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Miriam Bartolini, la Mata Hari di sinistra e i media

Autore: . Data: martedì, 5 maggio 2009Commenti (0)

Il presidente del Consiglio tenta di contenere la valanga prodotta dal suo divorzio in corso, urla al complotto di sinistra ed affronta i media. Veronoca Lario una ‘quasi’ agente dell’opposizione.

berlusconi-bartoliniLe contromisure anti-moglie sono state subito attivate e così ieri sono comparse due interviste del Cavaliere, una sul Corriere della Sera, realizzata dal direttore Ferruccio De Bortoli ed una sulla Stampa, a firma del direttore Mario Calabresi.

Dei due articoli colpisce il tono ‘pacato’, lo spazio dedicato al racconto e allo sfogo di un uomo che si definisce “indignato”.

I quotidiani italiani si vanno velocemente uniformando ai settimanali di pettegolezzi ed una vicenda dai risvolti politici ormai evidenti, anche se decisamente legata alla sfera privata, è stata trattata dai direttori, tutti i due uomini, con una induglenza che sarebbe impensabile in altri Paesi.

Le cose dette nei giorni scorsi dalla moglie del leader del Pdl e le conseguenze, sia nel mondo politico, sia nella società nazionale, sono state pesanti.

Berlusconi ha detto alla Stampa: “Sono preoccupato e dispiaciuto, avevo tenuto insieme una situazione difficile per amore dei figli, ma adesso è finita, non vedo più le condizioni per andare avanti. E’ una storia che doveva rimanere in casa, non riesco a farmene una ragione che sia finita sui giornali”.  Intanto parlava con un giornalista ed è difficile pensare che abbia risposto al telefono per caso.

Al Corriere, il premier ha fornito una visione fantasiosa dei fatti: “Veronica è caduta in un tranello. E io so da chi è consigliata. Meglio, so­billata. La verità verrà fuori, stia tran­quillo”. De Bortoli ha eccepito: “Presidente, e lei pensa che si possa, come in altre occasioni, riconciliare un rapporto che dura da quasi trent’anni, di cui diciannove di matrimonio?”

Il marito affranto ha subito risposto: “Non credo, non so se lo vo­glio io questa volta. Veronica dovrà chiedermi scusa pubbli­camente. E non so se basterà. È la terza volta che in campagna elettorale mi gioca uno scher­zo di questo tipo. È davvero troppo”. Ha chiesto De Bortoli chi fosse il ‘consigliere’, il sobbillatore? E scusa di che? Naturalmente no.

Poi, il direttore del ‘Corriere’, dopo che Berlusconi ha aggiunto “sa come chiamo io tutto quello che è ac­caduto in questi giorni? Crimi­nalità mediatica”, ha scritto di suo: “Non esageri, presidente, Repubblica e Stam­pa hanno fatto semplicemente il loro lavoro. E non le dico la mia sofferenza. No, sostiene il Cavaliere che c’è un disegno. Una manovra per metterlo in difficoltà ed esporlo persino al ridicolo, proprio nel momento in cui la sua popolarità è al massimo. E sua moglie ne sa­rebbe diventata complice in­consapevole”.

De Bortoli si sente coinvolto, addirittura soffre, ed il nodo del complotto rimane per aria, senza spiegare ai lettori che ad innescare la querelle sulle ‘candidate veline’ e poi tutto il patatarac susseguente è stato un articolo pubblicato dal web magazine di FareFuturo, la fondazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Una “macchinazione della sinistra” scatenata dal più autorevole ‘alleato’ del premer.

Il direttore della Stampa, con grande generosità, ha permesso al Cavaliere di raccntare le prime emozioni dopo aver saputo che la moglie intendeva divorziare: “Sono andato fuori dai gangheri, indignato per la falsità delle veline e della minorenne, le insinuazioni su una mia frequentazione con una diciassettenne non si possono leggere. E poi come si può pensare che uno vada a casa di una famiglia se c’è qualcosa di sordido dietro, ma pensano che io sia pazzo?”.

