cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

I giorni bui di un dopo terremoto

Autore: . Data: lunedì, 20 aprile 2009Commenti (1)

Le elezioni europee si avvicinano ed i partiti politici si occupano di liste e candidati. L’attenzione dei media è tutta per le manovre di Palazzo, mentre nel Paese la situazione è sempre più grave.

potereIl terremoto abruzzese è diventanto un megaspot bipartisan, grazie al quale governo ed opposizione si contendono il premio per chi appare più attento, bravo e scrupoloso.  A casa del presidente del Consiglio, sostengono i soliti ben informati, per la seconda volta in pochi giorni, un plotone di gerarchi del centro destra avrebbe deciso chi dovrà andare a dirigere le reti ed i telegiornali della Rai. Il Cavaliere smentisce, ma comunque il valzer delle poltrone è cominciato.

E siccome si è ‘esagerato’  con l’emergenza stranieri, ma la paura giova e porta voti, in molti si preparano al nuovo tema: ‘L’omicidio gratuito’.  Dopo lo ‘sciacallaggio’ inventato d’Abruzzo, ecco le inchieste sui ‘bruti d’emblée’. La Repubblica: “La mattanza a Posillipo, il gioielliere malmenato, coltellate per un posteggio. Il crimine più illogico e brutale sembra dilagare nella quotidianità. Un fenomeno che riguarda un crescente disagio sociale, e non solo tra gli stranieri”. Il Corriere della Sera on line: “Parla l’orefice: io, un buono costretto a sparare. L’orefice che ha ferito il rapinatore difeso da tutto il paese: “Sta meglio? Sono sollevato”. Milano, culturista uccide la moglie a coltellate e si costituisce. Arancia meccanica in villa, rapine e pestaggi ad Asiago e Torino”.

Nel frattempo la cattiva informazione minimizza fatti importanti. Berlusconi ha detto: “Ho letto anch’io questa cosa, ne ho parlato con Bertolaso e mi ha fatto vedere che la Protezione civile riceve ogni giorno decine di telegrammi di tanti Comuni che chiedono l’emergenza per una cosa o un’altra. Ma l’emergenza si dichiara solo dopo l’accadimento. Il terremoto è avvenuto alle 3.32 di notte e noi alle 11 del mattino dello stesso giorno abbiamo dichiarato lo stato di emergenza”. “Non era successa prima una cosa tale che poteva portare a dichiarare lo stato di emergenza – ha aggiunto Berlusconi – c’erano stati dei danni che comportavano interventi economici per metterli a posto, ma questo non aveva nulla a che vedere con quanto successo dopo. Più volte è stato dimostrato che non c’è la possibilità scientifica di prevedere i terremoti”. “Tra l’altro il Governo prima della data del telegramma, di cui non ho avuto notizia perchè non posso conoscere tutto quello che arriva ogni giorno ha riunito la Commissione grandi rischi e ha avuto una sessione lunga, finita con un verbale dove si dichiarava che non c’era alcuna possibilità scientifica di prevedere il sisma”.

A cosa si riferiva il Grande comunicatore?  Ad un telegramma che era stato inviato alcuni giorni prima del sisma alla Protezione civile, al prefetto e al Governo dal Comune dell’Aquila  e nel quale si chiedeva lo stato di emergenza per le aree sottoposte da mesi a movimenti tellurici. Insomma, non solo si è ignorata la richiesta di aiuto, ma secondo il premier prima debbono avvenire le catastrofi, poi si interviene.

Non pago Berluconi ha esternato anche sulle inchieste che la magistratura ha avviato per individuare eventuali responsabilità nei crolli: “Per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono accadute”. Perchè se qualcuno avesse rubato, risparmiando sui materiali, sbagliando i calcoli del cemento armato o truffando, a ‘cose fatte’ si tratta del ‘passato’. Ma il cavaliere non si è limitato a questo: “Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno, ma per favore non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste”.

Infine due battute finali: “Quando ci sono questi eventi c’è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio dna”.  “Mio padre mi diceva che se qualcuno nasce con il piacere di fare del male ha tre scelte: può fare il delinquente, il pm o il dentista. I dentisti però si sono emancipati e adesso esiste l’anestesia”.

Un clima da basso impero ha avvolto un’Italia nella quale i temi del lavoro, delle garanzie sociali, del diritti sono scomparsi e il presidente del Consiglio, nonostante dichiari cose inamissibili, cresce nei consensi.

I prezzi sono alti, le bollette rendono quasi impossibile la vita a milioni di cittadini, i comuni rincorrono gli automobilisti a colpi di multe per far cassa, gli stipendi e le pensioni sono per molti insufficienti, ma queste cose non interessano.

