cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Pericolose parole Papa sull’Aids. Un colpo per chi lotta contro la terribile malattia

Autore: . Data: mercoledì, 18 marzo 2009Commenti (1)

Secondo il pontefice  “è una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi”.
ratzingerBenedetto XVI  ha affrontato il tema appena salito sull’aereo che lo portava a Yaoundè, capitale del Camerun e prima tappa del suo primo viaggio in Africa. E’ possibile richiamare ad un maggior senso di resposabilità il capo della Chiesa cattolica? Le parole pronunciate ieri sono di immensa gravità ed è giusto ricordarlo a credenti e non credenti.

Per il Papa serve invece un comportamento umano morale e corretto ed una grande attenzione verso i malati: ”Soffrire con i sofferenti”.

Oltre le convizioni religiose ci sono alcuni dati da sottolineare. Secondo un rapporto dell’Unaids, l’ente dell’ONU che promuove e coordina l’azione globale per contrastare l’epidemia da HIV, nel mondo si contano 65 milioni di persone infette dal virus dell’HIV, e dal 1981, anno in cui è stato riconosciuto, l’AIDS ne ha uccise più di 25 milioni

Nel 2005, l’Aids ha provocato la morte di 2.8 milioni di persone e ne infettate 4.1 milioni (3.6 milioni di adulti e 540.000 bambini). In quell’anno le donne rappresentavano quasi il 50 per cento (17.3 milioni) dei soggetti che convivono con il virus, e di queste 13.2 milioni – pari al 76 per cento del totale di questo gruppo – vive nell’Africa sub-sahariana, la zona più colpita del mondo

Ogni giorno nel mondo vengono contagiati 1.500 bambini, per la maggior parte neonati. Nel 2005 ne sono morti per Aids 380mila. Ogni anno il numero di contagi da HIV è superiore di quello delle morti per AIDS, e a mano a mano che cresce il numero dei contagiati, cresce parallelamente quello dei morti per malattie riconducibili all’AIDS

Nel 2007 il numero dei nuovi infetti sia stato di 2,5 volte superiore a quello di coloro che hanno ricevuto le cure con farmaci antiretrovirali. Nonostante la copertura degli antiretrovirali sia aumentata del 42 per cento rispetto al 2006 solo il 30 per cento dei malati nei Paesi a Sud del mondo ha avuto accesso alle cure. La stima del numero di persone sieropositive è aumentata dai 29,5 milioni del 2001 ai 33 milioni del 2007.

Grazie ai programmi di prevenzione, il numero di persone che ha contratto l’Hiv è sceso globalmente dai 3 milioni del 2001 ai 2,7 milioni nel 2007. In Kenya, tuttavia, il tasso di prevalenza Hiv è aumentato (6.7 per cento nel 2003; fra 7,1 e 8,5 nel 2007) e al di fuori dell’Africa l’infezione sta aumentando in vari Paesi.

Nel 2007, circa tre milioni di persone hanno ricevuto la terapia antiretrovirale. L’aumento delle persone in terapia ha portato a una diminuzione di morti per Aids, da 2,2 milioni nel 2005 a 2 milioni nel 2007.

Ora, il Papa è a conoscenza di queste cifre? Sa Benedetto XVI che per somministrare i farmaci retrovirali ai malati servono miliardi di euro. Un ciclo terapeutico individuale mensile può costare anche 40 dollari, sebbene alcuni Paesi abbiano deciso di aggirare i brevetti delle case farmaceutiche producendo farmaci ad un costo più contenuto? Come, allora “non si può superare solo con i soldi”?

Pur rispettando le convinzioni religiose di chiunque è pensabile opporre alle cure la frase “Soffire con i soferenti”? Ma non era la Chiesa cattolica impegnata a qualunque costo nella ‘battaglia per la vita’, tra i tanti nel caso Englaro?

Ed infine la parte allarmante del discorso del Papa: “Non si può superare (l’Aids, ndr) con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi”.

