cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Partita l’offensiva contro Miriam Bartolini. Berlusconi all’attacco

Autore: . Data: mercoledì, 6 maggio 2009Commenti (0)

Tutti gli uomini del Condottiero sono al lavoro. L’obiettivo è screditare la moglie, naturalmente senza eccessi. Un articolo qui, una notizia lì. Il Capo è andato a Porta a Porta e si è dichiarato vittima di un complotto.

italiaLa giornata di ieri è stata complessa. Se al posto di Berlusconi ci fosse stato un capo di stato straniero i titoli sarebbero stati sparati ad alzo zero, i Tg avrebbero realizzato servizi e reportage. Invece la strategia della ‘goccia cinese’ ha lanciato tanti piccoli sassolini nello stagno, in previsione di una lunga guerra non solo legale, ma principalmente politica e mediatica.

Tutto sembrava andare per il meglio, fino alla notizia della notte, la frase pronunciata dal Cavaliere in Abruzzo, rivolta ad un assessore della provincia autonoma di Trento: “Posso palpare la signora”.

Ha cominciato l’Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale, che ha avuto l’amaro compito di districarsi tra ‘l’affetto’ delle gerarchie ecclesiatiche per il presidente supercattolico e l’indifendibilità dei suoi comportamenti.

Il giornale dei vescovi, in un editoriale in prima pagina firmato da Rossana Sisti, ha prima di tutto spiegato da che parte sta, ovvero e diplomaticamente con i figli: “Come nelle peggiori tradizioni quando un matrimonio va in pezzi, la linea bipartisan non attacca [...] Pochissimi – e noi, con ogni possibile delicatezza, vorremmo essere tra questi – spendono un pensiero dolente e solidale per i figli, ormai grandi ma assai meno grandi della tempesta che gli si è scatenata nel cuore e nella testa”.

Poi, l’Avvenire ha commentato alcune scelte della ‘moglie’: ” Anche per questo può aver suscitato qualche stupore che la first lady, da «”parte offesa”, abbia scelto la maggiore agenzia giornalistica per commentare le discutibilissime scelte del marito-premier e, qualche giorno dopo, due tra i più grandi giornali italiani per metterlo idealmente alla porta” e per par condicio anche quelle del ‘marito’: “Il presidente esuberante, il presidente esteticamente corretto, allergico alla bruttezza e con un debole dichiarato per la gioventù delle attrici in fiore, pur avendo scelto la guasconeria come arte del consenso ora scopre di colpo il basso profilo e la privacy. E grida al complotto”.

Lo sguardo del quotidiano della Cei, quindi, si è soffermato sulle ricadute della faccenda, cercando in tutti i modi di non essere troppo indulgente col Cavaliere, ma neanche eccessivamente censorio: “Preoccupa perché la politica e lo spettacolo, in un abbraccio mortifero, hanno dato nell’occasione il peggio di sé.[...] E ci ha inquietato lo spargersi, tra alzatine di spalle e sorrisetti irridenti o ammiccanti, di un’altra manciata di sospetti sulle gesta del presidente del Consiglio. Il sospetto per chi gestisce la cosa pubblica può essere persino peggiore della verità più scomoda. E comunque, prima o poi, arriva il momento del conto”.

In riferimento alle letterine, letteronze e veline che hanno innescato questa complicata faccenda, Rossana Sisti ha dovuto essere per una volta chiara: “Abbiamo vissuto con autentica tristezza il valzer delle candidature: se ci fossero davvero in lista d’attesa veline o attricette non lo sapremo mai, ma anche solo l’ipotesi di un uso delle ragazze come esca elettorale è suonata sconfortante. Perché inaccettabile è una concezione della donna meramente strumentale: la “candidata” dev’essere bella, giovane, piacente… possibilmente disponibile”. Poi, però, per non dar l’impressione di stare dalla parte dei ‘sovversivi di sinistra’ ha subito posto un dubbio: ” Magari così solo allo sguardo degli estranei (riferendosi alla compagnia di veline e letterine, ndr), ma si sa che le apparenze contano. E queste rivelano un ricorso talora spregiudicato al potere”. Insomma, il consiglio era di usare più cautela la prossima volta, ma sempre perchè le ‘apparenze’ contano. E la ‘sostanza’?

Infine l’Avvenire ha lanciato un avvertimento a Berlusconi, perchè per appoggiarlo in futuro è necessario che faccia un passo indietro: “Sappiamo che un uomo di governo va giudicato per ciò che realizza, per i suoi programmi e la qualità delle leggi che contribuisce a varare. Ma la stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti. Non possono esserlo. Per questo noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio – il meno deforme – all’anima del Paese”.

La stampa ‘indipendente’, per motivi ignoti, ha descritto l’articolo come critico nei confronti del premier, quasi un attacco al presidente del Consiglio. Testimoniando, se ce ne fosse ancora bisogno, che in Italia non si ha più neppure l’idea di cosa sia essere messo ‘sulla graticola’. E conoscendo poco il complesso linguaggio delle gerarchie vaticane.

