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C’è la crisi? Apriamo casinò

Autore: . Data: martedì, 19 maggio 2009Commenti (0)

Migliaia di disoccupati, il Pil che crolla, stipendi tra i più bassi d’europa, ma Berlusconi ha un impegno: riaprire la cada da gioco di Taormina.

casinoIl casinò di Taormina potrebbe presto riaprire i battenti. Nel suo ‘blitz’ di sabato scorso nella città del Tauro, il premier Berlusconi ha rassicurato il consigliere comunale che gli chiedeva quando la casa da gioco fondata dal nobile palermitano Domenico Guarnaschelli e rimasta attiva dal 1961 al 1965 avrebbe potuto riaprire i cancelli: “Ci stiamo battendo per questo, tornerò qui con il ministro Brambilla”, ha promesso il presidente del Consiglio.

Nel luglio del 2008, a poche settimane dall’insediamento del centro destra, il Parlamento ha approvato un ordine del giorno che impegnava il governo ad adoperarsi per la riapertura della storica casa da gioco siciliana.

Ora, dopo le parole del premier, i tempi di attesa potrebbero abbreviarsi. E mentre Taormina aspetta di poter riaprire il casinò che fu meta dei divi di Hollywood nei primi anni sessanta, in Parlamento attendono di intraprendere il proprio iter legislativo le proposte di legge per l’apertura di 9 case da gioco, che andrebbero ad aggiungersi alle quattro già esistenti di Venezia, Sanremo, Campione e Saint Vincent.

La stravaganza del progetto, motivato dall’idea che il gioco d’azzardo sviluppi il turismo è bipartisan. L’attivismo dei parlamentari, scarso in altri e ben più seri campi, ha  prodotto un gran numero di proposte di legge: 6 del Pdl, due dal Mpa e dalla Lega, una dal Pd e una dall’Udc per l’apertura di casinò in mezza Italia, dal piemonte al Veneto, dal Lazio alla Toscana, dalla Puglia alla Sicilia.

Rien va plus, les jeux sont faits.

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