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Festa a Berlusconi

Autore: . Data: giovedì, 18 giugno 2009Commenti (0)

Il ‘Corriere della Sera’ entra nella guerra degli scandali e Berlusconi sembra accerchiato. D’Alema adesso chiede risposte o smentite.

daddarioCon una intervista di Fiorenza Sarzanini il quotidiano milanese ha lanciato la notizia più pesante nello stilicidio di notizie che da settimane disegnano presunti scenari boccacceschi della vita del presidente del Consiglio.

La giornalista è abituata alle sfide difficili, fin dal G8 di Genova, quando per aver pubblicato notizie sul rapporto stilato dal Ros dei carabinieri e riguardanti Carlo Giuliani, ucciso in piazza Alimonda, si vide perquisita l’abitazone.

Le parole ‘pesanti’ dell’articolo sono poche. Si tratta delle dichiarazioni di una signorina barese, Patrizia D’Addario: “Un mio amico di Bari mi ha detto che voleva farmi parlare con una persona che conosceva, per partecipare a una cena che si sarebbe svolta a Roma. Io gli ho spiegato che per muovermi avrebbero dovu­to pagarmi e ci siamo accordati per 2.000 euro. Allora mi ha presentato un certo Giampaolo”. Poi la ragazza ha aggiunto che dopo la festa “sono andata in albergo e Giampaolo mi ha detto che mi avrebbe dato soltanto mille euro perché non ero rimasta”.

Poco dopo D’addario ha aggiunto su un secondo appuntamento: “L’autista ci ha portato nella residenza del presidente, ma quella sera non c’erano altre ospiti. Abbiamo trovato un buffet di dolci e il solito piani­sta. Quando mi ha visto, Berlusconi si è ricordato subito del progetto edilizio che volevo realizzare. Poi mi ha chiesto di rimanere”.

La ‘testimone’ barese sostiene di avere le prove di quello che dice e c’è da supporre che Sarzanini e Corriere ne abbiano verificato l’autenticità, anche se nell’articolo non è specificato.

Le parole della signorina si collegherebbero ad una inchiesta della Procura di Bari per induzione alla prostituzione in “luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna”. Fonti ufficiose del Tribunale hanno confermato che in realtà il procedimento è in corso e coinvolgerebbe Gianpaolo Tarantini responsabile con il fratello Claudio della Tecnohospital, una società che si occupa della fornitura di tecnologie ospedaliere.

Il lavoro degli investigatori sarebbe partito da elementi acquisiti nell’ambito di accertamenti per presunti episodi di corruzione relativi a forniture di protesi. Nell’inchiesta si ipotizza che l’imprenditore abbia contattato e inviato in residenze private alcune ragazze. Nel file sarebbe presente anche Silvia Tatò, titolare di alcuni centri di riabilitazione, e Vincenzo Patella, primario di ortopedia del Policlinico di Bari.

C’è da notare che fosse in vigore la nuova normativa sulle intercettazioni con molte probabilità nulla di tutto questo sarebbe stato scoperto e comunque non sarebbe pubblicabile.

Tornando alla vicenda che riguarda D’Addario possono essere fatte alcune considerazioni. Il racconto richiama un’altra testimonanza, raccolta da Concita De Gregorio dell’Unità, con la quale una procuratrice legale che aveva preferito rimanere anonima aveva reso noto: “E poi anche alle feste del Presidente ormai ti trovi in compagnia di chiunque. Le prime volte c’erano deputate, attrici, manager. Insomma persone con una professione. Adesso sono soprattutto escort e la mosca bianca sei tu che lavori”.

Molti potranno obiettare che si tratti di gossip, di informazioni che nulla hanno a che fare con la politica, ma non è così. Un uomo di Stato non può essere coinvolto in fatti di questo genere.

Il premier ha subito reagito: “Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità. Io non mi farò certo condizionare da queste aggressioni e continuerò a lavorare, come sempre, per il bene del Paese”.

Si tratta dell’ennesima smentita generica, ma sono molti i lati grigi e debbono essere chiariti. Di certo non è pensabile affrontare il G8 in queste condizioni, con un presidente del Consiglio screditato in tutto il mondo e inseguito dalle battute salaci e dalle critiche della più autorevole stampa estera.

