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Scuola, la protesta dei precari

Autore: . Data: lunedì, 9 marzo 2009Commenti (0)

La Rete nazionale degli insegnanti che chiedono la stabilizzazione promuove una settimana di sit-in davanti agli Uffici scolastici provinciali contro i tagli della legge 133 e contro il ddl Aprea. Oggi tocca a Roma

cobasscuolaIl futuro è sempre più nebuloso, così la Rete nazionale dei precari della scuola (http://docentiprecari.forumattivo.com/) ha organizzato una serie di presidi di protesta davanti agli Uffici scolastici provinciali.

La settimana scorsa gli insegnanti hanno manifestato davanti agli Usp di Milano e Palermo (il 4 marzo), oggi sarà la volta di quelli di Roma, seguiranno poi i precari di Catania (domani), Agrigento (12 marzo), Terni (16) e Livorno (17). Dovunque i lavoratori inizieranno la loro mobilitazione alle 15.30.

La protesta riguarda innanzitutto i tagli previsti dalla manovra finanziaria con la legge 133/08, che “riducono indiscriminatamente il personale docente e Ata, penalizzano la qualità dell’offerta formativa, aumentano le spese a carico delle famiglie, non garantiscono il rispetto delle norme sulla sicurezza”.

Inoltre, i precari denunciano gli effetti del cosiddetto disegno di legge “Aprea” che “prevede la trasformazione delle istituzioni scolastiche in Fondazioni, sostituisce il Consiglio d’Istituto con un consiglio di Amministrazione, modifica lo stato giuridico dei docenti istituendo albi regionali e il sistema di reclutamento affidandola direttamente alle singole istituzioni scolastiche, sopprime la rappresentanza sindacale per i docenti”.

Dunque i precari della scuola chiedono “che gli Usp pubblichino le proiezioni dei tagli previsti dalla legge 133 sulle diverse scuole, sulle varie categorie di lavoratori, sulle differenti classi di concorso e rendano noti quanti precari non lavoreranno più nei prossimi anni”.

Vogliono inoltre che gli stessi Usp “prendano atto pubblicamente della grave situazione in cui già oggi si trovano le scuole italiane: migliaia di lavoratori precari, aule sovraffollate, diffuse violazioni del diritto allo studio degli alunni disabili, inagibilità di numerose strutture scolastiche”.

Ovviamente invocano il ritiro della legge 133 e del ddl Aprea e “l’assunzione dei precari della scuola su tutti i posti vacanti e disponibili”.

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