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Scuola: gli studenti italiani peggiorano

Autore: . Data: lunedì, 2 marzo 2009Commenti (0)

Primi dati della gestione del centro-destra per la scuola italiana. Una popolazione scolastica di ‘discoli’ deboli in lingue straniere.

studentiSecondo il ministero dell’Istruzione ci sono ”più insufficienze rispetto all’anno scorso”. Al termine degli scrutini del primo quadrimestre nella scuola secondaria di secondo grado, risulta che il 72 per cento degli studenti ha riportato almeno una insufficienza (lo scorso anno erano il 70,3). Il 28 per cento degli studenti non ha riportato insufficienze, mentre l’anno scorso erano il 29,7. Maggiori carenze si registrano negli Istituti professionali e nelle regioni del Centro Sud.

Il Mezzogiorno ha anche il record dei 5 in condotta. Il tipo di istruzione che riporta la situazione maggiormente negativa continua ad essere quella professionale, con l’80 per cento dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1 per cento (dato peggiore del 76,4 dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d’arte 77,2 per cento (73,8 l’anno passato), gli ex istituti magistrali con il 70,9 per cento contro il 57,6 i licei scientifici 64,5 per cento ed erano il 61,9, infine i classivi classici al 60,1per cento e lo scorso anno il 57,6.

Gli studenti ”più bravi” sono stati i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1 per cento è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze (lo scorso anno il 67,4 aveva avuto voti negativi).

Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1 per cento, Centro 74,0, Sud ed Isole 74,4). Ma le insufficienze al sud crescono. Tra le discipline, le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3 per cento (il 62,2 lo scorso anno).

La matematica segue con il 61,1 per cento (lo scorso anno era il 62,4). Per quanto riguarda i 5 in condotta, sono stati 34.311, dei quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento.

I più indisciplinati agli istituti professionali, seguono i tecnici. Meno indisciplinati nei licei classici e negli scientifici Nei licei classici e scientifici 3mila alunni hanno riportato una insufficienza nel comportamento.

A livello di aree geografiche i ragazzi più indisciplinati sono nel Sud (15.683 studenti con insufficienza in comportamento più 4.175 con insufficienza solo in comportamento). Seguono le isole (5.677 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.100 con insufficienza solo in comportamento), il centro (con 5.777 studenti con insufficienza in comportamento più 1.089 con insufficienza solo nel comportamento) ed il nord (costituito da 7.174 ragazzi con insufficienza in comportamento piu’ 1.681 con insufficienza solo nel comportamento).

Nella scuola media i ragazzi con almeno una insufficienza sono stati il 46 per cento, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7 pee cento), inglese (54), seconda lingua comunitaria (51,4), storia (51,1), scienze (45,7), geografia (42,8), italiano (42,6), tecnologia (38), arte e immagine (25,7), musica (24,7), scienze motorie e sportive (7,4).

Per quanto riguarda la frequenza la maggior parte delle famiglie che ha iscritto i figli alla prima elementare per il 2009/2010 ha scelto le 30 ore. Su questo dato Mimmo Pantaleo, segretario generale della FlpCgil ha sostenuto che “le famiglie chiedono i tempi prolungati e bocciano il maestro prevalente”

Il sindacalista ha aggiunto: “Chiediamo a Berlusconi di rispettare l’impegno preso, cioè di garantire quello che le famiglie avrebbero chiesto. Appare però difficile che possano assicurare al 90 per cento delle famiglie il tempo prolungato con i tagli previsti. Il ministero ha fatto gli organici prevedendo classi di 27 ore ed ora non potrà soddisfare la domanda delle famiglie”.

Pantaleo ha concluso: “Anche per questo la FlpCgil ha indetto uno sciopero il 18 marzo prossimo di tutto il settore della conoscenza, per dire un chiaro no ai tagli, che colpiranno anche tantissimi precari”.

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