità è va­riata in quest’ultimo periodo in misura assai inferiore a quanto molti osservatori si aspettavano. Da gennaio a maggio, la percentuale di chi ha espresso un giudizio positi­vo sull’operato del presidente del Consiglio è oscillata da un minimo del 46 per cento ad un massi­mo del 54, attestandosi me­diamente su di un valore del 51. Oggi il gradimento è pari al 49 per cento, con un decremento di solo il 2 sulla media dell’ulti­mo periodo”.

I cittadini  italiani, secondo lo studio del noto sociologo, non hanno reagito alle notizie diffuse da parte della stampa nazionale è che riguardano aspetti discutibili della vita del Cavaliere. Quello che all’estero avrebbe senza dubbio portato alle dimissioni del capo del Governo qui non sposta più di tanto l’orientamento dell’opinione piubblica.

Mannheimer  ha anche analizzato chi sono i fan o gli oppositori di Berlusconi: “Oggi il suo seguito tra le donne è pari al 47 per cento (era il 52 a gennaio) a fronte del 51 tra i maschi. Il Cavaliere ha anche eroso, rispetto ai mesi scorsi, consensi tra i giovanissimi, dai 18 ai 24 anni, ove le valuta­zioni negative superano oggi quelle positive e ove, invece, sei mesi fa, godeva di un segui­to maggioritario. Ancora, il ca­po del governo appare avere perduto in misura maggiore la fiducia del (ristretto) segmen­to di popolazione dotato di ti­toli di studio elevati: tra i laure­ati il 58 per cento ne disapprova l’ope­rato. Per ciò che concerne le ca­tegorie professionali, si regi­strano le defezioni maggiori nei consensi di imprenditori, liberi professionisti e lavorato­ri autonomi. Mentre non appa­re mutato di molto il seguito del Cavaliere tra gli operai”.

Poi lo studioso ha voluto sondare gli umori dei credenti e dei laici: “No­nostante le rivelazioni e gli scandali che ne hanno comun­que in qualche misura appan­nato l’immagine (ma forse più all’estero che entro i confini nazionali), il premier continua a ottenere l’approvazione del­la maggioranza (54 per cento) dei cat­tolici praticanti, benché, an­che in questo caso, il consenso appaia diminuito rispetto ai mesi scorsi (era il 61). Al con­trario, si rileva una percentua­le particolarmente elevata di giudizi sfavorevoli (60 per cento) tra chi afferma di non frequentare del tutto le funzioni religiose”.

Il Pdl, emerge dalla ricerca come un partito fortemente ideologico legato ad una specie di ‘culto della personalità’: “Sul piano dell’orientamento politico, il Cavaliere incassa l’approvazione del 93 per cento degli elettori del suo partito (era il 94 a gennaio). Ma anche quella del 14 per cento dei votanti per l’opposizione (era il 17 a gen­naio). Viceversa, coloro che di­chiarano di essersi astenuti al­le ultime elezioni o di volere comunque disertare le urne al­le prossime, mostrano in mag­gioranza (65 per cento, era il 62 a gen­naio) un atteggiamento sfavo­revole per il capo del governo.”

Ben il 93 per cento degli elettori del partito di ‘Papi Silvio’ non ha dubbi: trova lecito che gli aerei di Stato trasportino non solo i rappresentanti dei cittadini, ma anche i loro amici canterini, non ha problemi se il leader fornisce versioni multiple e tra loro contrastanti sui motivi che lo hanno portato a conoscere la giovanissima Noemi Letizia e la sua famiglia, non si scandalizza se nelle abitazioni del premier si svolgono feste non di poco ‘sopra le righe’, non sentono a disagio se un settimanale d’oltralpe
raccontando i ricordi di un presidente della Repubblica francese,   Jacques Chirac, ha scritto: “Un giorno il presidente del Consiglio italiano ha invitato il capo di Stato francese – senza la moglie, Bernadette – in una delle sue ville. Quando gli ha fatto visitare la sua stanza da bagno, fece un commento: “Non immagini quanti culi ha visto questo bidet !”. In Un’altra occasione Jacques Chirac ha ricordato la presenza di numerose riviste con foto di donne spogliate. ” Le ho sfogliate un po’ e le ho trovate poco convenienti”, ha detto Jacques Chirac. E così gli ha chiesto perchè lasciasse in giro tutte quelle riviste. La risposta di Silvio Berlsconi, che associò gesti alle parole, fu: “Questa l’ho avuta, quest’altra anche…”.

Il sociologo ha cercato di trovare un mtivo al mancato sdegno degli italiani: “Tra le motivazioni espres­se – a scritto sul ‘Corriere’ – , la principale, la più diffusa, sottolinea l’irrilevanza, nella formazione del giudizio, degli episodi legati alla vita persona­le: “Se mi fa allargare l’apparta­mento, se ha tolto la spazzatu­ra a Napoli, se risolve la crisi economica, che frequenti pure tutte le ragazze che vuole”, ci ha detto un intervistato”. Poi, Mannheimer ha aggiunto che “vi è anche una quota, molto mino­ritaria — stimabile attorno al 3 per cento dell’elettorato — che, pro­prio sulla base degli avveni­menti recenti, dichiara di pro­vare ammirazione e invidia per il Cavaliere”.

Ci sono infine le ‘vittime’ dell’opposiozione. Lo studio del sociologo le descrive così. “C’è, poi, per circa il 10-15 per cento dell’elettorato, la scelta per mancanza di alter­native: «Voto Berlusconi per­ché all’opposizione non pro­pongono niente di serio», «Berlusconi mi piace sempre meno, ma quegli altri mi sem­brano ancora peggio”.

L’intera indagine, tuttavia, non ha tenuto conto di un elemento centrale: quanto i cittadini sanno in concreto degli avvenimenti che riguardano il premier? Se si considera come la televisione, per gran parte degli italiani il principale strumento di concoscenza dei fatti, abbia imposto una vera e propria censura sugli eventi degli ultimi mesi non è difficle comprendere come mai la quasi metà degli italiani continua a mostrare fiducia verso il presidente del Consiglio.

Ecco così che ormai più di un anno di propaganda, annunci, informazione parziale ed omissioni hanno radicato un’immagine di Berlusconi difficile da mettere in crisi. Imaginare anche un solo reportage obiettivo in prima serata su Raiuno, nel quale in un paio di ore fossero raccontate da giornalisti indipendenti, senza commenti e controdeduzioni, ma solo con pignoleria, le notizie che riguardano gli scandali degli ultimi mesi e le prese di posizione dei principali giornali occidantali, è impossbile.

Il motivo, allora, della ‘stabilità’ del consenso per Berlusconi è facilmente comprensibile. Perchè è intorno ai media che si gioca la partita della consapevolezza e con sempre mino speranze di poterla vincere.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (1) »

  • semaro ha detto:

    perchè si continuano pubblicare sondaggi senza alcun significato ? In quest’ultime elezioni regionali il Pdl ha ottenuto il 28,5% dei voti.
    Mi spieghino i sondaggisti come fanno a dichiarare che ha il 50% degli italiani favorevoli ?
    Mannheimer dovrebbe avere qualche dubbio sui suoi numeri : evidentemente qualcosa non funziona nel porre le domande oppure chissà …

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008