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Italia: un regime alle porte

Autore: . Data: lunedì, 27 aprile 2009Commenti (0)

Il grande gioco di Berlusconi, la fondazione dell’Italia spa di cui si sente gà l’amministratore unico, continua a non essere compreso nè da chi nel centro destra ha ancora residui sentimenti liberali, nè dal centro sinistra, che ormai vaga sul ring come un pugile suonato.

libertaIeri, ormai sentendosi liberi di dichiarare tutto ed il contrario di tutto, Franceschini e Berlsuconi hanno rappresentato l’ulteriore capitolo della farsa ‘disinformazione quotidiana’.

Il segretario del Pd ha chiesto al Pdr di ritirare un disegno di legge che se approvato metterebbe sullo stesso piano i partigiani e i criminali della Repubblica di Salò. Il Cavaliere ha subito risposto: “Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge che sarà certamente ritirato”.

Siccome anche le ‘inesattezze’ richiedono attenzione a rompere il vaso ci hanno pensato il capogruppo e il vice capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto e Italo Bocchino. Secondo i due responsabili del gruppo del Pdl ognuno dei parlamentari membri fa un po’ quello che vuole e propone come gli pare, senza avvertire nessuno. Cicchitto e Bocchino hanno detto: “Il governo Berlusconi non c’entra niente con questa proposta di legge e neanche il gruppo parlamentare del PdL perché essa, infatti, è una tipica iniziativa parlamentare individuale. Presentata dall’on. Barani nel mese di luglio del 2008, essa nasce come iniziativa bipartisan, tant’è che registrò la firma di una serie di parlamentari, non solo del PdL ma anche del PD come gli onorevoli Corsini, Fogliardi e Narducci, che poi hanno ritirato la firma il mese scorso”.

Insomma, anche alcuni parlamentari del Pd erano della partita, nessuno ne sapeva nulla, ma era una proposta ‘condivisa’ da rappresentanti sia della maggiornanza che dell’opposizione.

Grazie a questa confusione, nei prossimi due mesi continuerà, con molte probabilità, la marcia trionfale del Cavaliere verso le elezioni europee, il traguardo scelto per mostrare con risultati plebiscitari la volontà degli italiani a procedere sulla strada della riforma costituzionale e affermare senza fraintendimenti la supremazia del ‘pensiero unico di Arcore’.

Francescini, consigliato da qualche nuono ‘guru de noiartri’ ha affermato: “Saranno gli italiani a deludere Berlusconi alle prossime elezioni europee”. Il segretario stava rispondendo alle domande dei cronisti sulla volontà del premier di puntare anche all’elettorato di centrosinistra. Franceschini è stato molto netto: ”Berlusconi non punta al 51 per cento, ma al 95 – ha rifetiro sorridendo – ma saranno gli italiani a dargli una delusione”. Ovivamente non sarà così ed è prevedibile anche senza essere veggenti.

Il giorno della Liberazione il discorso fatto dal presidente del Consiglio è stato chiaro quando ha detto “viva la festa di tutti gli italiani, festa che deve diventare di libertà”. La mutazione genetica è già impostata. Sempre nella stessa occasione ha aggiunto: “Compito di tutti è costruire finalmente un sentimento nazionale unitario. Dobbiamo farlo tutti insieme a prescindere dalle appartenenze politiche per un nuovo inizio della democrazia repubblicana che porti il bene e l’interesse di tutti”.

La nuova era è in arrivo, dopo 64 anni considerati negativi e nei quali non si sarebbe costruito un sentimento nazionale. La conoscenza della storia non è uno dei punti forti di Berlusconi, ma ancor meno il Cavaliere tollera le differenze di pensiero politico, il dissenso, la critica.

Nella sua ‘innocenza’ il senatore Gasparri ha voluto spiegare a modo suo le parole del Capo supremo: “Da Berlusconi parole chiare e di rilevanza storica. Il presidente del Consiglio si è confermato garante di valori condivisi e di impegno costante contro ogni tentazione totalitaria. Speriamo che anche da sinistra vengano analoghe affermazioni a tutela della libertà e della democrazia. Grazie a Berlusconi per i toni sobri e il contributo decisivo alla libertà degli italiani”.

Gasparri da ragazzo era troppo impegnato a guardare le foto di Mussolini per sapere che la Costituzione del 22 dicembre 1947 fu firmata dal presidente dell’Assemblea costituente, Umberto Terracini del Partito comunista italiano, dal presidente della Repubblica, Enrico de Nicola, liberale con simpatie monarchiche e da Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio e democristiano. Il suo Msi sarebbe stato per anni considerato ‘fuori dall’arco costituzionale’, quando ancora il senso della realtà albergava nel Palazzo.

Le ‘tendenze totalitarie della sinistra’ sono il perno dell’operazione di riscrittura della storia, grazie alla quale ridefinire la genesi della Repubblica. E’ abitudine di tutti i regimi ‘adattare’ i ricordi, ridefinire i ruoli, rinominare gli eroi e buttar via le statue per metterne di nuove. Chi immagina in Germania un leader che vuole ‘riappacificarsi’ coi nazisti?

Da qui a giugno la dimensione dei rischi dovrebbe far riflettere con cura i progressisiti e dopo con un successo elettorale di grandi dimensioni per il Pdl sarà impossibile per loro risalire la china. L’informazione ed i modelli, in particolare quelli diffusi e popolare, sono nelle mani di un gruppo di prestigiatori che hanno reso il chiacchiericcio televisivo l’unico oggetto reale di attenzione dei cittadini. La vedita dei giornali è in calo, le informazioni che circolano sono spesso falsificate, in moltissimi si riconoscono più in un programma falsamente ‘anticonformista’ come Striscia la notizia, che nei Tg, rigidamente lottizzati e controllati da Berlusconi (si sganciano solo un po’ il Tg del ‘la7′ e quello di Raitre).

Le liste elettorali proposte dal Pd, dall’Italia dei valori, dalle altre due formazioni di sinistra sono deboli, non riescono a pescare nella pancia del Paese, e mostrano l’autoreferenzialità (che orribile parola) di gruppi di comando asserragliati in un fortino, ma senza neppure essere circondati dal nemico. Quello ha già aggirato l’ostacolo ed è sulla via per conquistare la fortezza.

Fino a che non si realizzerà un fronte composito ed eterogeneo delle forze sane del Paese, delle associazioni, del sindacalismo, del mondo della cultura, delle arti e della scuola la speranza di uscire dal tunnel sono inesistenti.

Invece assisteremo ad una campagna elettorale nella quale le forze all’opposizione si sbraneranno tra loro e nel caso della sinistra marxista, con grandissima probabilità di non raggiungere il quorum e scomparire.

Un futuro oscuro potrebbe arrivare, proveniendo da questo ambiguo presente.

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