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L’opposizione: il ‘testamento biologico’ del governo è incostituzionale

Autore: . Data: giovedì, 26 marzo 2009Commenti (0)

Ieri il Senato ha votato alcuni articoli del disegno di legge. In un clima surriscaldato passano articoli giudicati inaccettabili dal Pd e ed ormai si profila già l’ipotesi di referendum.

la-morteIl senatore del Pd Stefano Ceccanti ha detto: “Il Ddl sul testamento biologico, dopo la bocciatura degli emendamenti all’articolo 3, anche di quelli più moderati che avrebbero attenuato il suo rigido protezionismo, resta anticostituzionale nonostante le ardite giustificazioni equilibristiche dei colleghi della maggioranza a cui giova ribadire tre dati alquanto pacifici che non sono patrimonio del centrosinistra ma della dottrina costituzionalistica”.

Il parlamentare ha sostenuto che “i diritti fondamentali e quelli inviolabili sono esattamente la stessa cosa” per cui “il tentativo di costruire due categorie diverse è una assoluta novità del dibattito parlamentare di questi giorni, sconosciuta ai manuali di diritto costituzionale che non credo verranno riscritti dopo questa occasione”.

Ceccanti, che è un costituzionalista ha aggiunto: “In secondo luogo il fatto che siano inviolabili non significa affatto che non siano limitabili. I limiti, tuttavia, non devono ledere il contenuto fondamentale del diritto. In questo senso l’articolo 32 (diritto alla salute, definito come fondamentale) della Costituzione ha una struttura identica all’articolo 13 (libertà personale, definito come inviolabile). Il diritto è enunciato, si parla dei limiti, si vincolano questi ultimi ad alcuni precisi paletti, cioè a dei contro-limiti. Nel caso in questione il diritto al rifiuto delle cure, che discende dai diritti all’autodeterminazione e alla salute, può certo essere limitato, ma non negato unilateralmente, come il disegno di legge fa per le persone non coscienti, senza però avere il coraggio di imporlo anche a quelle coscienti”.

Concretamente, nel testo sul testamento biologico si prevede l’obbligo di idratazione e alimentazione forzata per i pazienti. Il Senato con la sua decisione nega la possibilità che il paziente, “in condizione estrema di fine vita”, possa esprimersi sull’idratazione e l’alimentazione artificiale.

La capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, ha dichiarato: “Nonostante il voto segreto la maggioranza ha tenuto e gli emendamenti soppressivi hanno raccolto 164 voti contrari, 105 favorevoli e 9 astensioni. Per l’esonente democratica “è allarmante questa chiusura della maggioranza a qualsiasi possibilità di approfondimento, di discussione e questa cancellazione di ogni spazio per l’autodeterminazione dei soggetti nell’ultima fase della vita”.

Per Ignazio marino, altro parlametare del Pd e medico è stato “tradito principio di libertà. Non stiamo parlando di casi come quello tragico di Eluana Englaro, stiamo parlando di tutti noi. Stiamo parlando di un problema di libertà individuale che non può non essere garantito dalla Costituzione. Non sono parole, queste, di un pericoloso sovversivo, ma di Aldo Moro che ribadiva: non possono essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie. Il Senato oggi nega e rovescia il principio affermato da Moro e dai nostri padri costituenti. Così si tradisce quello spirito e si introduce l’obbligo ad usare tutte le tecnologie disponibili, cancellando la nostra libertà di scelta rispetto alle terapie mediche”.

La seduta ha anche attraversato fasi di confusione quasi surreali.

Dorina Bianchi, senatrice cattolica del Pd, ha presentato un emendamento all’articolo 3 del testamento biologico. Il governo con il ministro Maurizio Sacconi e il relatore Raffaele Calabrò invitano subito la senatrice ad accettarne una riformulazione. Bianchi chiedeva di inserire nel provvedimento la possibilità di sospendere idratazione e alimentazione qualora si verifichi «la perdita irreversibile e duratura delle funzione propria dell’individuo di assorbimento e metabolismo».

Sacconi e il relatore Calabrò volevano che la possibilità sospensiva venisse rimessa “all’evidenza clinica” e al giudizio di un collegio di medici. Da quel momento è successo di tutto.

La leghista Rossana Boldi ha preso la parola per esprimere l’assenso del suo gruppo. Contrario invece il senatore del Pd, Ignazio Marino. Contrarissima Laura Bianconi, del Pdl, una pasdaran del fronte dei cattolici integralisti.

Una leghista che sosteneva una collega del Pd, mentre un altro esponente democratico la sconfessava. Bianconi con veemenza allora ha detto: “La riformulazione proposta da Calabrò fa rientrare dalla finestra la possibilità di interrompere l’idratazione o l’alimentazione”, aggiungendo che il principio di divieto di accanimento terapeutico è gia previsto e qualsiasi operatore sanitario è tenuto a sospendere questi trattamenti se rientrano in tale contesto.

A quel punto i senatori hanno cominciato ad agitarsi, con contestazioni anche dure di uno schieramento verso l’altro. Schifani ha deciso a quel punto di sospendere la seduta.

Alla ripresa dei lavori il governo, con il ministro Sacconi, ha annunciato che si rimetteva al giudizio dell’Aula. Lo stesso ha fatto il relatore Calabrò, prontamente richiamato dal presidente Schifani che gli ha ricordato il dovere, in quanto relatore, di ritirare o confermare la riformulazione dell’emendamento. Calabrò non ha esitato a rinunciare alla riformulazione. Al voto il risultato è stato una bocciatura pressochè unanime della proposta Bianchi. Pdl e Pd insieme, con motivazioni diverse, ma d’accorso contro la cattlica ‘semintegralista’.

La senatrice Finocchiaro, con toni preoccupati, ha detto che la possibilità di dover ricorrere al referendum sembra a questo punto l’unica soluzione possibile. Il dibattito continerà nei prossimi giorni per discutere dei circa mille emendamenti presentati dai radicali e dal Pd, con almeno ottanta votazioni segrete.

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