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Isabella Biagini ed il rischio della povertà

Autore: . Data: giovedì, 19 marzo 2009Commenti (0)

L’attrice, all’anagrafe Concetta Biagini, ormai non ha più proposte di lavoro e vive con una piccola pensione. In una intervista ha dichiarato: “Mi sto allenando per quella che potrebbe essere la mia vita futura: una vita da barbona”.

biaginiLa Biagini negli anni sessanta e settanta recitò in numerosi film, soprattutto commedie all’italiana, in cui incarnò spesso lo stereotipo della ragazza allegra, svagata e bellissima.

Partecipò a molti varietà televisivi dela Rai, mostrandosi sempre ironica e diretta e facendosi amare dal pubblico per le sue imitazioni. Nella sua vita di ‘donna’, però la su esperienza è stata difficile, segnata dalla morte della figlia Monica.

In una delle ormai rare aparzoni in tv aveva detto: “Ogni giorno cerco di farmi sempre più forte, perché penso che ci sono mamme che hanno perso figli anche più giovani della mia, che ne aveva 36, di anni. Penso a Tommy, il bimbo di Parma, ai fratellini di Gravina e a Denise Pipitone che non è più tornata a casa. Allora le lacrime mi si asciugano e la solitudine inizia a farmi compagnia”.

In Italia non esiste per i ‘lavoratori dello spettacolo’ un sistema di tutela afficace, così una professione per propria natura molto aleatoria non offre nesuna garanzia quando la carriera finisce. E pochissimi riescono a guadagnare tanto da potersi permettere di vivere senza problemi.

La Biagini, che è stata vista dormire su una panchina vestita di pochi stracci e protetta da una coperta ha detto: “Mi sono informata per una casa di riposo, ma con la pensione che ho nessuno è disposto a prendermi. È per questo che ogni tanto prendo su la mia coperta, il mio cane e vado per strada”.

L’Italia è un Paese nel quale il pubblico facilmente dmentica o se non lo fa diventa inpiegabilmente crudele. L’attrice ha spiegato: “La gente dice: guarda com’è ingrassata la Biagini, sfido chiunque a non ingrassare quando la sola cosa che puoi permetterti di comprare, con 650 euro di pensione al mese, è un piatto di pasta”.

C’è da sperare che invece di parlare di tagli alle pensioni o di riferme dell’età pensionabile si cominci a pensare alla qualità della vita dei cittadini.

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