In molti hanno collegato il preannunciato ‘colpo’ di D’Alema a questa nuova inchiesta, ma l’ex premier ha risposto seccamente: “Quello da me espresso domenica scorsa era un giudizio politico sul governo e non c’era  alcun riferimento a vicende giudiziarie di cui non so nulla: ho letto anch’io, come molti altri, le notizie pubblicate dal Corriere”.

Il presidente di ItalianiEuropei, però, questa volta ha deciso di andare oltre la sua storica insofferenza per i pettegolezzi: “Auspicherei giungessero risposte e smentite di merito, anzichè insulti e accuse rivolte a chi non vi ha nulla a che vedere”.

D’alema si riferiva alle manovre diversive del centro destra, che invece di affrontare il caso ha scelto di attaccare lui.  La strategia è sempre la stessa, dare ai media altro di cui interessarsi. Così Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, del Pdl, hanno fatto sapere ai giornalisti che si domandano se “sono questi gli argomenti e i metodi di lotta politica su cui conta l’opposizione per provocare ‘la scossa’ evocata da D’Alema? E, a proposito, come faceva D’Alema a ‘immaginare’ in anteprima assoluta i contenuti (tutti da verificare) di una nuova inchiesta della Procura di Bari dopo la sua visita nella città?”.

Ma la situazione sembra fuori controllo per l’equipe del Cavaliere. Lo testimoniano le parole del deputato-avvocato difensore Ghedini. Il legale è evidentemente spiazzato: “Noi non sappiamo nulla, ma certamente non può essere un’inchiesta nei confronti del presidente del Consiglio. Qualsiasi ricostruzione si possa ipotizzare, ancorchè fossero vere le indicazioni di questa ragazza, e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile”.

L’avvocato nega i fatti, ma specifica che il premier non sarebbe comunque “penalmente punibile” perchè “utilizzatore finale” di una donna. Vittoria Franco, del Pd ha detto: “Ormai le donne, negli ambienti che frequenta Berlusconi sono diventate oggetti d’uso. E coloro che ne fanno uso, ovviamente, sono utilizzatori”.

Inoltre, se una donna sostiene mentendo di essere stata invitata ad un party e di essere stata pagata la metà del pattuito per non essersi fermata “tutta la notte”, il racconto colpisce l’onorabilità di una persona e per questo dovrebbe essere querelata senza indugio. Ghedini, che ha chiesto il sequestro di immagini da lui stesso ritenute ‘innocenti’, in questo caso, invece, ha una linea morbida. “Strategie nei confronti del Corriere della Sera in questo momento, ovviamente, non ce ne sono – ha spiegato – nel senso che cercheremo di approfondire queste notizie che ci appaiono completamente sprovviste di qualsiasi connessione fattuale e logica. Dopodichè decideremo il da farsi nei prossimi giorni”.

Poi, nonostante ‘la Repubblica’ abbia pubblicato una foto nella quale si vede un sorridente Berlusconi salutare i suoi stenitori con D’Addario al fianco, ha concluso: “A me pare che sia una dichiarazione di una persona che, evidentemente, è delusa dal suo risultato elettorale e forse ha, con questa intervista, un momento di particolare notorietà”.

Fama poco lusinghiera quella per la ragazza barese, perchè lei ha riferito di aver passato una notte col Cavaliere in cambio di un ‘favore’, ma certo Ghedini ha ragione, chiunque è libero di avere il suo minuto sotto i riflettori come crede.

Oltre lo scandalo del giorno è evidente come nelle ‘segrete stanze’ ci sia chi sta remando contro Berlusconi. Gli episodi contestati, se confermati, rientrerebbero in uno stile di vita, tuttavia mai raccontato dai media. Perchè adesso ed all’imporvviso chi fino ad oggi non vedeva ha deciso di invertire rotta? Fotografie, interviste, dichiarazioni, incontri registrati: una mole di materiale tenuta nel cassetto e di colpo diventata oggetto di interesse.

Inqualificabile il comportamento del Tg1. Il telegiornale più seguito, nella sua edizione delle 13,30, ha relegato la notizia dopo un servizio su un incontro tra Berlusconi e il presidente della Repubblica. In meno di 30 secondi, partendo da una smentita del Cavaliere, lo speaker ha fatto riferimento a “feste con la partecipazione di alcune ragazze”, senza specificare che una tra loro ha dichiarato di esserci andata in cambio di denaro.

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