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I deliri della Lega Nord

Autore: . Data: venerdì, 8 maggio 2009Commenti (0)

Mentre nella ‘Roma ladrona’ il ministro dell’Interno Roberto Maroni si felicita per la deportazione dei migranti, a Milano Matteo Salvini, suo collega di partito, propone l’apartheid sulla metropolitana.

apartheidIl razzismo dilaga, anche se i suoi sotenitori non hanno il coraggio di esporre apertamente le proprie opinioni. Esemplificativo è il comportamento di ieri del candidato alle europee per la Lega Nord, il deputato Salvini.

Le sue dichiarazioni: “Oggi ho scritto al presidente di Atm perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio del metrò alle donne, italiane o no, viste le centinaia di denunce di aggressioni, palpeggiamenti, insulti, apprezzamenti pesanti che le donne subiscono ogni giorno”.

Prima della ‘rettifica’ però era successo altro. In mattinata la candidata al consiglio Provinciale della Lega, Raffaella Piccinni, aveva detto: “La metropolitana fa schifo ed è sporca. Cosa ci vuole ad aggiungere un vagone per sole donne?”. La rappresentante della Lega, poi, aveva aggiunto: “Sì, anche se poi arriverà Franceschini, con il mocassino, a dire che stiamo ghettizzando. Però intanto lui gira con la scorta”.

Piccinni era del parere che così “ci sarebbe più sicurezza, non ci sarebbe quello che ti affianca e si struscia. Ho preso una volta la metropolitana e sembra l’inferno. Tutti i giorni le persone si svegliano, vanno a lavorare con la metro e sembra che debbano subire l’espiazione di una colpa come in un girone dantesco”.

Salvini a quel punto avrebbe detto “Il progetto potrebbe divenire realtà”. Scoppiato il putiferio il deputato padano a cercato di rispondere alle ‘malevole’ interpretazioni: “La mia è l’amara considerazione da parte di un utente dei mezzi pubblici. Non c’è ancora una delibera o una proposta di legge, se qualcuno vorrà proporla lo aiuteremo a farlo. Uso i mezzi a Milano da vent’anni e vista l’arroganza, la maleducazione e la violenza che regnano, così come una volta c’erano i posti riservati ai reduci, agli invalidi e alle donne incinte, avanti di questo passo fra dieci anni se non si interviene ci saranno posti o vagoni riservati ai milanesi e alle persone perbene. Se non si mette un limite all’immigrazione arriveremo a questo”.

Le associazioni logiche non sono difficili da fare ed il senso delle idee dei due leghisti non è solo un’interpetazione forzata. Carrozze per donne “italiane o no”, e le frasi “di questo passo fra dieci anni se non si interviene ci saranno posti o vagoni riservati ai milanesi e alle persone perbene. Se non si mette un limite all’immigrazione arriveremo a questo” non lasciano spazio a particolari dubbi.

Se maleducazione e strusciamenti riguardano tutti e non non sono fenomeni circoscritti agli stranieri perchè parlare di immigrazione?

Siccome le teorie dei complotti ‘di sinistra’ sono diffuse e i giornali ‘sovversivi’ seminano discredito, sarà bene citare il commento di Aldo Brandirali del Pdl, alleato della Lega: “L’unico modo per applicare la proposta del deputato (Salvini, ndr) è mettere stelle sul petto, di diversi colori, a seconda della razza”.

Scontate le critiche del centro sinistra. Franceschini del Pd, che aveva parlato di leggi razziali a proposito del ddl sulla sicurezza in discussione alla Camera, ha sostenuto: “Che non mi sbagliavo lo dimostra la proposta della Lega di riservare ai cittadini milanesi dei posti a sedere su autobus e metropolitane: qui siamo oltre la fantasia. Non c’è dubbio che il paragone con le leggi razziali è pertinente. Quando si introduce il reato di clandestinità, quando i bambini che vanno a scuola o i malati che vanno all’ospedale rischiano di essere denunciati, non si possono che evocare quelle leggi. Un conto è contrastare l’insicurezza dei cittadini, un conto è contrastare la clandestinità, un altro è schiacciare i diritti umani, facendo pagare ai bambini e ai deboli le debolezze del governo”.

Peccato che anche il segretario del Partito democratico non si accorga di essere anche lui fuori strada. L’esponente ‘antirazzista’ cita “l’insicurezza dei cittadini” e si preoccupa di “contrastare la clandesitinità”.

Come è noto i reati sono in diminuzione e l’allarme sicurezza è stata una delle innumerevoli operazioni del centro-destra per agitare paure e raccogliere voti. A quella campagna si è collegata la spinta razzista, perchè partendo da dati ‘pettinati’ si è poi trovato negli stranieri il capo espiatorio.

La “candestinità” citata da Franceschini è il risultato di una serie di leggi e provvedimenti che rendono difficilissima la regolarizzazione dei lavoratori stranieri. Inoltre la situazione economica a Sud del mondo è in costante peggioramento, mentre guerre e conflitti devastano l’Africa con la complicità delle grandi potenze mondiali. Infine in Italia, a differenza di altri Paesi europei, non è stata costruita nessuna rete di assistenza per gli immigrati ed i profughi politici.

Fame, guerra e povertà spingono inevitabilmente alla fuga verso aree più ricche. Le responsabilità dell’Occidente per questo squilibrio sono note e nulla si sta facendo per rimuovere le cause del femomeno migratorio.

Ieri, nella stessa giornata, si è assitito alla deportazione in Libia di 227 persone, al suicidio di una donna tunisina detenuta in un Centro di identificazione ed espulsione ed alla richiesta di ‘vagoni speciali’. Mentre l’opinione pubblica sembra non curarsi del probema c’è da chiedersi che succederà domani.

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