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Il gioco delle tre carte sui migranti

Autore: . Data: mercoledì, 27 maggio 2009Commenti (0)

Maroni e Berlusconi truccano i dati sugli stranieri. La maggior parte di loro arriva via terra e con le deportazioni si sono colpiti i richiedenti asilo.

silvio-ed-il-gioco-delle-tre-carteIl ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto: “Nel 2008 gli sbarchi dei clandestini, che arrivavano via mare, sono stati 537 nei vari punti della costa siciliana, per un numero complessivo di 34.540 persone, mentre fino al 20 maggio di quest’anno si sono registrati 69 sbarchi, per un totale di 6.588 persone. Però, dal 7 maggio in poi, da quando cioè sono stati fatti i respingimenti, il numero di persone arrivate si è drasticamente ridotto, praticamente azzerato”.

Da parte sua il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha confermato che “con queste operazioni i barconi sono per ora cessati. Sono state un’attività di deterrenza necessaria” ha detto il premier spiegando che si trattava “di mettere fine alla politica delle porte spalancate a tutti” come aveva fatto il governo di centrosinistra.

Si tratta di propaganda elettorale, perchè le cose stanno in altro modo.

Per quanto riguarda i migranti che sono arrivati a Lampedusa si deve ricordare che la maggior parte di loro sono persone fuggite da guerre e conflitti. Nel 2008 su 31.200 domande di asilo il 70 per cento riguardava cittadini stranieri approdati in Sicilia. L’azione di deportazione, quindi, ha prevalentemente riguardato profughi politici.

La situazione dei ‘migranti per lavoro’ è differente. Un gran numero di loro arriva con visti turistici e poi non lascia l’Italia alla scadenza del documento, mentre un’altra parte supera le frontiere a bordo di Tir a Brindisi, Bari, Ancona, Venezia, Trieste, Genova e Savona, grandi porti nei quali è elevato il passaggio di merci.

La Grecia rimane uno dei luoghi di partenza più importanti, da lì partono i grandi camion con doppi fondi e vani nascosti nei quali vengono ‘caricati’ i migranti. Lo scorso anno la polizia di frontiera ha individuato 8mila persone che cercavano di entrare nel Paese con questo sistema. Secondo le associazioni umanitare che si occupano di immigrazione il numero di accessi per aeroporti, porti e frontiere terrestri riguarda dal 90 al 93 per cento del numero totale degli stranieri arrivati.

Secondo alcune stime in Italia vivono circa 500mila persone senza permesso di soggiorno. Nel 2007 gli arrivi con le ‘carrette del mare’ sono stati 20.453, mentre nel 2008 sono saliti a 36.952. Come si vede un numero molto inferiore al totale. Si tenga conto che di queste 57.405 persone quasi il 70 per cento ha ricevuto asilo, molte hanno raggiunto parenti in altri Paesi europei ed altri sono stati espulsi. Alla fne gli ‘irregolari’ sono davvero pochi.

Se è impossibile valutare con certezza quanti sono quelli entrati con Tir o mezzi simili, si calcola comunque che rappresentano il 40 per cento di tutti i migranti entrati nel nostro Paese. Così si scopre che col 10 per cento arrivato in Sicilia si raggiunge il 50 per cento. E gli altri?

Si tratta, appunto, di persone che riescono ad avere un visto turistico: cinesi, cubani, sudamericani in genere ed asiatici. Per dare solo alcune cifre indicative, l’anno scorso ad Ancona sono state scoperte 67 persone in un camion tedesco partito dalla Grecia, tutti diretti verso il Centro Europa. Un viaggio di questo tipo può costare tra i 400 ed i 1000 euro a persona. Per chi utilizza visti turistici nel 2008 sono arrivati da Cuba 300 cittadini dell’isola caraibica e ne sono ripartiti un centinaio, gli altri sono ancora in Italia o in Europa, chissà dove.

Per l’Istat al 1 gennaio di quest’anno sono 3.900.000 gli stranieri con permesso di soggiorno. Nell’ultima ‘sanatoria’ furono presentate circa 700mila domande, delle quali 70mila respinte, 130mila accolte e 500mila inevase. I famosi ‘clandestini’, insomma, che però subiscono anche la lentezza delle procedure di regolarizzazione. empre l’isituto nazionale di statistica rende noto che “la presenza straniera regolare in Italia è senza dubbio alcuno, per dimensione e dinamica, il più importante cambiamento sociale degli ultimi anni”. La componente “regolare degli immigrati si stabilizza sempre di più. Ne è segnale evidente il crescente numero di nati stranieri e, più in generale, l’aumento del numero di minori”. Insomma ‘l’emergenza’ è smentita dai dati, in ogni caso.

Tra i non ‘regolarizzati’ ci sono moltissime ‘badanti’ o lavoratori che in assenza di documenti lavorano ‘in nero’.

L’analisi del fenomeno mostra come le urla di ‘invasione’ di Lega e governo e ‘operazione Libia’ siano una colossale trovata propagandistica, che per altro ha un costo non del tutto chiaro, perchè fino ad oggi non esistono documenti pubblici che permettano di quantificare quanto costerà allo Stato il pattugliamento, quanto è stato versato al governo di Tripoli, quali sono i termini esatti di accordi commerciali siglati a margine.

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