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Fini e l’equivoco a sinistra

Autore: . Data: sabato, 9 maggio 2009Commenti (0)

Da alcune settimane il presidente della Camera critica alcune decisioni del governo Berlusconi. La cosa ha prodotto nei suoi confronti una certa simpatia da sinistra. Ma come stanno le cose?

Gianfranco FiniDopo la proposta avanzata da Salvini della Lega di riservare alcune carrozze alle donne sulla metropolitana di Milano, perchè gli immigrati sarebbero ‘maleducati’, Gianfranco Fini ha detto: “Basta leggere la Costituzione, una proposta come quella che è stata fatta è offensiva della Costituzione e della dignità delle persone”.

Si tratta di una constatazione ovvia, eppure è stata salutata con soddifazione da chi si oppone al razzismo ed alla politica di apartheid del ministro Maroni e dell’esecutivo di centro destra.

Più importante e preoccupante, però, è stata un’altra dichiarazione del presidente della Camera. Riferendosi alla deportazione dei 227 migranti avvenuta mercoledì scorso Fini ha detto: “Capisco l’Onu, ma il respingimento dei clandestini non è in contrasto con il diritto fondamentale dell’uomo. Certo la questione è complicata e il punto difficile è che il respingimento non sempre rende possibile la verifica di chi ha il diritto ad avanzare la richiesta dell’asilo politico”.

L’ex segretario di An sbaglia e dovrebbe saperlo. Non è possibile, anzi è impedito dagli accordi internazionali, proibire ad un cittadino straniero, quale che sia la sua provenienza, di chiedere asilo politico in Italia. Non consentendo ai profughi neppure di avanzare la richiesta, ma trasportandoli in modo coatto in un Paese terzo, si violano alcune norme e di applica la deportazione.

António Guterres, alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati, sulla deportazione dei migranti ha ricordato al governo italiano: “La Libia non ha aderito alla convenzione sui rifugiati e non dispone di un sistema nazionale d’asilo efficiente. Questo incidente mostra un radicale mutamento nelle politiche migratorie del governo italiano e rappresenta fonte di grave preoccupazione. L’Unhcr esprime profondo rammarico per la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato lo svolgersi di questo episodio”.

Fini è un uomo di destra. Ha fatto coraggiose scelte democratiche, è una figura istituzionale della Repubblica, ma in nessun modo si è allontanato dal proprio campo e la legge durissima che ha regolato l’immigrazione in Italia è stata firmata da lui con Bossi.

Durante una videochat sul sito della Camera, rispondendo ad un cittadino che rilevava adesso si trovi nell”imbarazzante (per lui) situazione di raccogliere le simpatie dell’elettorato di sinistra, Fini ha affermato: “Credo che un uomo politico che ha responsabilità istituzionali non debba preoccuparsi di simpatia o antipatia nè degli elettori di centro, di destra o di sinistra, ma si deve preoccupare di rispettare scrupolosamente il mandato cui si è chiamati ad adempiere”.

Sgombrato il campo da fraintendimenti, appare più preoccupante la situazione a sinistra. Ormai una parte del Pd sembra fatalmente attratto da alcune posizioni della destra.

Ieri Piero Fassino, ex comunista, ex segretario dei Ds ed oggi dirigente del Pd, durante la trasmissione ‘Parliamo con l’Elefante’, condotta da Giuliano Ferrara su Radio 24,
commentando la decisione di deportare i migranti ha detto: “Il respingimento alle frontiere è un’azione legittima di contrasto dell’immigrazione clandestina previsto da tutti i documenti dell’Unione Europea e dagli accordi internazionali, praticato anche durante il governo di centro sinistra”.

Fassino, oltre a negare l’essenza dell’articolo 14 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (che forse non la conosce) è all’oscuro delle norme previste per la richiesta di asilo. Infatti ha aggiunto senza neppure riflettere su quello che stava dicendo: “Il tema è delicato. Quando il respingimento avviene in mare perchè il diritto internazionale prevede il soccorso di chi è in difficoltà e non è sempre facile individuare da dove le imbarcazioni sono partite”.

Qui l’esponente del Pd ha mostrato di non conoscere l’argomento e di essere ormai assimilabile alla cutura della destra. Per quanto riguarda i naufraghi, migranti o meno, il luogo di partenza non c’entra nulla. Nel caso dei 227 deportati, i migranti sono stato soccorsi da navi militari italiane e quindi sono stati sul teritorio italiano.

Ai sensi dell’art. 4 comma 2 c.p. le navi militari e dello Stato sono sempre da considerarsi territorio nazionale. I migranti sono saliti su unità militari,  le motovedette  ‘Gf 106′ e  ‘Cpp 282.  Aver omesso di identificarli e di chiedere loro chi volesse ottenere asilo politico è la violazione non solo di generici ‘diritto umani’, ma anche di un certo numero di trattati.

Il governo italiano ha violato la Convenzione ONU relativa allo status dei rifugiati (Ginevra, 1951), la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Roma, 1950),  Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti (New York, 1984) e il Regolamento “Dublino II” (CE n. 343/2003) che garantisce ad ogni richiedente l’esame del suo caso.

I problemi che l’immigrazione può podurre non autorizzano il governo a violare le norme internazionali e la stessa legislazione italiana. Fassino, inoltre, completamente all’oscuro del significato dei diritti civili, ha aggiunto nello stesso prgramma di Radio 24 che anche se bisognerebbe identificare tutti gli emigranti e distinguere quelli che hanno diritto a chiedere l’asilo politico, nella pratica la procedura è “molto complessa e molto difficile da gestire”.

Insomma, secondo l’esponente del Pd, la legge si applica quando farlo non comporta complicazioni. La lotteria per il premio ‘razzista special’ è aperta.

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