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La guerra afgana si è ormai estesa al Pakistan

Autore: . Data: martedì, 12 maggio 2009Commenti (0)

La missione militare in Afghanistan non ha risolto nulla, anzi la guerra ormai si è estesa al Paese confinante. E le conseguenze per le popolazioni civili sono devastanti.

pakistanÈ sempre più incerta la situazione in Pakistan: mentre prosegue l’offensiva dell’esercito contro i talebani nella ‘Valle incantata’ dello Swat. Il numero di profughi fuggiti dalle zone di combattimento ha raggiunto il milione.

Senza riuscire a cogliere i problemi politici che hanno permesso agli integralisti di rafforzarsi, i servizi segreti  statunitensi e pakistan si ostinano a parlare di al Qaida, sostenendo che si sta rafforzando nel Paese.

Intanto ieri un attacco suicida contro un posto di blocco a pochi chilometri da Peshawar (nord ovest) ha causato la morte di dieci persone, tra cui otto civili. “L’obiettivo erano i soldati, ma l’attentatore non è riuscito ad arrivarci a causa delle persone in coda sulla strada”, ha riferito un portavoce della polizia, Fazal Naeem.

Intanto, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha aggiornato i dati “dell’esodo biblico”: dall’inizio dell’offensiva dell’esercito di Islamabad, il 29 aprile scorso, sono già 360 mila le persone fuggite dalla Valle dello Swat e dai distretti di Buner e Lower Dir, e arrivate nei campi profughi.

Nella sola giornata di ieri, almeno centomila persone hanno approfittato di una sospensione del coprifuoco decisa dall’esercito proprio per facilitare la fuga. Si vanno ad aggiungere agli oltre 550 mila sfollati, fuggiti dall’agosto scorso.

Nella confusione i servizi di intelligence americani e le autorità militari di Washington non sono in grado di trovare soluzioni ‘militari’ al conflitto. Individuando in al Qaida il ‘nemico pubblico numero uno”, fatto smentito da numerosi osservatori internazionali che collegano il comando delle forze integraliste ai talebani, il generale americano David Petraeus ha annunciato che l’organizzazione terroristica è stata sradicata dall’Afghanistan, mentre altri suoi colleghi (secondo il New York Times) hanno reso noto che il gruppo di Osama bin Laden si sta rafforzando in Pakistan.

Un equilibrio poltico-militare così compromesso dovrebbe indurre ad una rapida conferenza internazionale sui problemi dell’area, ma la cosa per ora non sembra all’ordine del giorno.

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