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La stampa estera e Berlusconi

Autore: . Data: giovedì, 28 maggio 2009Commenti (0)

Ieri i principali quotidiani hanno dato risalto ad alcuni articoli pubblicati in Inghilterra sulla vicenda ‘Papi-Naomi-Mills’. Da quasi un anno, però, il mondo legge cose ‘proibite’ agli italiani.

clarinLa vicenda della ragazza napoletana e la condanna  dell’avvocato Mills per corruzione e che coinvolgerebbe il premier non sono passati inosservati. ‘Financial Times’ e The Indipendent’ se ne sono occupati ieri.

Tuttavia, non si tratta di commenti isolati. Nessuno, a meno di un anno, ricorda quello che Julio Algañaraz scrisse per un autorevole giornale argentino, il ‘Clarín’. Il quotidiano titolò, all’indomani della nomina dei ministri dell’attuale governo, “Sexgate all’italiana” e aggiunse nel pezzo: “Il primo ministro Silvio Berlusconi e un ministro del suo governo sono al centro di un grande scandalo già battezzato come “sexygate”, come quello che dieci anni fa costò quasi la presidenza degli Stati Uniti a Bill Clinton, a causa dei suoi comprovati giochi di sesso orale nella sala ovale della Casa Bianca con la stagista Monica Lewinsky [...] Nel vaso di Pandora delle 8.400 intercettazioni telefoniche realizzate dai magistrati di Napoli in una causa di corruzione che potrebbe portare ad un processo penale contro Silvio Berlusconi, ci sono alcune chiamate che non hanno rilevanza penale ma sono un cocktail esplosivo per il loro forte contenuto erotico e i riferimenti al sesso orale, che gli italiani chiamano “pompino” [...] nei dialoghi telefonici, Berlusconi e il suo attuale ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, di 37 anni, si scambiano frasi di tono più che acceso con allusioni al pompino. All’epoca in cui furono realizzate le intercettazioni giudiziarie, il Cavaliere era il capo dell’opposizione, e la Carfagna un personaggio di fama crescente in televisione [...] La seconda moglie di Berlusconi, Veronica Lario, altra grande bellezza e madre di tre figli (il Cavaliere ne ha altri due dal suo primo matrimonio), fece esplodere la sua ira in una lettera aperta al marito che pubblicata sul quotidiano La Repubblica, esigendo che chiedesse scusa”.

Il 6 luglio del 2008 ‘The Times’, riprendendo un articolo del ‘The Sunday Times’ scritto da John Follain e titolato “Berlusconi fa telefonate piccanti”, raccontava agli inglesi: “Berlusconi è accusato di aver fatto telefonate volgari sull’affascinante ministro. Il miliardario Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, sta portando avanti una legge per vietare la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche dopo essere stato travolto da un nuovo scandalo per i suoi tentativi di trovare parti per giovani stelline nascenti nella televisione di stato. Secondo servizi della stampa italiana della settimana scorsa, Berlusconi è stato ascoltato mentre faceva commenti piccanti in una serie di telefonate registrate da magistrati a Napoli durante un’inchiesta per corruzione. Le trascrizioni non sono ancora rese pubbliche, ma si dice che includano commenti “inappropriati” da parte del permanentemente abbronzato Berlusconi, 71 anni, su Mara Carfagna, il Ministro 32enne per le Pari Opportunità e membro più affascinante del suo Consiglio dei Ministri”.

Che strano, ma dei fatti in questione citati in Argentina e Gran Bretagna in Italia non se ne sa più nulla.

‘Ta Nea’, quotidiano greco, ha pubblicato il 22 maggio scorso un articolo dal titolo “Un pericoloso clown”. Ecco cosa c’era scritto tra l’altro: “Ciò che manca in Italia, come diceva Tacito, non è la libertà, ma la gente libera. Poche persone oggi osano mettersi contro Berlusconi e i pochi che lo fanno sono di solito persone di ottima reputazione e di una certa età, che non temono ritorsioni. Come era Montanelli. O persone che non vivono in Italia e che quindi non possono avere un coinvolgimento diretto nelle questioni politiche. Secondo Laurent Joffrin, direttore di Libération, Berlusconi somiglia sempre di più a Putin. Controlla l’informazione, vuole controllare tutto, soffoca qualsiasi critica, qualsiasi opinione contraria. Non è un dittatore, assomiglia più ad un tiranno comico che usa le battute e le risate per nascondere ai cittadini il suo conflitto di interessi e la sua mancanza di integrità. Si tratta di un clown pericoloso, simile al mitico Ubu re, il personaggio teatrale creato da Alfred Jarry alla fine del 19° secolo. Come è noto, Jarry è morto per il troppo vino, l’assenzio e l’etere. Ma la sua opera sembra abbia già ottenuto l’immortalità”.