Per i media è più importante cercare il nome del prossimo vicedirettore generale della Rai, o realizzare approfondimenti sul giorno in cui si dovrebbe votare per l’inutile referendum sulla legge elettorale. Si leggono le consuete  esternazioni bislacche di Brunetta, il fustigatore del millennio o le parole di rammarico del Presidente della Repubblica,  che ha attaccato il “disprezzo per il bene comune e per le regole” emerso dalle prime indagini post terremoto. Napolitano ha parlato di comportamenti “dettati dall’avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo per l’interesse generale e dall’ignoranza dei valori elementari di giustizia e solidarietà”, quindi ha insistito: “Persino quando oggi pensiamo all’Abruzzo, e soffriamo per le vittime dei danni provocati dal terremoto non possiamo non ritenere che anche qui abbia contato in modo pesante, abbiamo contribuito alla gravità del danno e del dolore umano da esso provocato, anche questi comportamenti: sprezzo delle regole, disprezzo dell’interesse generale e dell’interesse dei cittadini”. Eppure oltre l’ammonimento di un uomo integro non si va, perchè il comandante supremo Silvio ” si rimbocca le maniche”, guardandosi bene dal far cose concrete per tirar fuori il Paese da una crisi drammatica.

Il governo non pensa ad una strategia per recuperare forza sui mercati internazionali e favorire una ripresa dell’occupazione, propone il ‘Piano casa’, un ponte sullo Stretto, ricostruzioni lampo in Abruzzo (ci rivediamo tra un paio d’anni), ma nessuna misura seria è all’orizzonte per la ricerca, la crescita delle competenze, l’innovazione e la rifondazione del sistema industiale e produttivo italiano. Campi fermi al secolo scorso e sottoposti a tagli brutali di finanziamento pubblico.

In questo tunnel si inserisce il nuovo giochino del Palazzo, il referendum, l’ultima trovata per nascondere l’assenza assoluta di etica della cosiddetta classe dirigente nazionale. Oggi si vota con una legge definita “porcata” dal suo stesso autore, domani, se si dovesse raggiungere il quorum e le richieste dei proponenti fossero accolte ci si troverebbe in una condizione pressocchè analoga o forse ancor più seria.

Le domande poste ai cittadini sono tre. I primi due quesiti sono simili e riguardano sia il Senato che la Camera. Il loro obiettivo è quello di abrogare l’attribuzione del premio di maggioranza alle coalizioni di liste per far si che il vantaggio vada ad una sola lista, quella che ha ottenuto il maggior numero di seggi. Il secondo effetto sarebbe quello di far innalzare la soglia di sbarramento per tendere sempre più ad un sistema realmente bipolare, superando la cosidetta frammentazione partitica, in realtà la diversità dei pensieri politici. Il terzo referendum punta a impedire le candidature multiple. Sono generalmente quelle dei leader che optano per un collegio, mentre negli altri dove risultano eletti favoriscono l’ingresso, a traino, di candidati che, di fatto, si ritrovano ad essere parlamentari “per grazia ricevuta”, stimolando così atteggiamenti di sudditanza e di subordinazione.

Se dovessero passare le modifiche nel Parlamento si stratificherebbe ancor di più il bipolarismo, ovvero la presenza di due sole forze politiche, che coi propri apparati, notabili e raccomandati continuerebbero tranquillamente a scegliere i candidati, ad esercitare il potere senza ascoltare il Paese, a gestire interessi di parte invece di quelli collettivi. Come scriveva qualche giorno fa un internauta su un blog del Grande Fratello, non sulla crisi della politica: “Ci daranno la libertà di scegliere quelli che hanno già deciso loro”.

L’opposizione è in agonia, il Pd discute del costo del referendum, Franceschini invita Berlusconi ai festeggiamenti del 25 aprile, ma non riesce o non vuol parlare coi cittadini, metterli in guardia dalle cortine fumogene di un governo che sta trascinando l’Italia in una catastrofe sociale ed in un regime autoritario e post fascista.

Una sola drammatica domanda andrebbe posta a chi ancora possiede l’intelletto: come se ne esce? E’ indubbio che l’unica strada percorribile è il ritorno alla partecipazione dei cittadini, in un sistema nel quale i partiti politici siano capaci di individuare un progetto credibile di società. Tuttavia, con questi partiti, questi apparati e l’arroganza del potere è salvarsi da uno tsunami con un gallegigante da pesca.

Il nuovo feudalesimo italiano ha bisogno di essere scardinato dalla spinta e dal protagonismo della ‘società civile’, sarebbe necessario  liberare energie intellettuali, passioni e ideali. L’oligarchia trasversale al comando andrebbe sostituita radicalmente,  selezionando una nuova generazione di protagonisti, non ‘giovani’, ‘quote rosa’, ‘volti nuovi’, ma cittadini in grado di rappresentare realmente i sentimenti e le aspirazioni di chi vive sul territorio nazionale, che abbia passaporto italiano o sia migrante.

Nessun sondaggio, indicatore, notizia nascosta lascia pensare possa avvenire, sia immaginabile, abbia un chance per realizzarsi. E’ il declino speriamo non irreversibile della Repubblica italiana.

Roberto Barbera

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Caro Direttore, condivido la tristissima analisi, anzi più che analisi constatazione dei fatti, la tragedia più immane è l’apatia mentale degli “italiani”…le tenebre calano su questa povera terra italica, meravigliosa ed ignorata…

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008