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In Venezuela la terra torna ai contadini

Autore: . Data: lunedì, 11 maggio 2009Commenti (0)

Il presidente Hugo Chavez ha ordinato l’esproprio di circa 10 mila ettari di terreni da vari proprietari dello stato di Barinas, nel sud-ovest del Paese.

chavezL’annuncio è stato fatto dallo stesso Chavez nel suo programma radiofonico settimanale ‘Alò Presidente’, andato in onda proprio dallo stato di Barinas, dove il capo dello stato si era recato per firmare il decreto per gli espropri.

“Non c’è terra privata – ha detto Chavez nel corso del programma – ci può essere gente che occupa la terra, ci possono essere produttori (purchè producano), ma se l’occupano senza produrre, perdono il diritto di occuparla e allora la legge dev’essere implacabile”.

“La terra – ha proseguito – è per sua natura di tutti, come i fiumi e l’aria”. A quelli che rivendicano le terre per averle ereditate, Chavez si è rivolto in termini duri: “Vediamo se le scartoffie reggono ad una revisione della catena di proprietà – ha dichiarato Chavez – La maggior parte delle grandi proprietà terriere sono un prodotto della violenza e della prevaricazione dei potenti contro i contadini, gli indigeni e i poveri, ed è per questo che è arrivata l’ora della rivoluzione, per rimettere le cose in sesto”.

Il governo Chavez ha espropriato negli ultimi anni 2,5 milioni di ettari di terre. “Quando i latifondisti si lamentano e ci accusano di rubare le terre, mi suona come se un ladro si lamentasse che gli rubano la refurtiva”.

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