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I terremotati scomparsi

Autore: . Data: lunedì, 29 giugno 2009Commenti (0)

Sabato all’Aquila una manifestazione di almeno duemila vittime del sisma ha contestato l’operato del governo. Il silenzio del media.

terremotoCirca ottocento persone hanno dato il via all’iniziativa organizzata dai comitati di cittadini in favore della “ricostruzione al 100 per cento” delle abitazioni, dopo il devastante terremoto del 6 aprile. Piano piano la gente si è unita al corteo, composto da donne, mamme con figli, impiegati, anziani, studenti, fino sfiorare i 3mila partecipanti.

Uno degli organizzatori, Mattia Lolli, ha dichiarato: “Siamo consapevoli dell’enorme lavoro svolto dalla Protezione civile in favore de L’Aquila, ma la città è nostra e non possono privarci del nostro tessuto sociale impedendoci l’accesso nelle tendopoli e vietandoci perfino di distribuire volantini. Questo va contro di noi e contro la democrazia”.

I partecipanti sono partiti con almeno un’ora di ritardo a causa della pioggia battente ed hanno raggiunto nel tardo pomeriggio la sede della Reiss Romoli, sede degli uffici della Protezione civile e della Regione Abruzzo.

Tra i ‘contestatori’ c’erano la presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il senatore Alfonso Mascitelli e il parlamentare Augusto Di Stanislao, enrambi dell’Italia dei Valori, insieme a numerosi studenti universitari dell’Udu e rappresentanti della Comunita’ ‘XXIV Luglio’.

Obbiettivo della protesta era il decreto Abruzzo da pochi giorni approvato dal governo, specificamente sulle norme che riguardano la ricostruzione delle abitazioni. Durante il percorso da un megafono sono stati diffusi i nomi dei parlamentari abruzzesi che con il voto, con l’assenza dalle votazioni o respingendo gli emendamenti proposti dall’opposizione hanno permesso l’approvazione delle misure proposte dal cento destra: Ferdinando Adornato, Lanfranco Tenaglia, Livia Turco, Marcello De Angelis e Daniele Toto, assenti, Carla Castellani, astenuta, Giovanni Dell’Elce, Paola Pelino, Maurizio Scelli e Sabatino Aracu, contrari agli emendamenti.

Al termine hanno preso la parola i diversi Comitati di cittadini: Piero De Santis ha ringraziato i Vigili del Fuoco ed i volontari per l’enorme lavoro che stanno facendo. Ha espresso critiche “alle ordinanze imperfette ed inadeguate del Commissario Bertolaso” ed ha spiegato che gli aquilani “non sono contro il G8 ma sono contrari all’energia ed alle risorse che i preparativi per il G8 stanno togliendo alla ricostruzione”. Matteo Lolli ha richiamato la cittadinanza all’unità: “Le accuse rivolte alla manifestazione di oggi sono strumentali e tendono a dissolvere, a disgregare… la voce degli aquilani deve essere una spina del fianco dei nostri politici!”

Il sindaco Cialente ha detto: “Ci siamo accorti tutti di quello che è successo, di quanto sia stato diverso questo terremoto da altre emergenze come quello di San Giuliano di Puglia o quello di Marche e Umbria. Una città letteralmente bombardata e svuotata. Ce ne siamo accorti noi. Qualcun altro no”, poi il primo cittadino ha ribadito l’importanza di requisire le case sfitte “in quanto gli appartamenti che consentiranno a settembre il rientro nelle scuole degli studenti non sono sufficienti”. Gli studenti universitari hanno ulrato slogan ribadendo la neccesità di alloggi prima dell’inizio del nuovo anno accademico.

Gli studenti esponevano lo striscione “l’Aquila città militare o città dei saperi?”, chiedendo lo stesso trattamento usato in occasione di altre emergenze e catastrofi naturali. Trattamento escluso per ora dai provvedimenti approvati dal governo. Nel frattempo tra i manifestanti circolava la notizia in base alla quale il Commissario Bertolaso avrebbe sottratto alla Provincia tutte le competenze relative all’edilizia scolastica e alle azioni necessarie a garantire a fine agosto la riapertura regolare dell’anno scolastico.

Nei giorni precedenti da più parti era stato sbandierato da lacuni organi di stampa un inesistente ‘allarme no global’, puntualmente smentito dai fati. A L’Aquila la richiesta e la protesta rimangono sul terremoto e sulla ricostruzione.

I manifestanti hanno a tratti protestato contro i media, che ignorano le contestazioni di una gran parte dei terremotati all’azione del governo. A ragione, perchè del malessere che serpeggia non solo nelle tendopoli, ma anche tra chi è ospitato negli albeghi sulla costa adriatica sui giornali si trovano poche tracce. La tv invece preferisce, come per altre notizie non positive per la campagna propagandistica del governo, ignore del tutto le proteste.

I Comitati hanno proposto una veglia in ricordo delle Vittime del Sisma che si terrà il 5 luglio dalla mezzanotte alle 3,32.

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