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I giudici: “Berlusconi è un corruttore”

Autore: . Data: mercoledì, 20 maggio 2009Commenti (0)

Depositata la sentenza del processo Mills. L’avvocato inglese mentì per salvare il premier e la Fininvest. Adesso il presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi, ma non lo farà.

tribunale“Mills ha agito certamente da falso testimone per consentire a Silvio Berlusconi e a Fininvest l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati atttraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute fino a quella data”. La frase è contenuta nella sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato l’avvocato inglese a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari.

Al centro del procedimento c’era l’accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 avrebbe fatto inviare 600mila dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone e quindi con l’obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla, le informazioni su due società off-shore usate da Mediaset (MS.MI: Quotazione) per creare fondi neri.

Berlusconi, imputato anche lui nel processo, non è stato giudicato grazie al cosidetto “Lodo Alfano”, che permette l’impunità per le quattro più alte cariche dello Stato. L’Italia è ridotta ad un Paese da operetta.

Per i magistrati “il fulcro della reticenza di David Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società off shore in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti”.

L’analisi della Corte sulle responsabilità del Cavaliere non lascia spazio a nessun equivoco sulle sue responsabilità: “È risultato in questo dibattimento che la condotta di Mills era dettata appunto dalla necessità di distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all’estero, la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Pier Silvio Berlusconi”.

Sulla somma pagata a Mills in cambio del silenzio i giudici milanesi hanno scritto: “L’artificiosa, tanto opaca quanto raffinata modalità di trasferimento della somma di 600mila dollari ai conti di Mills, la ‘Roundabout Wes’ dichiarata da Mills e scoperta dalle consulenze, di per sè indicativa della illiceità della complessiva operazione, ha comportato un lungo viaggio nel tempo e negli spazi di volta in volta creati nei contenitori finanziari prima di arrivare al corrotto nel marzo 2000″.

Le agenzie hanno rilanciato la notizia intorno a mezzogiorno di ieri, ma i telegiornali di quella fascia oraria, in un primo momento hanno quasi ignorato il fatto. Naturalmente con le ore la polemica politica è cresciuta, ma la reazione così ‘controllata’ dei media televisivi mostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il ‘tasso di regime’ di questo sfortunato Paese.

Nel pomeriggio il Cavaliere ha parlato: “E’ una sentenza semplicemente scandalosa, contraria a realtà. Ho annunciato questa mattina la mia intenzione di fare un intervento in Parlamento sulla sentenza Mills e, appena avrò tempo, lo farò. In quella sede dirò finalmente quanto da tempo penso a proposito di certa magistratura”.

Sarò da vedersi se davvero deciderà di andare in Parlamento, ma comunque il suo avvocato ha categoricamente escluso che rinuncerà all’immunità.

Alla Camera il capogruppo del Pd, Antonello Soro, ha detto: “Invitiamo il presidente del Consiglio a tutelare l’onore suo e del suo Paese rinunciando alla tutela del lodo Alfano. Si presenti in tribunale e dimostri lì la sua innocenza. Quanto è successo ci spiega perchè Berlusconi ha messo il lodo Alfano al primo punto della sua azione di governo”. Per l’Italia dei valori Massimo Donadi ha aggiunto: “Oggi il Tribunale di Milano ha scritto in una sentenza che l’Italia è governata da un corruttore”.

Nel primo pomeriggio i segretari dei due partiti hanno insistito. Franceschini, del Pd, ha chiesto a Berlusconi di andare in Parlamento per dire  “io rinuncio ai privilegi del lodo Alfano e mi sottopongo a un giudizio come tutti i normali cittadini” e Di Pietro con più durezza: “Berlusconi è un corruttore giudiziario che si è fatto una legge per non farsi processare, rinunci all’immunità del Lodo Alfano o si dimetta”.

Paolo Ferrero, segretario del Prc, ha assunto una posizione più decisa: “Berlusconi si deve dimettere da presidente del Consiglio perchè è davvero indegno che possa rappresentare il nostro Paese come massima carica dell’esecutivo un politico che corrompe i giudici per il proprio tornaconto personale”.

Per l’Udc Pierferdinando Casinisi è limitato a parlare della promessa fatta dal premier di riferire in Parlamento: “È un gesto di responsabilità istituzionale importante che il Presidente del Consiglio abbia annunciato l’intenzione di riferire in Parlamento a proposito della sentenza Mills. Abbiamo criticato il premier ogni volta che ha mostrato noncuranza verso il Parlamento, ma è importante che in questo caso abbia fatto un’eccezione alla regola”.

Scontata la reazione del Pdl. La tesi del complotto è ricorrente in qualunque vicenda riguardi il Cavaliere e l’ha ribadita Giuseppe Consolo, che rispondendo alle critiche di Pd e Idv ha spiegato di provare “una profonda pena per il dibattito in corso” e poi ha aggiunto che “in spregio a qualsiasi principio costituzionale oggi, alla vigilia delle elezioni europee, si è consumato un giudizio ‘in anteprima’ da parte della giustizia spettacolo, visto che la condanna di Mills era scritta sui muri. La sinistra approfitta, non potendo fare politica, di qualsiasi accusa per gettare fango sul presidente del Consiglio”.

Consolo ha cambiato, come sempre accade in questi casi, le carte in tavola. La sentenza Mills era stata emessa il 17 febbraio di quest’anno e le motivazioni della condanna sono state depositate ieri, dopo tre mesi. Non c’è anteprima e neppure giustizia ad orologeria, ma solo i tempi tecnici usuali in questi casi.

Per la Lega, infine, ha parlato Matteo Brigandì: “Se la magistratura è indipendente, perchè ne stiamo parlando qui se non al fine di gettar fango? Allora la magistratura non è davvero tanto indipendente…”, quindi il parlamentare padano ha concluso: “Che affidamento ci può dare una sentenza emessa dal giudice Gandus, che è un magistrato militante, palesemente appartenente a un parte politica? I fatti lo dimostrano… Questo processo non vedrà mai la fine, perchè destinato a essere travolto dalla prescrizione. Per quale motivo il tribunale di Milano ha fatto questo processo che va certamente in prescrizione se non per dare mano a una sinistra che non è in grado di dire nulla politicamente e quindi gettare fango sulla parte avversaria?”.

Le argomentazioni dell’esponente leghista si commentano da sole. Dopo aver votato il ‘Lodo Alfano’ il partito di Bossi rileva che non è necessario fare i processi, perchè poi arrivano i tempi di prescrizione e quindi non c’è motivo per preseguire i reati. Tesi che mal si concilia con i continui richiami ‘alla certezza della pena’ che il Carroccio invoca tutti i giorni quando sul banco degli imputati ci sono migranti o stranieri.

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