Il 23 maggio il quotidiano inglese ‘The Guardian’, commentando le reazioni del presidente del Consiglio alle note 10 domande de ‘la Repubblca’, ha scritto: “Nessun altro leader democratico sarebbe riuscito a farla franca come ha fatto Berlusconi, ignorando le domande relative a questa amicizia. La sua spiegazione su come abbia potuto avere una relazione d’amicizia con la famiglia Letizia fa acqua da tutte le parti. Non ha commentato la dichiarazione della sua giovane amica secondo la quale Berlusconi avrebbe promesso di spianarle la strada in politica o nel mondo della spettacolo”.

Bas Mesters, per l’olandese Nrc Handelsblad, ha scritto lo stesso giorno sul premier: “I giudici che hanno stabilito che Berlusconi ha corrotto il suo avvocato sono estremisti di sinistra. I giornalisti comunisti e l’opposizione di sinistra avrebbero fatto cadere in un trabocchetto sua moglie, ragione per la quale lei sarebbe stata indotta a chiedere il divorzio. E’ una vergogna poi che la stampa voglia capire perché lui sia andato al compleanno della diciottenne Noemi Letizia che in questo modo attraverso grazie a ‘papi’ (così chiama lei Berlusconi) spera di diventare presentatrice tv o politica. Secondo Berlusconi, sono pure invenzioni le notizie riguardo al suo piano di mettere showgirl in lista alle elezioni europee. Berlusconi è così agitato perché sono in arrivo le elezioni. Per qualsiasi politico rappresentano un sondaggio della popolarità. Ma per Berlusconi valgono ancora di più. Nella sua visione postdemocratica c’è un solo potere di controllo che ancora conta: il popolo. Se la gente sostiene il leader, allora il potere giudiziario, il Capo dello Stato, la stampa e il Parlamento vi si devono sottomettere. In questo modo il leader è legittimato a fare leggi per garantirsi l’impunità. La divisione dei poteri è subordinata alla sovranità del popolo che vota il suo leader”.

Si potrebbe continuare a lungo, perchè la ‘rassegna stampa estera’ è praticamente illimitata. Ieri il Financial Times ha sostenuto: “…il pericolo Berlusconi è diverso dal pericolo Mussolini. E’ quello dei media che sviliscono il contenuto più serio della poliica, e lo rimpiazzano con l’entertainment. E’ quello di una feroce demonizzazione dei nemici e del rifiuto di garantire una base indipendente per il confronto dei poteri. E’ quello di spendere una fortuna per la creazione di una gigantesca immagine fatta di successi senza fine e di sostegno popolare”.

Ed anche ‘The Indipendent’ si è fatto alcune domande sul caso ‘Naomi-Papi’: La prima è la puù importante: “È possibile che un’adolescente faccia cadere Berlusconi?”. Il giornalista Peter Popham ha affermato che “Berlusconi è stato scoperto a dire numerose bugie sul rapporto, e rifiuta di spiegarle. E con importanti elezioni in arrivo la sua popolarità, al massimo storico sei settimane fa, potrebbe essere erosa. Oggi l’Italia è in stallo. ‘la Repubblica’ ha chiesto insistentemente che Berlusconi faccia chiarezza su Noemi, pubblicando negli ultimi 15 giorni una lista di dieci domande cui egli dovrebbe rispondere. Berlusconi si è ripetutamente rifiutato. Con le europee a soli 10 giorni di distanza, c’è il vero rischio che il suo silenzio lo danneggi in un voto che si aspettava avrebbe vinto senza problemi. È sintomatico della banalizzazione della politica italiana sotto Berlusconi che egli sia ora chiamato a rispondere non per mafia, non per corruzione, ma a causa del rapporto con una teenager. Ma lo scontro in sè non è banale. Vivere in Italia ora è come essere intrappolati in un fiume di lava che scende lentamente ma irreversibilmente sul fianco di una montagna. Anzichè portare a una rivitalizzata Seconda Repubblica, gli scandali di corruzione degli anni ’90 hanno portato a una Età di Silvio e a un lento, costante degrado delle istituzioni democratiche del Paese. Se il primo ministro può farla franca portando avanti una storia d’amore adulterina e semipubblica con una adolescente (e poi mentire così spudoratamente che ogni sciocco può vedere che non sta dicendo la verità), e non venir chiamato a risponderne, allora la nazione è in pericolo”.

I media italiani non riportano o danno rilievo a queste analisi, le televisioni addirittura le ignorano. Il risultato è quello che con eleganza ‘Ta Nea’ fa notare: “Ciò che manca in Italia, come diceva Tacito, non è la libertà, ma la gente libera”. Un bel guaio.

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