La vicenda è molto semplice in realtà: un uomo di governo non può comportarsi come un playboy di periferia e un uomo potente non può utilizzare il suo potere per immaginare di costruirsi una corte di fanciulle più o meno graziose. In nessuna parte del mondo democratico un atteggiamento del genere sarebbe tollerato dai cittadini, ed in Italia a far scoppiare il caso ci è voluta la signora Bartolini, che chissà perchè tutti chiamano Lario, come quando faceva l’attrice.

I giornalisti non sono stati in grado di denunciare questa ‘anomalia’, la politica ha rinunciato a parlarne fin da subito. Eppure qualcuno immagina il primo ministro inglese con una bandana in testa, dopo aver subito un trapianto di capelli, sorridente mentre accoglie un leader straniero, per esempio americano?

Un italiano può immaginare il presidente degli Stati Uniti fotografato sulle riviste di gossip con ragazzotte scosciate o ripreso da tutte le televisioni del mondo mentre fa le corna ad un summit internazionale? E perchè tutto questo a Berlusconi non solo è permesso, ma anzi è diventato per lui un punto di forza?

La decisione della signora Bartolini ha parodassalmente compensato il vuoto di coscienza civile dei media, la resa della poltica ed in particolare dell’opposizione, denunciando il degrado del Palazzo nel suo complesso. Perchè se il Cavaliere si comporta in modo inappropriato c’è anche chi gli ha permesso di farlo.

Sempre ieri, poi, nella necessità di guadagnare visite, si è inventata da parte dei principali giornali on line la storia delle ‘foto taroccate’.  Come si sa il web alle volte ha bisogno di cimentarsi in discussioni inutili, per cui alcuni hanno sostenuto che le immagini diffuse sulla festa di compleanno della ragazzotta napoletana (ed altro capitolo della ‘querelle matrimoniale’) possano essere ritoccate. E via ad articoli, approfondimenti, citazioni del pensiero di blogger più o meno famosi. Come se quello fosse il nodo del problema.

In serata, infine, Berlusconi è andato da Vespa. Nella ‘tranquilla’ ospitalità di Porta a Porta ha subito dato (inconsapevolmente?) dell’idiota alla moglie: “Anche quella sulle veline è un’assoluta falsità. Una trappola in cui mia moglie è caduta” e poi ha cominciato la tradizionale filippica sul complotto di sinistra e cominciato un soliloquio sul terremoto.

La signora, secondo il premier, è un’ingenua manovrata non si sa bene da chi, anche perchè nessuno ha chiesto al Cavaliere il nome del ‘grande vecchio’. Poi ha voluto spiegare il ‘giallo’ della festa napoletana: “Sono arrivato a Napoli un pò in anticipo per una riunione politica che avevo in serata e quando il padre di Noemi mi ha detto che loro erano riuniti per festeggiare la ragazza e che il ristorante era a soli tre minuti dall’aeroporto di Capodichino, io ho verificato ed avendo un’ora di tempo sono andato lì. Sono arrivato con otto auto, tra polizia e scorta, sono entrato e subito sono partiti degli applausi. Di fronte a tutta quella gente non ho potuto non fare campagna elettorale e quindi ho iniziato fare foto con tutti, dai familiari ai gestori del ristorante. Ma io mi chiedo come sia possibile pensare che se fosse stato un incontro piccante ci sarebbero state tutte quelle foto e soprattutto io sono andato in un posto dove c’erano familiari, amici ed i genitori”.

Nessuno, deve esser specificato, ha mai insinuato che vi fossero stati incontri piccanti in quell’occasione. Volendo leggere tra le righe delle cose dette dalla signora Bartolini, c’è solo la critica ad un uomo che ‘frequenta minorenni” e, se non saranno smentite, in alcune dichiarazioni si è sostenuto che la ragazza abbia visto il premier in qualche altra occasione, a Milano e Roma. E questo è frequentare minorenni, nulla di più, nulla di meno.

Da Vespa il giornalista Sansonetti, mentre faceva pubblicità al suo giornale che ancora non esiste, è arrivato a dire: “Presidente, abbiamo in comune la fede milanista, ma i miei collaboratori sono anche Juventini o romanisti. Di certo non interisti, stia tranquillo”. Argomento forte. Cose da non credere.

Poi si è passati al sisma e la questione Miriam-Veronica è scomparsa. Berlusconi ha detto che la crisi nella quale si dibattono le famiglie italiane “è psicologica”, ha parlato delle montagne e del panorama d’Abruzzo, delle cime maestose e delle chiese, ha elencato percentuali del tutto fantasiose ed è cominciato un buffo dibattito senza senso, nel quale il Cavaliere ha sostenuto argomenti surreali, a ruota libera e senza trovare una sola obiezione valida da parte degli altri ospiti, tra i quali anche i direttori del Corriere della Sera e del Messaggero. Uno scenario da granducato di Panzania, se esistesse.

La realtà e che la crisi matrimoniale non è più circoscritta ad un conflitto familiare, ma riguarda l’essenza della crisi italiana. Sarà bene capirlo, prima che si stabilizzi un regime, per altro da luna park.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008