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Recessione? Parliamo di sicurezza

Autore: . Data: mercoledì, 29 aprile 2009Commenti (0)

La situazione economica peggiora, la crisi produce cassintegrati e la cessazione dei contratti per i precari. Il governo non ha alcuna politica di contrasto, ma insiste con l’offensiva contro i migranti.

lustrascarpeIl bilancio dei primi mesi della recessione è “decisamente peggiore rispetto alle attese” per l’Italia, cosi come accade per gli altri paesi dell’area euro: a lanciare l’allarme è il Ref (Ricerche per l’economa e finanza), secondo il quale nel 2009 il Pil calerà del 4 per cento, con una caduta dell’11 per cento per l’industria.

Nell’aggiornamento delle previsioni economiche, l’istituto di ricerca stima inoltre che il prodotto interno lordo italiano scenderà dello 0,5 per cento il prossimo anno. La crisi nel corso dell’intero biennio di previsione porterà ad una caduta della domanda di lavoro del 5 per cento.

In termini di persone occupate andranno persi 700mila posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione salirà a quasi il 9 per cento entro il 2010, anno in cui il deficit pubblico si porterà al 5.

In generale il Ref sostiene che il semestre alle nostre spalle rappresenta la fase di più intensa contrazione dei mercati finanziari e dell’economia reale del dopoguerra.

“Il minimo ciclico pare essere stato toccato, ma i segnali di recupero sono ancora molto blandi. Una graduale ripresa – secondo il Ref – è probabile nella seconda parte dell’anno, guidata dall’orientamento espansivo delle politiche fiscali, ma non rappresenta il superamento degli squilibri di fondo alla base della crisi. Le perdite nei bilanci bancari militeranno il trend di espansione della domanda ancora a lungo”. Per l’istituto di ricerca nel 2009 il Pil mondiale cadrà dell’1,5 per cento e il commercio mondiale dell’11,5. La contrazione del Pil sarà intorno al 3 per cento negli Usa e nell’area euro, ma arriverà a sfiorare il 7 in Giappone.

E il governo italiano che pensa? Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha un pensiero tutto suo: “Noi vediamo la crisi, dal punto di vista macroeconomico, dei numeri del Pil e della produzione, dal punto di vista dei sei o dei dodici mesi precedenti. A ottobre non vedevamo la crisi, perchè ci basavamo sui dati dei semestri precedenti. Adesso vediamo, sfasata, una crisi che probabilmente è già passata”.

Il ‘castiga-fannulloni’ è poco interessato ai dati: “In questo momento ogni previsione è molto aleatoria, perchè il grado di oscillazione è molto alto, ma io, rispetto alla situazione italiana ho un’altra percezione, molto pragmatica: al Salone del Mobile di Milano ho visto un enorme afflusso di visitatori, di compratori, soprattutto dall’estero. I dirigenti della Fiera mi hanno detto che hanno dovuto lasciar fuori il 20 per cento dei venditori. Ovvio, il Salone del Mobile è un piccolo segmento, ma è legato ai beni di consumo durevoli, che hanno una gittata lunga. E questo mi ha dato una sensazione di positività. Inoltre in Italia paradossalmente oggi c’è un effetto ricchezza. Sono in sofferenza 500 mila persone, questo è noto. Ma non sono in sofferenza, anzi hanno un avuto un aumento del potere d’acquisto, i lavoratori dipendenti, che sono 14 milioni”. Brunetta va ‘a naso’, immagina e dichiara, ma di misure concrete non si ha notizia.

La situazione è difficile e le risorse da impiegare minime, a causa di un bilancio pubblico all’osso. In questo scenario il governo invece di studiare soluzioni pensa a nutrire la ‘paura stranieri’ e prosegue nella sua poltica di segregazione e spot propagandistici.

Con una dichiarazione  in contrasto persino nei toni con il suo ex leader, Gianfranco Fini, il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha detto ieri: “Siamo decisi ad allungare i tempi di trattenimento nei centri per i clandestini ed a coinvolgere dei volontari, carabinieri o ex appartenenti alle forze dell’ordine, per il controllo del territorio. Più sicurezza è la priorità di tutto il centrodestra”.

A Gasparri sfugge la compressità del fenomeno migratorio, probabilmente in via di crescita ulteriore, perchè la crisi che investe i Paesi sviluppati colpisce con ancor maggior violenza il Sud del mondo, inducendo ancora più persone a fuggire dalla fame e dalla miseria. Un esodo di queste dimensioni richiede programmi internazionali di sostegno per i Paesi più deboli, non si risolve certo con le espulsioni e le prove di forza.

Il parlamentare di centro destra, quindi, ha aggiunto: “C’è coesione nella maggioranza su tutti i principali temi, dalla sicurezza dove si marcia speditamente, alla necessità di riformare gli enti locali, a far partire il piano per il nucleare. Una tappa importante di questo percorso sarà l’approvazione del federalismo fiscale, a conferma che dalla riforma delle istituzioni, al contrasto alla criminalità, a tutti i temi della riforma economica stiamo attuando il programma che hanno votato gli elettori”.

La propaganda per il centor-destra è più importante della verità. Su tutti questi temi nulla è definite e non solo nel governo, ma anche per l’opposizione. Il punto più sensibile, quello della riforma della Costituzione, infine, tocca un nodo cruciale, perchè il procedere senza coinvolgere il centro sinistra vorrebbe dire spaccare il Paese in due. Tuttavia, le scelte di Berlusconi non tengono conto di questo rischio. Il Cavaliere vuol raggiungere un obiettivo preciso: vincere le elezioni europee con largo margine e procedere ad una riforma dai contenuti centralizzatori ed autoritari con la quale svuotare il ruolo del Parlamento per rafforzare quello del governo e quindi la sua egemonia personale.

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