cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica
Regola la dimensione del carattere: A A

Violante nel 1993 ‘ironizzava’ su Berlusconi. Genesi di una disfatta

Autore: . Data: lunedì, 30 marzo 2009Commenti (1)

Per capire i motivi della crisi quasi inarrestabile della sinistra italiana si deve correre indietro nel tempo. Un esponente dl Pd, Luciano Violante, ha mostrato quanto sia antica l’incapacità dell’opposizione  nel comprendere il ‘fenomeno Cavaliere’. Con un racconto incredibile.

berlusconiIn una intervista al Corriere della Sera l’ex presidente della Camera, ex magistrato, ex comunista, ha spiegato cosa pensavano i dirigenti della sinistra nei giorni in cui Berlsucon stava decidendo di cominciare la sua avventura politica.

Domanda: Berlusconi, all´epoca padrone di tv e strepitoso presidente del Milan, decide di mettersi a fare politica: voi del Pds cosa pensaste?
Violante: “Pensammo ciò che pensò buona parte della classe politica italiana sopravvissuta a Tangentopoli: ma chi è questo? Cosa vuole? Come si permette di irrompere nella nostra politica in modo così sgrammaticato?”.

L’ex parlamentare ha detto anche: “Aneddoto. Pranzo di Pasqua, a casa mia, in montagna, a Cogne: tra gli ospiti una signora che era funzionaria di Publitalia. La quale, ad un certo punto, fa: “Io ve lo dico… guardate che quello sta fondando un partito”…”Ci credevamo poco. Mentre lui tesseva alleanze, stringeva patti con la Lega, con la destra… noi ironizzavamo”. “

Domanda: E quando, il 26 gennaio del 1994, Berlusconi registrò il suo primo messaggio televisivo, mettendo una calza da donna davanti all´obiettivo della telecamera per garantirsi così un effetto visivo più fascinoso?

Violante: “Pensammo fosse una roba poco seria. E sbagliammo. Perché lui, invece, aveva già intuito come la nuova società italiana stesse cambiando e, alla verità del merito, tipica della nostra storia comunista, si stesse sovrapponendo la verità della forma”.

Il resto dell’intervista è più o meno sulla stessa riga, ma mostra alcune lacune profonde. Quando il Cavaliere decise di ‘scendere in campo’ anche i più distaccati sapevano che il suo legame con la politica era strettissimo. L’intera vicenda imprenditoriale dell’uomo era legata a forti appoggi del Palazzo. Per non parlare della storia delle sue televisioni.

Il 20 ottobre 1984 il governo Craxi varò il “decreto Berlusconi”, che autorizzava ‘provvisoriamente’ le sue tv a trasmettere dopo che il 16 ottobre in Piemonte, Lazio e Abruzzo, i pretori Giuseppe Casalbore di Torino, Eugenio Bettiol di Roma e Nicola Trifuoggi di Pescara avevano vietato l’rradiazione dei programmi perchè le reti Fininvest erano visibili in tutta Italia, mentre la legge non lo consentiva e permetteva solo alle tv locali di esistere.

Berlusconi scrisse a Craxi: “Caro Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio”.

Il cavaliere si manifestò nella sua veste ‘politica’ solo nel 1993, nove anni dopo. In tutto quel tempo aveva costruto, con il Palazzo e non in solitudine, non solo un impero mediatico, ma anche aveva cominciato a somministrare al Paese una cura massiccia di programmi di evasione, superficiali, utili per abbassare in modo esponenziale le capacità percettive e critiche della realtà da parte dei cittadini.

Per comprendere la dimensione ‘politica del personaggio’ in un articolo de “la Repubblica” del 4 aprile 1986 si leggeva: “La Cinq di Berlusconi-Seydoux potrebbe avere i giorni contati. Chirac aveva promesso che il suo governo avrebbe spazzato via la “televisione spaghetti, imposta ai francesi da Mitterrand a due mesi dalle elezioni”. Ed è quel che secondo alcuni sta preparando il nuovo ministro della cultura e delle comunicazioni. Il conto alla rovescia sulla sorte della Cinq sarebbe già cominciato. Il governo ha l’ occhio fisso su una data, l’ 11 aprile. Per quel giorno, il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sulla validità o meno del contratto di concessione alla società franco-italiana. Contro la sua liceità aveva fatto ricorso il più agguerrito concorrente della coppia Berlusconi Seydoux, la Compagnia Lussemburghese di Televisione (Clt) nella quale si annida il magnate americano Ruppert Murdoch. La Clt si riteneva esclusa dalla gara per la conquista della prima rete televisiva privata francese, con una decisione puramente politica del governo socialista. Mitterrand dicono i dirigenti della Clt ha preferito i suoi amici politici l’ industriale filosocialista Seydoux e il “raccomandato” del socialista Craxi, Silvio Berlusconi. Una tesi ampiamente diffusa nella virulenta polemica che ha accompagnato in Francia la decisione mitterrandiana. Ora, voci ricorrenti negli ambienti vicini all’ alta istanza che in questi giorni ha esaminato il ricorso contro la Cinq, sostengono che la sentenza sarà positiva per la Clt. L’ annullamento del contratto di concessione alla società Berlusconi-Seydoux sarebbe cioè cosa ormai fatta.” La concessione fu tolta.

Negli anni in cui il presidente del Consiglio strutturò la sua azienda mediatica l’influenza dei modelli della ‘tv spaghetti’ avevano già cominciato a trasformare l’Italia. Dal decreto dell’84, dalla ‘discesa in campo’ del ’93 sono passati anni ed anni. Il cambiamento della società italiana è visibile, i contorni della trasformazione visibili ad occhio nudo.

Non aver compreso allora, non aver saputo e voluto ristabilire le regole, è una respnsabilità politica grave, ma ancor più grave è oggi non voler comprendere come al presidente del Consiglio vada opposto un progetto politico. Che il Pd non ha.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (1) »

  • Inenascio Padidio ha detto:

    Dall’inizio della cosiddetta “II Repubblica”, iniziata dopo “Mani pulite” del 1993, si sono alternati a Governare l’Italia i Signori del csn e quelli del cdx.

    Cambiano i direttori d’orchestra ma la musica va sempre più di male in peggio.

    Dopo 60 anni compiuti della nostra benedetta Costituzione, non possiamo assolutamente constatare, principalmente, che:

    Art. 1) L’Italia è una Repubblica democratica [usurocratica, n.d.a.], fondata sul lavoro [fondata sulla "moneta debito", soggetta a Signoraggio privato anonimo e straniero, n.d.a.].
    La sovranità appartiene al popolo [appartiene allo strapotere, umanamente invincibile, delle Banche centrali superstatali, n.d.a.].

    Mi fermo qui con il commento, perché la causa citata, incontestabile, produce l’effetto immutabile del primo articolo orrilmente calpestato. L’intera Costituzione diventa chimera.

    L’uomo, qualunqu’esso sia non potrà mai farcela, occorre l’intervento diretto dell’Architetto Celeste.

    Ebbene, parafrasando il “Libro dei libri”: «C’è qualcosa di nuovo sotto il sole!».

    Infatti, io sono all’opera dal 25/10/1993 per Provvidenziale Volontà Divina. Mi riservo di postare qui qualche domandina e relativa rispostina, per indicare le modalità efficaci ad uscire dalla grave crisi economica e finanziaria mondializzata, spero, entro il corrente anno (16° di mia tenace operatività). Non abbiate paura! Cordialmente

    Inenascio Padidio ;)

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008