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Obama riapre la via della ricerca

Autore: . Data: martedì, 10 marzo 2009Commenti (0)

Le cellule staminali finalmente liberate dall’embargo imposto da Bush. La Chiesa, senza distinguere tra scienza e fede, grida ad ”una triste vittoria della politica sulla scienza e l’etica”. E Galileo e Darwin stanno a guardare.

obamaCon una decisone di immensa importanza per lo sviluppo della ricerca medica, il presidente americano Barack Obama ha firmato alla Casa Bianca un ordine esecutivo sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali e un memorandum ”sull’integrita’ scientifica”. La ricerca, dopo l’oscurantismo dellepoca di Bush, riprende forza.

Il presidente ha annunciato: “Aboliremo il veto ai finanziamenti alle cellule staminali, con l’obiettivo di far guidare all’America la ricerca”. Il divieto imposto dalla precedente amministrazione è stato definito da Obama una “falsa alternativa tra integrità della scienza e valori morali”.

In un discorso interrotto più volte da grandi applausi del pubblico, tra i quali in prima fila la Speaker della Camera Nancy Pelosi, il presidente ha ricordato come pur senza “sopravvalutare” i risultati già ottenuti, gli scienziati ritengono che “vi siano grandi potenzialità” nella ricerca sulle staminali per riuscire a trovare cure per gravi malattie.

“Non vi posso assicurare che queste cure verranno trovare, nessun presidente può farlo, ma che verranno cercate in modo attivo” ha detto Obama, che ha sottolineato come sia un compito di un governo appoggiare la ricerca perchè “i miracoli in campo medico non avvengono per caso”.

Il presidente ha comunque sottolineato di “comprende e rispettare” le posizioni di chi ha riserve morali riguardo a questo tipo di ricerca, ma ha ribadito di aver deciso di firmare l’ordine esecutivo nella convinzione che “la maggioranza degli americani” sostenessero la necessità di andare avanti con la ricerca. “Ma non lo faremo alla leggera -ha assicurato- ma in modo responsabile e non accetteremo abusi”.

Questi sono i  contenuti delle due direttive presidenziali: ordine esecutivo di rimuovere i limiti al finanziamento federale alla ricerca sulle staminali embrionali decisi dal presidente George W.Bush il 9 agosto 2001 e ribaditi in un ordine presidenziale il 20 giugno 2007. Viene cancellata la limitazione della ricerca alle sole ‘linee’ di staminali esistenti prima del 9 agosto 2001. Con l’ordine esecutivo di Obama, il direttore del National Institute of Health (Nih) ha ricevuto l’indicazione di presentare entro 120 giorni linee guida per garantire ”una ricerca responsabile e scientificamente valida sulle cellule staminali umane, incluse quelle embrionali, nei limiti permessi dalla legge”.

La legislazione americana continua a vietare la creazione di embrioni per finalità di ricerca e l’ordine di Obama non cancella il cosiddetto ‘emendamento Dicker-Wicker’ in materia, rinnovato dal Congresso ogni anno dal 1996.

Il presidente ha firmato anche un memorandum che mira a ”ristabilire l’integrità scientifica nell’iter delle decisioni del governo”, per impedire che scelte motivate da politica e ideologia possano limitare la scienza. Con il memorandum, Obama ha dato incarico al direttore dell’ Office of Science and Technology Policy della Casa Bianca di sviluppare in 120 giorni una strategia per assicurare che la selezione di scienziati per posizioni governative si basi solo sulle loro doti scientifiche. La strategia dovrà inoltre permettere la massima trasparenza sulle scelte governative in materia scientifica; garantire che le scelte vengano fatte sulla base di informazioni che hanno seguito ”procedure scientifiche ben stabilite”; creare regolamenti che permettano anche la protezione di dipendenti pubblici che denunciano abusi nelle procedure da parte dei superiori.

Oscurantiste le posizioni della Chiesa statunitense. Il cardinale di Filadelfia, Justin Rigali, ha commentato la decisione della Casa Bianca come ”una triste vittoria della politica sulla scienza e l’etica”. Ignorando le comuni convinzioni mediche che considerano l’embrione nella specie umana il prodotto del concepimento fino all’ottava settimana di gestazione, l’alto prelato ha aggiunto che quella del presidente è un’azione moralmente sbagliata perchè incoraggia la distruzione di vite umane innocenti, trattando essere umani vulnerabili come meri prodotti da coltivare. E’ anche una decisione che non prende in considerazione i valori di milioni di contribuenti americani che si oppongono alla ricerca che richiede l’uso della vita umana”.

