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Aquila: riaperto il centro storico

Autore: . Data: lunedì, 22 giugno 2009Commenti (0)

Dopo due mesi e mezzo il cuore del capoluogo abruzzese è tornato ad un simulacro di vita. E i problemi rimangono gravi.

aquilaIeri i cittadini hanno potuto entrare in centro, anche se l’accesso dovrebbe in futuro essere consentito solo dalla 8 alle 22. A gruppi di 50 sono stati accompagnati dai pompieri fino alla piazza principale.

L’accesso di ieri è cominciato alle 11 e si è concluso alle 22, alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. L’assenza di Berlusconi, molto presente nelle zone terremotate, può far pensare che il pericolo di contestazioni abbia indotto il presidente del Consiglio a delegare al suo fedele ‘uomo ombra’ la cerimonia.

Ma i fischi sono toccati a Letta, apostrofato anche con imprecazioni da una parte dei cittadini. In piazza Duomo il sottosegretario ha contestato le critiche mosse al responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso durante la manifestazione dei giorni scrosi a Roma.

Per Letta si è trattato di accuse “ingiuste e ingenerose” ed ha aggiunto:”Non sono qui per fare polemiche e comprendo lo stato d’animo di tutti, rispetto il dissenso di chi non è d’accordo, ma una cosa credo non si possa contestare, l’impegno con il quale il governo ha fatto fronte alle emergenze del primo momento e quello con il quale sta facendo fronte alla seconda fase, quella della ricostruzione. Un’assicurazione che il presidente del Consiglio ha dato più volte, ma è un’assicurazione che Bertolaso porta in giro per L’Aquila con la sua presenza, il suo dinamismo e il suo attivismo. Ecco perchè l’unica cosa che voglio respingere di quelle polemiche romane sono i cartelli contro Bertolaso. E’ ingiusto e ingeneroso: se Bertolaso andasse via dall’Aquila le cose sarebbero molto peggiori per gli aquilani. Tenetevelo caro”.

La Cgil ha reso noto che in questo momento su dieci persone ospitate sette hanno più di 65 anni, e tra loro i settantacinquenni sono più di 4mila. dal giorno del sisma sono costretti ai disagi dei campi e nella milgiore delle ipotesi dovranno aspettare ancora fino a settembre per trovare una sistemazione più idonea. Ma per la consegna delle ‘casette’ i tempi potrebbero dilatarsi a dicembre.

Secondo notizie di stampa sarebbe facile dedulo dalla lettura del ‘Cronoprogramma generale’, la tabella di marcia del progetto C.A.S.E (Complessi antisismici Sostenibili Ecocompatibili”, che coordina la costruzione delle abitazioni provvisorie nelle quali dovrebbero essere accolti circa quindicimila sfollati.

Il Cronoprogramma consegnato dalla Protezione Civile e vistato dal governo a maggio, dicono le stesse fonti, impegna le autorità a consegnare le casette a fine dicembre, ma se i lavori pe la “realizzazione degli alloggi” e per le “opere di urbanizzazione” (fogne, allacci gas e luce, strade di accesso) non prenderanno il via subito i ritardi produrranno effetti a catena. E poichè è in arrivo il G8 è difficile pensare che in quei giorni si possa lavorare a pieno ritmo senza tener conto dell’avvenimento.

Un funzionario della Protezione civile ha sostenuto alcuni giorni fa: “Il problema è che tutto il Cronoprogramma è già saltato, perchè le opere di cantierizzazione dovevano cominciare il 10 di maggio. Siamo al 16 giugno e mi risultano avviate, da circa dieci giorni, solo a Bazzano e Ocre. Un ritardo normale di fronte a un intervento di questo genere”.

Conversando con Letta, Guido Bertolaso ha reso noto che saranno necessari più di cinque anni per rimettere il centro storico in condizione di tornare a vivere. “E’ bene non illudere e prendere in giro nessuno. C’è bisogno di fare un lavoro molto difficile e complicato che richiede anche un’analisi dettagliata un piano complesso di interventi e di nuova urbanizzazione e poi fare quei lavori che bisogna fare. Sono tutte attività – ha il respnsabile della Protezione civile – che devono portare avanti gli enti locali. Su questo vorrei essere chiaro: non sono il commissario della ricostruzione, ma sono il commissario per l’emergenza. I commissari per la ricostruzione – ha concluso – sono i rappresentanti di questo territorio e se ne dovranno assumere tutte le responsabilità”.

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