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I guai del digitale terrestre

Autore: . Data: mercoledì, 24 giugno 2009Commenti (0)

La sbandierata ‘innovazione’ ha causato ai telespettatori del Lazio disagi e problemi.

digitale_terrestre“A una settimana dallo switch off, nel Lazio, di Rai Due e Retequattro, l’Adoc fa il punto della situazione dei disagi subiti dalle famiglie coinvolte. Secondo i risultati dell’indagine, solo il 4,7 per cento non ha avuto alcun problema”.

Carlo Pileri, presidente dell’Adoc ha detto: “Il passaggio al digitale terrestre è stato vissuto come un disagio dalle famiglie di Roma e provincia. Il 28,5 per cento lamenta di non ricevere correttamente il segnale digitale, mentre circa il 20 ha difficoltà a sintonizzare correttamente i canali, soprattutto gli anziani. Il 9,5 non ha avuto problemi nell’installazione ma lamenta l’alto costo per l’acquisto del decoder. Il passaggio forzato al digitale rappresenta difatti un costo gravoso per le famiglie, che si devono sobbarcare una spesa media di 120 euro per l’acquisto dei decoder. Uno ‘zapper’ da 30 euro, che riceve solo canali gratuiti e uno interattivo da 90 euro, considerando una media di due televisori per nucleo familiare. Se a questa spesa si aggiungono i costi per l’intervento di un antennista, il prezzo cresce in media di 60 euro. Complessivamente una spesa di oltre 320 milioni di euro”.

Per Adoc è significativo che circa una famiglia su cinque non abbia ancora comprato il decoder. “Il 38 per cento dei romani non ha ancora acquistato un decoder – ha continuato Pileri – la causa principale di questa situazione è il prezzo elevato dei decoder e l’impossibilità di usufruire degli incentivi, visto che sono destinati solo agli utenti ultra 65enni con un reddito non superiore ai 10mila euro l’anno. In questo modo solo una percentuale ridottissima di utenti, tra i 90 e i 100mila, può usufruire dello sconto di 50 euro. E solo per l’acquisto di un decoder interattivo, dal valore medio di 90 euro”.

Per il ‘Codici’, Centro per i Diritti del Cittadino “a pochi giorni dal passaggio al digitale, Roma è ancora nel caos. Stando alle numerose telefonate ricevute in questi giorni è emerso che ad 1 utente su 3 mancano le nozioni base necessarie affinché il passaggio dall’analogico al digitale possa avvenire senza grandi difficoltà”.

Gli operatori del Codici hanno rilevato che  buona parte delle telefonate proviene da persone con più di 65 anni. Per l’associazione “a completare il quadro, già di per sé negativo, una legge europea che impone, entro il 30 giugno, di provvedere alla ricanalizzazione della banda analogica III Vhf, utilizzata per la diffusione di Rai Uno. È infatti assolutamente necessario che il cittadino effettui la risintonizzazione del televisore, del videoregistratore e del decoder per poter continuare a ricevere correttamente i programmi analogici della prima rete della Tv pubblica”.

Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici, ha detto: “La questione non è assolutamente da sottovalutare, tanto più che il problema della risintonizzazione interessa non solo le aree coinvolte in questi giorni dallo switch off, come il Lazio, ma l’intero territorio nazionale. Quello che temiamo, inoltre è che ci siano i presupposti per una speculazione ad opera di tecnici del settore e gli anziani potrebbero essere i soggetti maggiormente a rischio”.

Intanto dagli Stati Uniti arrivano segnali negativi sul gradimento del digitale terrestre da parte dei telespettatori. In America centinaia di migliaia di famiglie hanno deciso di fare a meno della Tv, rinunciando ad acquistare il decoder digitale. Secondo stime diffuse dall’osservatorio sulle Tv locali e nazionali Usa Nielsen, a una settimana dalla disattivazione del sistema analogico oltre il 2,2 per cento, circa un milione mezzo di persone, del proprio campione statistico non ha utilizzato affatto il televisore nei giorni seguenti al passaggio al digitale.

E, a quanto pare, non ha nemmeno protestato più di tanto: una rilevazione della National Association of Broadcasters (Nab) ha infatti registrato un “moderato” volume di richieste di informazioni o reclami di utenti turbati dall’oscuramento del proprio televisore. Nel settore televisivo, secondo Usa Mediapost, si prevedeva che la maggior parte dei teleutenti rimasti con un ricevitore analogico, avrebbe aspettato fino all’ultimo per dotarsi di un ricevitore digitale o che avrebbe avuto l’impulso definitivo dal momento dello switch-over in cui non sarebbe stato più possibile ricevere alcun segnale analogico. Ma non sembra che sia andata così.

Il satellite da cielo guarda e sorride. Ed anche Murdoch.

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