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Rai: una settimana di tranquilla lottizzazione

Autore: . Data: lunedì, 16 marzo 2009Commenti (0)

Mercoledì 18 marzo, alle 16 dovrebbe riunirsi l’assemblea dei soci Rai e l’azionista di maggioranza, il ministero dell’Economia, forse indicherà il membro di sua designazione nel in cda dell’azienda e poi il presidente.

raiDopo la votazione il nuovo ‘capo di garanzia’ della Rai dovrà essere accettato dalla commissione di Vigilanza.

Tuttavia non è cetto che accadrà, perchè per sceglire le perosne da incaricare non si vagliano curricula e competenze, ma si deve trovare un accordo tra partiti. Tra ogge e domani il segretario dei Ds, Dario Franceschini, e il sottosegretario alla presidenza del Consigio, Gianni Letta, dovrebbero incontrarsi per decidere.

Si tratta di una vera propria trattativa, come nei peggiori episodi di lottizzazione. Nella scorsa settimana il Pd aveva proposto Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore, quotidiano di Confindustria (una strana designazione per una forza che dovrebbe essere legata al mondo dei lavoratori), ma il giornalista ha rinunciato alla candidatura. Poi, sempre il Partito democratico ha pensato di riconfermare l’attuale presidente, Claudio petruccioli, ma Silvio Berlusconi ha seppellito l’ipotesi. di una riconferma per il presidente uscente Claudio Petruccioli.

Così Franceschini in quete ore starà cercando il nome da indicare. Il Pdl insiste per avere a disposizione una serie di nomi, il leader del Pd ha smentito ufficialmente che si lavori a una rosa, frenando così le indiscrezioni che puntavano su personalità come Francesco Paolo Casavola, Marcello Sorgi, Giorgio Assumma, Stefano Folli, Pier Luigi Celli, Enzo Cheli, Gianni Riotta e perfino sull’attuale presidente della Vigilanza Sergio Zavoli.

Nauralmente è superfluo sottolineare che nessuno dei candidati ha esperienza di gestione di aziende radiotelevisive, ad eccezione di Celli, che è stato direttore generale della Rai dal 1998 al 2001.

Franceschini, dopo la confusione generata dalle confuse trattative per la nomina del presidente nella commissione di Vigilanza, non vorrebbe rietere l’eseprienza. Intanto in Rai tutto è fermo ed è stato annuciato uno sciopero per il 31 marzo.

Per dirigenti e giornalisti dell’azienda pubblica a dimostrare la necessità ”un governo stabile e nel pieno dei suoi poteri” è l’aggravarsi della crisi della raccolta pubblicitaria: due giorni fa il direttore generale Claudio Cappon ha chiesto a tutti i dipendenti nuovi tagli per 60-70 milioni di euro.

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