Il cardinale Rigali ha inoltre sottolineato che la decisione ”ignora il fatto che ci sono a disposizione e in attesa di un maggior sostegno modalità solidamente etiche per l’avanzamento della scienza sulle cellule staminali e per i trattamenti etici”.

Anche dal Vaticano aspre critiche. L’Osservatore romano ha ricordato che ”il concetto di persona è stato, ed è spesso usato per indicare l’uomo in quanto agente morale, cioè in quanto è in grado di decidere e di volere, oppure per designare l’uomo come soggettività psichica, espressa dall’esercizio della coscienza di sè. In questo modo è stato progressivamente offuscato il significato che fa da sfondo a queste due accezioni, cioè il concetto di persona umana come termine univoco in grado di esprimere la soggettività ontologica che caratterizza l’essere umano e che costituisce e qualifica la stessa corporeita’ umana, fin dal suo sorgere”.

Il giornale della Santa Sede ha aggiunto che ”il riconoscimento della dignità personale deve essere esteso a tutte le fasi dell’esistenza dell’essere umano: su questa maturità del pensiero si fonda una reale democrazia, capace di riconoscere l’uguaglianza di tutti gli uomini e d’impedire ogni ingiusta discriminazione basata sul loro sviluppo o sulla loro condizione di salute”.

L’embrione, ha aggiunto dalle colonne del quotidiano della Santa Sede il direttore del Centro di bioetica dell’Università Cattolica, Adriano Pessina, ”è soggetto non nel significato psichico, ma nel significato ontologico, è degno, fin dal suo apparire, d’essere chiamato per nome. E anche il senso comune ha percepito questa verità: coloro che aspettano un figlio non soltanto parlano di lui, nell’apprensione, nella gioia, nella speranza, ma poco alla volta iniziano a parlare con lui”.

La confusione tra oggettività della scienza e interpretazione di questa sulla base delle convinzioni religiose sembra riportare la Chiesa alla persecuzione contro Galileo Galilei o alla condanna di Charles Darwin. La  Chiesa cattolica ha riabilitato Galileo, dopo la condanna del Sant’Uffizio, 359 anni dopo, mentre la Chiesa anglicana ha chiesto scusa in maniera ufficiale al famoso biologo, geologo e zoologo britannico (per aver “frainteso” la teoria dell’evoluzionea”) 126 anni dopo la sua morte.

Solidali con la decisione del presidente Obama anche la vedova dell’ex presidente Ronald Reagan, Nancy, e l’attore Michael J.Fox, che da tempo si battevano per la rimozione dei limiti alla ricerca imposti da George W.Bush.

Nancy Reagan si è detta ”molto grata” a Obama per ”nuove regole che permetteranno adesso agli scienziati di andare avanti”. La vedova del presidente repubblicano e conservatore, morto nel 2004 dopo 10 anni di lotta contro il morbo di Alzheimer, si è detta convinta che ”un numero incalcolabile di persone, che soffrono di varie malattie, beneficeranno dalle risposte che può portare la ricerca sulle staminali. Dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli di fare tutto il possibile per trovare cure per queste malattie, e al più presto”.

Michael J.Fox, che ha dovuto abbandonare la carriera per combattere contro il Parkinson, si è detto entusiasta per come Obama ”ha riconosciuto il valore implicito della libertà di ricerca e della possibilità di creare un ambiente nel quale possa esercitarsi”.

Fox Ha aggiunto che “è un nuovo giorno” spieganndo come gli ultimi otto anni ”sono stati incredibilmente frustranti per i pazienti e per i ricercatori che credono che la ricerca sulle staminali embrionali ha il potenziale di portare migliori trattamenti”.

Barack Obama, ha anche voluto ricordare Christopher e Dana Reeve, la coppia di attori scomparsi e due strenui protagonisti della battaglia per favorire la ricerca sulle staminali. L’ex ‘Superman’, morto nel 2004, e la moglie uccisa da un tumore due anni dopo sono stati citati nel discorso: ”Vorremmo che fossero con noi in questo momento”, ha detto Obama perchè Reeve non ha avuto la possibilità, come sperava, di veder sviluppare farmaci che gli permettessero di tornare a camminare. ”Ma se perseguiamo questa ricerca – ha aggiunto il presidente – forse un giorno, forse non durante la nostra vita, o nemmeno durante quella dei nostri figli, ma forse un giorno altri come lui potrebbero farcela”.

Un’attesa che riguarderà anche che le gerarchie cattoliche, perchè riescano a comprendere anche questo nuovo progresso della scienza.

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