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Radicali a San Vittore: “Situazione drammatica”

Autore: . Data: martedì, 12 maggio 2009Commenti (0)

L’istituto di pena milanese è sovraffollato e le condizioni di vita all’interno sono “disatrose”.

carcere1Nel carcere ci sono oltre 1.400 detenuti, contro una capienza regolamentare di 900. Una delegazione dei Radicali ha visitato la casa circondariale e il Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli nel capoluogo lombardo, denunciando la situazione.

La delegazione era composta dal deputato Elisabetta Zamparutti, dal segretario dell’associazione ‘Enzo Tortora’, Valerio Federico, da Alessandro Litta Modigliani, membro della direzione nazionale dei Radicali e dal medico dell’Humanitas, Chiara Oggioni.

“Abbiamo trovato a San Vittore una situazione drammatica, addirittura peggiore delle ultime volte”, ha detto Federico, che poi parlando del Cis ha aggiunto: “Per via Corelli siamo soprattutto colpiti dalle storie personali dei singoli ospiti. Ce ne sono alcuni che vengono da carceri dove hanno scontato interamente la loro pena e quindi sono già stati riconosciuti, ma sono stati mandati per un supplemento di pena del tutto ingiustificato ed inapplicabile in questi altri istituti di pena”. L’esponente radicale ha insistito: “Ci ha colpito la storia di due ragazzi che sono cresciuti in Italia da gentori ambedue residenti in italia e italiani, che hanno fatto la scuola italiana, parlano addirittura con un dialetto locale ed appena hanno compiuto la maggiore età sono stati privati del permesso e rinchiusi”.

Per Modigliani “ci sono duie raggi del carcere di San Vittore, il terzo e il quinto, che funzionano come dei pezzi di un carcere normale e ci sono altri due raggi, il secondo e il quarto,  che sono in questo momento chiusi”.

Elisabetta Zamparutti ha dichiarato: “Ci sono 1200 persone per novecento posti ed io davvero inviterei il ministro a venire a visitare il carcere, ci sono nove persone, dico nove persone, per meno di nove metri quadrati, con una cucina inventata lì per lì, accanto al water”

La situazione in carcere è stata definita “disastrosa, allarmante e drammatica”, in particolare nelle zone non ancora sottoposte a ristrutturazione. Il Cie invece è stato trovato in condizioni relativamente “migliori”, anche se con le porte arrugginite, sporco e con una assistenza sanitaria che per nulla si interessa di “prevenzione”.

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