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Chiacchiere politiche e tutele smantellate

Autore: . Data: venerdì, 19 giugno 2009Commenti (0)

Le vicende politico-personali del premier oscurano le conseguenze degli interventi della maggioranza di governo: misure inefficaci contro la crisi e gravi modifiche legislative che picconano i diritti sociali. Un articolo per “Tu Inviato”

crisiMentre il chiacchiericcio politico sui giornali si occupa dei comportamenti pubblico-privati del premier Berlusconi (da non catalogare sotto la voce “gossip” ma direttamente legati alla deriva immorale cui si è abbandonato il governo, sempre più distante dai problemi veri dei cittadini), la sinistra fatica a interrogarsi sulle cause della sua sconfitta elettorale.

Nel frattempo, però (e nel silenzio dei media, in questo caso), la maggioranza parlamentare prosegue nella sua opera di smantellamento delle poche conquiste raggiunte durante il biennio guidato dal centrosinistra, tra il 2006 e il 2008.

Proprio all’indomani dell’ennesima strage sul lavoro, accaduta pochi giorni fa a Riva Ligure, dove due operai sono morti intossicati in seguito alle esalazioni inalate in una vasca di depurazione, la destra ha avviato l’iter parlamentare per riscrivere il Testo unico sulla sicurezza. Martedì prossimo, infatti, le commissioni Lavoro e Affari Sociali della Camera esprimeranno un parere in merito alle modifiche.

Quanto sta per accadere non lascia spazio ad interpretazioni. Carlo Smuraglia, professore emerito di Diritto del lavoro e componente della Consulta giuridica della Cgil ha recentemente spiegato che siamo di fronte ad una “controriforma” e ha puntato l’indice sull’articolo 15bis, che stabilisce che il datore di lavoro non risponde della morte o dell’infortunio se l’evento è riconducibile alla responsabilità di un qualsiasi altro soggetto operante nel contesto produttivo.

“Si deresponsabilizza totalmente il datore di lavoro – ha spiegato – svelando l’ipocrisia di tante dichiarazioni seguite alla tragedia della Thyssen che promettevano più severità. Un principio giuridico dice che non impedire un evento, per chi ha il dovere di fare tutto ciò che è possibile affinché l’evento non accada, equivale a cagionarlo; ebbene, il governo dice che chi ha quel dovere è esentato dalla pena se c’è un concorso di colpa. Siamo al totale ribaltamento di ogni verità giuridica”.

Il tutto accade mentre la crisi economica continua a lasciare sul campo morti e feriti nell’indifferenza del governo: la cassintegrazione è aumentata del 256,59% nei primi cinque mesi del 2009, rispetto ad un anno fa, raggiungendo le 292.931.055 ore, e riguarda tutti i settori significativi.

Secondo i dati diffusi in settimana dalla Fiom-Cgil sono tra i 550 e i 600 mila i metalmeccanici coinvolti in qualche modo dalla cassa integrazione, il cui andamento nel mese di maggio continua a segnalare la permanenza di una profonda crisi produttiva che investe tutti i comparti dell’industria metalmeccanica.

A fine mese le aziende meccaniche e metallurgiche hanno richiesto all’Inps, in totale, oltre 45 milioni di ore di cassa integrazione, con un incremento del 118% rispetto al mese precedente. La Cig ordinaria è cresciuta di oltre il 128% sui volumi già preoccupanti del mese di aprile. Tradotto in pratica, la sospensione dal lavoro a zero ore sta riguardando circa 262mila lavoratori.

Nel frattempo il debito pubblico italiano cresce enormemente. Ad aprile, secondo i dati statistici di Bankitalia, ha raggiunto i 1.750 miliardi di euro, con un aumento di 9 miliardi rispetto al mese precedente. Dall’inizio del 2009 il debito pubblico corre verso il superamento della soglia di 50 miliardi di euro in quattro mesi, in crescita rispetto al 2008 di 87 miliardi di euro.

Le associazioni di consumatori hanno calcolato l’incidenza di questa cifra sulla vita dei cittadini, scoprendo che ogni famiglia si porta dietro 83 mila euro di debito. O se si preferisce, ben 29.166 euro gravano su ognuno dei 60 milioni di abitanti, neonati compresi. Le stesse associazioni (Federconsumatori e Adusbef) hanno puntato il dito contro il governo che “invece di adottare azioni concrete di contenimento e di contrasto alla crescita del disavanzo statale e delle pubbliche amministrazioni, adotta politiche economiche errate, concentrate sui veri e propri regali a banche, assicurazioni ed altri monopolisti”.

La situazione, dunque, è più che allarmante. Ciononostante l’opposizione parlamentare mostra tutta la sua inadeguatezza. A maggior ragione è opportuno costruire un progetto politico attorno alla centralità del lavoro e all’urgenza di dare voce ai conflitti che via via si manifestano nella società. Come primo passo per ridare una prospettiva a ciò che è rimasto della sinistra. In caso contrario i cittadini e lavoratori che provano a manifestare il loro dissenso rimarranno da soli, senza una sponda politica.

Gianni Pagliarini
Responsabile Lavoro Pdci

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