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Uno violenza sessuale senza importanza

Autore: . Data: mercoledì, 29 aprile 2009Commenti (0)

Se si fosse trattato di un cittadino straniero i media avrebbero urlato e mandato inviati, invece a violare una bimba di nove anni a Roma e stato un italiano e il fatto non interessa nessuno. Come la crisi che avanza.

bambinoLa notizia è orribile, di quelle che non si vorrebbero mai dare. La polizia ha arrestato un uomo italiano di cinquant’anni per una violenza sessuale commessa ai danni di una bambina. Secondo un lancio di agenzia l’indagato “era stato incaricato dalla madre della bambina di prendersi cura della piccola per alcune ore durante la sua assenza. L’uomo, approfittando della situazione, con la scusa di fare un gioco avrebbe molestato la bambina sessualmente. Come spiega la polizia, la vittima ha ricostruito con drammatica precisione l’abuso subito, nel corso di un’audizione protetta che si è svolta presso la Sala Calipari della Squadra Mobile di Roma, assistita da personale specializzato. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli”.

Il fatto è grave, ma fa riflettere l’atteggiamento di giornali, telegiornali e mondo politico. Se il responsabile del terribile reato fosse stato rumeno o africano, islamico o romanì, l’intero mondo dell’informazione l’avrebbe afferrato al volo e ci avrebbe costruito sopra una serie infinita di reportage. I politici, probabilmente, avrebbero organizzato conferenze stampa e rilanciato la questione ‘sicurezza’, chiedendo pugno di ferro, inasprimento delle pene, provvedimenti più duri di controllo dell’immigrazione.

Gli articoli sarebbero stati pieni di parole standard:  ‘orco’, ‘barbabablu’, ‘mostro’, ‘belva’, ‘immigrato clandestino’. Invece quasi nulla, l’agenzia è stata ripresa e messa nelle ‘minime’, così come l’ha compilata il redattore, senza una parola in meno, senza una parola in più.

I lettori ed i telespettatori sono anche elettori e sembra non se ne rendano conto. L’influenza dell’informazione condiziona pesantemente le scelte dei cittadini ed il risalto che viene dato ad un fatto di cronaca è facilmente in grado di costruire una percezione della realtà del tutto diferente dalla realtà stessa.

In questi casi, inoltre, rimane senza giustizia anche la vittima e finisce con l’essere discriminata, perchè una bambina violata da un’italiano e la sua famiglia hanno meno diritti di quelli previsti per chi subisce una analoga tragedia nella quale il colpevole dell’abuso è straniero.

Nessun sindaco andrà ad offire solidarietà, nessun organo istituzionale si prenderà cura con maggior scrupolo della piccina, nessuno psicologo infantile di grido vorrà dedicarsi al difficile lavoro di recupero della bimba.

La ‘cronaca nera’ riempie con la ‘rosa’ i palinsesti Tv. Rapine, omicidi, stupri e veline, fidanzamenti, tradimenti e foto scandalistiche. Un articolo di un giornale autorevole sulla crisi che sta divorando decine di migliaia di posti di lavoro è di certo meno letto di un altro nel quale si descrive l’ultima vacanza fuori stagione tra una velina senza alcuna qualità ed il concorrente di qualche reality che non sa neppure chi è Topolino.

Un esempio. Le aziende metalmeccaniche, artigiane e industriali in crisi nella sola provincia di Bergamo sono 400. Otre 22mila lavoratori sono in cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in mobilità ed erano solo 6mila a novembre dello scorso anno. Chi lo sa?

Nei guai ci sono produtori importanti, come Brembo, Tenaris, Fonderie Mazzucconi, Gildemeister, N&C global, Promatech. Non si prevede che la situazione migliori e secondo dati resi noti da Fiom Cgil “con l’eccezione del settore elettromeccanico, che non ha ancora utilizzato gli ammortizzatori, è in crisi evidente. Solo a marzo i lavoratori del settore, cassintegrati o in mobilità, erano poco piu di 17mila, e per di piu con l’esclusione delle casse in deroga (sopratutto piccole imprese sotto i 15 dipendenti nda) e dei lavoratori precari”.

Ed anche se la reatà è questa, il ministro Brunetta rilascia dichiarazioni ‘fantasiose’ : “Noi vediamo la crisi, dal punto di vista macroeconomico, dei numeri del Pil e della produzione, dal punto di vista dei sei o dei dodici mesi precedenti. A ottobre non vedevamo la crisi, perchè ci basavamo sui dati dei semestri precedenti. Adesso vediamo, sfasata, una crisi che probabilmente è già passata”.

Cosa sarebbe importante fare, allora? Provvedimenti sulla sicurezza o combattere la crisi? I primi, però, fanno parlare molto, non risolvono nulla, ma distraggono e portano voti, i secondi prevedono competenze, investimenti e strategie.

E non fa nulla che le vittime, stranieri, bambini o cassintegrati siano usati senza rispetto alcuno. Un voto è un voto e ben vale una sceneggiata.

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