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Pochi in vacanza per la crisi

Autore: . Data: lunedì, 11 maggio 2009Commenti (0)

Le conseguenze della crisi colpiscono anche le vacanze degli italiani. I media non sono interesati ed il governo insiste con la propaganda.

ombrelloneMancano poche settimane all’estate e quasi il 50 per cento degli italiani non ha ancora prenotato una vacanza.  Nel primo trimestre del 2009 gli italiani hanno comprato circa 15 milioni di pacchetti vacanze tra Italia e estero ed il calo è stato del 5 rispetto allo stesso trimestre 2008.

Nel ‘Rapporto Unioncamere 2009′ c’è una sezione dedicata al turismo. Il dato sulle prenotazioni per quest’estate è ancora provvisorio e molti potrebbero scegliere da qui alle prossime settimane di pianificare le ferie.

Tuttavia i dati non sono incoraggianti e la tendenza al risparmio è già evidente. Si legge nel documento:”A lasciare ben sperare, è il 52,3 per cento della popolazione, pari a 24,7 milioni di persone, che dichiara di aver già pianificato una vacanza”.

Il fatto che il 48 per cento sia ancora indeciso o abbia del tutto rinuciato ad andare al mare o in montagna non solo allarma, ma rischia anche di dare un duro colpo al comparto del turismo.

Analizzando le prenotazioni nelle imprese ricettive (dati Isnart-Uniocamere), la quota di occupazione delle camere è stata del 30,1per cento ad aprile, del 23,8 a maggio e, in proiezione sui dati disponibili, sarà del 27 a giugno.

Negli stessi mesi 2008 le percentuali erano state rispettivamente del 33,4 per cento, del 31,1 e del 31,4. Una flessione marcata, quindi.

Lo scorso hanno le cose andarono già male. Solo un quarto parti per le ferie e più della metà soggiornò da amici o partenti. Anche il periodo di relax si accorciò ad una sola settimana e solo l’1 per cento si permise quasi un mese di relax.

Carlo Pileri, presidente dell’Associazione Adoc, fece anche notare il boom dei viaggi a rate e low cost. Interessante è uno studio del 2008 di UniCredit Consumer Financing, condotto sui propri clienti per capire in che modo hanno utilizzato le carte di credito con rimborso rateale o il credito al consumo.

In base ai dati diUnicredit lo scorso anno le ”vacanze pagate a rate” valevano quasi 300 milioni di euro. Debiti contratti in gran parte per il conto degli alberghi, che rappresentavano più del 25 per cento, con una spesa media per ”transazione” di 200 euro.

Al secondo posto per ammontare complessivo di transazioni c’erano i bigleitti aerei, sia delle compagnie di bandiera che low cost, per i quali furono spesi mediamente 189 euro per strisciata, con un peso sul totale del 24 per cento.

Poi le agenzie di viaggio, la cui percentuale occupava circa il 13 per cento e i cui pagamenti raggiunsero la punta più elevata nei mesi di luglio e agosto e i trasporti via terra, che pesarono sul totale delle “vacanze a rate” per circa il 15 per cento. Le vosi erano l’autonoleggio, per cui mediamente si spesero 189 euro a pagamento, i viaggi in nave e i viaggi in treno, la cui strisciata media fu per la vacanza è di 104 euro.

Non ci sono solo carte per rateizzare le proprie vacanze, ma anche prestiti personali, un mercato in crescita.  Nel primo trimestre 2008 crebbe del 14.4 per cento secondo i  dati Assofin.

Insomma, oltre l’ottimismo propagandistico del presidente Berlusconi, la crisi c’è e si vede.

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