Sono numerose le testimonianze (riservate e rigorosamente anonime, interne al Pdl) che invece confermano la candidatura di letterine e letteronze e la decisione di invertire la rotta subito dopo le prime esternazioni di Miriam Bartolini. Sulla ragazzotta è stato giusto  sorvolare, ma per le  liste Calabresi ha ribattuto? Misteriosamente no.

Ha chiesto, invece, cosa succederà in futuro e Berlusconi a risposto: “Andrò per avvocati anch’io, ho già dato il mandato di prendere in mano la situazione. A dire la verità ci sarebbero persino gli estremi di una querela per diffamazione ma è meglio lasciar stare”. Quindi, convinto che la questione non avrà ripercussioni sulle prossime elezioni, il Cavaliere ha aggiunto: “Sono preoccupato per i miei figli, per Barbara che aspetta un bambino, per quello che dovranno passare e per quello che hanno dovuto leggere e sentire in questi giorni. Era meglio tenerli fuori, fare una cosa pulita e silenziosa. Non riesco a farmene una ragione”.

Sottolineare che i figli hanno rispettivamente 26, 23 e 21 anni, insomma sono abbastanza grandicelli per sapere cosa accade tra i genitori, neppure a parlarne.

Neppure si è fatto notare al premier che la figlia Barbara sta vivendo una gravidanza difficile e che (disponendo il miliardario-politico di aerei ed elicotteri) un padre premuroso l’avrebbe raggiunta, invece di andare alla festa di compleanno di una ragazzotta napoletana.

In ‘gentilezza’ De Bortoli non ha voluto essere da meno di Calabresi e così ha concluso il suo articolo offrendo di propria penna un auspicio ai lettori: “Amareggiato e deluso, Silvio Berlusconi non pensa che questa volta sia possibile una ri­conciliazione. Arcore e Mache­rio, dove risiede la moglie, so­no vicine. Gli amici comuni se lo augurano. Basterebbe poco. Una spiegazione franca, come succede fra coniugi. Ma nella domenica quasi estiva di Arco­re l’aria è molto diversa dalle al­tre volte. E il Cavaliere è offe­so. Chi lo conosce bene dice che questa volta, per ricon­quistare Veronica, non andrà di sorpresa al suo compleanno a Marrakesh, avvici­nandola vestito da berbero per poi sve­larsi di colpo con un bellissimo gioiello in re­galo. Ma non si sa mai. Il nostro modesto auspicio è che ciò avvenga. Magari in forma del tutto privata”.

La strategia mediatica scelta ed alla quale non si notano opposizioni è chiara. Il presidente del Consiglio ha scelto di presentarsi come vittima di una moglie manovrata ed ingestibile. Nervosa, spinta da occulti consiglieri ‘di sinistra’ e coinvolta in una macchinazione mostruosa organizzata per impedirgli di proseguere la sua attività di straordinario ed amatissimo governante.

C’è da scommettere che i prossimi giorni saranno scanditi da un bombardamento di ‘emozioni dolorose’, vissute da uno ‘sfortunato marito abbandonato’. Poi, lentamente, tutto si stempererà nel silenzio, per far posto a mirabolanti annunci del centro destra su decisioni utili per risolvere qualunque problema del Paese.

Fino al giorno delle elezioni, a giugno, qualcuno chiederà al Cavaliere le prove del complotto, qualche giornalista indagherà per sgombrare il campo da ogni supposizione, certamente malevola, sulla vicenda ‘ragazzotta napoletana’?

Difficile, non siamo negli Stati Uniti dove la stampa, quando vuole, fa il suo lavoro. Qui si spera che Miriam-Veronica stia calma, per lasciare il Manovratore libero di fare come crede e  di nuovo, finalmente, in pace. In fondo è una vicenda ‘privata’.

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