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Gianfranco Fini, il sovversivo

Autore: . Data: martedì, 5 maggio 2009Commenti (1)

Il presidente della Camera ha attaccato  la politica del governo in materia di diritti civili ed immigrazione. Il confronto con Berlusconi  e Lega ormai è durissimo.

berlusconi_finiIn una lettera inviata il 30 aprile a Roberto Maroni, ministro dell’Interno, Fini ha posto la questione della tutela del diritto all’istruzione, attualmente garantito ai minori stranieri indipendentemente dalla regolarità del soggiorno dei genitori e che, coi nuovi provvedimenti previsti dalla legge sulla sicurezza in discussione, verrà abolito.

Il Presidente ha scritto di ritenere che il nuovo disegno di legge potrebbe porre dei problemi di costituzionalità nella parte in cui impedisce di fatto ai figli di immigrati clandestini l’iscrizione alla scuola dell’obbligo.

Riferendosi al possibile impedimento all’istruzione, l’ex segretario di An ha spiegato a Maroni che “fa sorgere, soprattutto a livello applicativo, un problema di compatibilità rispetto a quanto previsto dall’articolo 38 del decreto legislativo n.286 del 1998 e dall’articolo 45 del Dpr n.394 del 1999. Un solo esempio delle conseguenze che ne deriverebbero: ai minori stranieri presenti sul territorio nazionale – ha avvertito  fini – sarebbe negata l’iscrizione alla scuola dell’obbligo e il conseguente diritto all’istruzione che è attualmente tutelato, indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani”.

“A prescindere dal giudizio su tale eventualità (a mio avviso negativo) che appartiene al dibattito politico, ti faccio presente – ha continuato il presidente della Camera – che si porrebbero problemi di costituzionalità e che da un attento esame della principale legislazione europea (Francia, Inghilterra, Spagna, Germania) in materia di istruzione degli stranieri, non si evince alcuna normativa volta a discriminare l’esercizio del diritto allo studio da parte dei minori stranieri». «La situazione che ti ho esposto, potrebbe essere evitata qualora la disposizione che intende novellare la norma contenuta nel decreto legislativo n.286 del 1998 fosse prevista -conclude Fini- in aggiunta alle eccezioni già contemplate dalla disciplina vigente”.

Con piglio deciso Fini ha evidenziato: “In riferimento all’articolo 45, comma 1, lettera f) del disegno di legge in materia di sicurezza pubblica, ora all’esame della Camera dei deputati, ti faccio presente che la disposizione, se da un lato consente agli stranieri, anche se privi di permesso di soggiorno, di accedere alle prestazioni sanitarie di cui all’articolo 35 del testo unico sull’immigrazione, dall’altro pone a questi ultimi dei limiti in ordine all’accesso a ‘pubblici servizi’, anche nel caso in cui i medesimi servizi rivestano carattere essenziale. La disposizione in questione, infatti, subordinando la fruizione di ‘pubblici servizi’ alla presentazione dei ‘documenti inerenti al soggiorno’ presso gli uffici della nostra pubblica amministrazione, impedisce che di questi servizi possano godere gli stranieri privi dei predetti documenti”.

L’intera tesi ‘ideologica’ di Maroni e governo è stata smontata da Fini, perchè la politica elaborata dal ministro leghista tende a costruire deu categorie di cittadini, quelli italiani e gli altri.

Sempre ieri Fini ha parlato agli studenti di San Donà: “Da una nazione di emigrati, anche veneti e non solo siciliani o calabresi, verso la Germania o l’America abbiamo ora il problema opposto: inserire i lavoratori che arrivano da altri Paesi, sull’Europa preme una moltitudine di gente che vede del vicino Occidente una sorta di eldorado. Il loro numero è mille volte superiore a quello che la nostra società può assorbire – ha proseguito – di fronte all’esodo chi si proclama razzista va ‘internato’, esiste anche una xenofobia che nasce dalla paura, ma la verità è che non possiamo accogliere tutti quelli che lo chiedono”.

Il presidente è stato autore dell’attuale legge, detta Bossi-Fini, già fortmente ‘punitiva’ nei confronti dell’iimigrazione. Fini ha  ricordato che oggi “viene in Italia chi il contratto c’è l’ha già, o chi chiede asilo politico, chi è rifugiato, ma ci sono anche tanti immigrati che lavorano in nero”.

Poi il presidente della Camera ha posto ai ragazzi una domanda: “La colpa è del Veneto cattolico, del professionista che li sfrutta, del datore del lavoro che non li mette in regola?”.

Per Fini non ci sono dubbi: “Bisogna sconfiggere il lavoro nero, così il lavoratore ha il suo permesso di soggiorno”.

Tornando al disegno di legge sulla sicurezza, il nuovo ‘sovversivo’ del centro-destra ha affermato a San Donà: “Dobbiamo evitare la scimitarra, la tentazione ideologica, la propaganda da una parte e dall’altra perchè siamo di fronte a tempi molto complessi”.

“La legalità – ha insistito Fini – non è non dare riconoscimento a un bambino se il genitore non ha il permesso di soggiorno. Il cittadino interfacciandosi con l’amministrazione pubblica deve presentare dei documenti, ma se si tratta di stranieri ci vuole il permesso di soggiorno e se è clandestino questo permesso non ce l’ha. Se la norma è interpretata in un certo modo – ha proseguito – potremmo arrivare all’estremo che un bambino non possa accedere alla scuola dell’obbligo, non possa cominciare a leggere e a scrivere se il genitore non ha il permesso di soggiorno”.

Il presidente della Camera ha ricordato che già nella legge in vigore e scritta anche da lui e di certo permissiva, è previsto che “alla partoriente clandestina venga rilasciato per sei mesi il permesso di soggiorno. Non ci saranno bambini apolidi – ha assicurato – il limite da tener presente è il rispetto della persona umana e tutti i principi che sono contenuti nella prima parte della nostra Costituzione”.

Le posizioni di Fini sono ormai marcatamente in controtendenza rispetto alle linee generali del centro-destra e del governo.

Il tentativo di mostrare il volto moderno di una destra democratica, tuttavia, non sembra influire nelle decisioni di Maroni e Berlusconi e il ministro degli Interni ritiene possibile il voto di fiducia nel caso qualcuno voglia ‘emendare’ la sua legge.

Si annuncia allora un nuovo fronte di conflitto col Cavaliere, dopo quello sulle liste elettorali che ha portato alla fine del matrimonio del premier.

Le dichiarazioni critiche della moglie del Cavaliere, Miriam Bartolini, deve essere sottolineato, erano legate ad un articolo pubblicato sulla rivista on line della fondazione FareFuturo, che è una emanazione del Presidente della Camera.

Che sia lui il ‘grande vecchio’ a capo segreto del “complotto di sinistra” immaginato dall’uomo di Arcore?

Difficle credersi anche se l’opposizione avrebbe bisogno di un po’ dell’energia che non sembra mancare a Giancarlo Fini, perchè al momento sembra agonizzante.

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Commenti (1) »

  • ANDRICH ha detto:

    è chiaro che Fini ha dimostrato una buona dose di presunzione e soffre di protagonismo, dovrebbe smettere di parlere di cose che sembra non abbia molto chiare in quanto non le vive sulla sua pelle: economia, emigrazione ecc.(demagogia). Dovrebbe anche vergognarsi perchè con il suo comportamento sta tradendo chi lo ha votato, non lo ritengo una persona chiara sembra pieno di sè e di livore, non appare per nulla leale con gli elettori, per me nom esiste più !

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