Sempre per le agenzie che si occupano di combattere l’epidemia gli strumenti principali di prevenzione sono:  la fornitura del test specifico dell’HIV e di servizi di consulenza, il trattamento delle infezioni sessualmente trasmesse, la promozione di pratiche sessuali sicure, la fornitura di preservativi maschili e femminili e la promozione del loro uso corretto e sistematico.

In concreto il preservativo è tra gli strumenti indispensabili per impedire la diffusione dell’Hiv. Affermando che “produce problemi” il pontefice corre il rischio di dissuadere le persone ad usarlo, di fatto favorendo la propagazione del male.

Non importa quali siano le convinzione religiose di ognuno, anche se si tratta di Benedetto XVI. Anteporle per impedire lo sviluppo di stategie indispensabili per contrastare e contenere un’epidemia che sta uccidendo milioni di persone comporta una reponsabilità morale nel possibile contagio di molti.

Ieri i Tg hanno rilanciato le parole del Papa senza un commento, uno solo. E qualcuno, anche in Italia, potrebbe aver deciso di rinunciare all’uso dei profilattici, rischiando di infettare persone sane.

Ha protestato Aurelio Mancuso, presidente dell’Arcigay, che commentando le parole di Benedetto XVI ha detto: “Mentre nel mondo e soprattutto in Africa muoiono migliaia di persone di Aids, Ratzinger non trova di meglio che ribadire la posizione vaticana contro la distribuzione dei preservativi, che anzi viene ritenuta un’azione che aumenta i problemi. Siamo oltre il paradosso, siamo alla complicità consapevole di contribuire al diffondersi di una patologia che proprio in Africa, in assenza di risorse adeguate, di politiche di prevenzione, e di distribuzione dei farmaci che impediscano lo sviluppo aggressivo della malattia, assume i tratti di vera e propria pandemia”.

Mancuso ha aggiunto: “Il comportamento umano morale e corretto evocato dal Papa è sempre il solito: astinenza, posizione politica che per ora ha solamente contribuito ad aggravare la disastrosa situazione africana. Se davvero Ratzinger vuole ‘soffrire con i sofferenti’, allora invece che fare un tour diplomatico turistico, si fermi qualche giorno nei gironi infernali degli ospedali del continente nero, zeppi di persone morenti, tra atroci dolori. Forse potrebbe finalmente cambiare opinione”.

Rosaria Iardino, presidente di Nps Onlus-Network italiano persone sieropositive ha definito le argomentazioni di Ratzinger “pura demagogia e non tengono conto della salute pubblica” ed ha aggiunto: “Sicuramente il profilattico non può rappresentare la soluzione unica e finale per risolvere il grave problema dell’Aids. Sono necessari presidi sanitari e soprattutto l’accesso ai farmaci per tutti i pazienti mentre oggi, in tutto il mondo, solo il 5 per cento delle persone con Hiv può accedere ai farmaci antiretrovirali. Ma l’utilizzo del profilattico in Africa e nel resto del mondo è l’unico strumento in grado di contrastare il dilagare della malattia”.

Ieri, ancora una volta, pur di affermare una pur rispettabile convinzione religiosa, il capo della Chiesa cattolica ha chiesto di non seguire un protocollo per la prevenzione di una epidemia. Non è stato un gesto di rispetto prima di tutto verso quel milioni di malati, inconsapevoli vittime di un male terribile, ma anche verso chi oggi sano potrebbe ammalarsi domani a causa di parole incaute.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Ai miei due figli adolescenti, un bel giorno, ho regalato 6 confezioni a testa di profilattici tutti i colori tutti i gusti, mentre loro ridacchiavano ho spiegato come sia importante che li adoperino, ho fornito qualche consiglio di utilizzo e garantito una fornitura extrapaghetta settimanale a mie spese. La sicurezza prima di tutto si fa con la cultura, l’esempio e la pratica. Il papa sicuramente vive fuori contesto e non si può rendere conto della realtà di noi piccoli mortali. A nessun essere umano puoi onestmente chiedere di fare a meno del sesso, men che meno ad un adolescente. Questa è la vita, quella vera!

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008