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Maestra ‘colpevole’ di lezione di ‘educazione sessuale’

Autore: . Data: martedì, 31 marzo 2009Commenti (0)

Un fatto di cronaca assume un valore più ampio e lascia capire come il Paese stia arretrando sempre più, tornando ad un abito bigotto e sessuofobico che non aiuta i giovani a crescere.

attrazioneAi genitori degli alunni di una quinta elementare della scuola ‘Bollini’ di Novara non è piaciuto che la maestra parlasse di sesso e ne hanno chiesto l’allontanamento. L’insegnante, non di sua iniziativa, ma dopo le domande dei ragazzi, avrebbe risposto a domande su rapporti orali e masturbazione e avrebbe toccato temi come il piercing sui genitali, frustini e manette.

Se i genitori di Novara fossero più attenti saprebbero che gli argomenti in questione sono abitualmente discussi in televisione (in orari anche pomeridiani) e presenti in film e telefilm di ogni tipo. Per questo colpiscono la fantasia dei più giovani. E non solo.

Vincenzo Guarino, il dirigente scolastico, della scuola d Novara ha commentato: “Credo che la maestra abbia commesso una grave ingenuità. Non ha saputo capire che linguaggi e argomenti di un certo tipo possono essere usati nei confronti di ragazzi di terza media e non con alunni di quinta. È vero che ha risposto a domande che le sono state avanzate ma c’è modo e modo di interloquire. Ora le ho chiesto una relazione scritta e poi valuteremo”.

Una mamma ha detto: “Non volevamo crederci e abbiamo iniziato una serie di telefonate al termine delle quali abbiamo avuto purtroppo la conferma di quella che era accaduto”. La signora non si è resa conto che i ragazzini conoscono spessissimo gli argomenti da lei ritenuti ‘incredibili’, ma è rimasta stupita dal fatto un’insegnante li abbia affrontati invece di lasciarli alla libera e potenzialmente fuorviante immaginazione dei ragazzi.

La maestra, diventata colpevole per aver affrontato temache legate alla sessualità, di fronte alle proteste della rappresentante di classe è scoppiata in lacrime.

L’uso massiccio di immagini evocative per scopi commerciali ed un mutamento della ‘morale comune’ hanno reso le domande legate alla sessualità molto più esplicite, producendo senza dubbio interessi precoci. Manifesti pubblictari, suggestioni di vario genere diffuse ovunque, il gossip trabordante sono tutti stimoli che tuttavia rimangono inespressi per i più giovani.

Con una indagine di ben tre anni fa si è scoperto che su circa 900 ragazze sessualmente attive tra i 15 e i 18 anni di età, quelle non a conoscenza dell’uso del profilattico  non sono neppure solite affrontare temi di natura sessuale con i loro amici, mentre la presenza di conversazioni sull’uso del preservativo con amici e familiari è risultata associata ad un uso più frequente dlle protezioni. E’ emerso quindi che le ragazze con maggiori probabilità di parlare e scambiarsi informazioni sull’uso del preservativo con le persone ad esse vicine (familiari e amici) hanno una maggiore propensione ad introdurre il preservativo tra i loro comportamenti sessuali abituali. Consentendo, in particolare sul gravissimo femoneno della diffusione dell’Aids, una più forte garanzia individuale e collettiva.

L’inesistenza di programmi specifici, di processi educativi razionali e diffusi su larga scala finiscono per produrre ‘incidenti’ come quelli di Novara, perchè gli insegnati navigano a vista, anche se esistono materiali diffusi dal Ministero.

Difficilmente il ministro Gelmini vorrà porre rimedio al ritardo italiano, ma come sempre ‘le stelle stanno a guardare’.

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