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Caffarella e Primavalle: libero il colpevole ‘predestinato’

Autore: . Data: martedì, 24 marzo 2009Commenti (0)

Per la seconda volta smentite le tesi dell’accusa. E’ necesario riflettere sullo scandalismo della stampa e sui processi fatti in televisione. E su indagini forse condizionate dalla pressione dei media.

giornaliDopo oltre un mese di detenzione, è tornato in libertà il ‘colpevole predestinato’ Karol Racz, che i giornalisti amavano indicare come chiamavano “faccia da pugile”. Dopo essere risultato estraneo dalla vicenda Caffarella, nella quale era rimasto coinvolto in seguito alle dichiarazioni di Iszotoika Loyos, ieri il tribunale del Riesame lo ha scarcerato, revocando la misura cautelare emessa per lo stupro di una donna avvenuto il 21 gennaio in via Andersen, a Primavalle.

“Era un atto dovuto quello dei giudici del riesame – ha dichiarato l’avvocato Lorenzo La Marca, difensore del romeno – sono soddisfatto per la decisione dei giudici, chiederemo il risarcimento dei danni”.

Nelle ultime ore la sfortunata vittima della violenza di Primavalle era finita anche al centro di polemiche ingenerose ed ingiustificate, perchè criticata da alcuni giornali e, secondo alcune voci non verificate dagli inquirenti poichè avrebbe cambiato la sua versione sul riconoscimento di Ratz.

L’avvocato Stefano Radicioni, che rappresenta la donna, ha detto: “Abbiamo ribadito agli inquirenti quanto già riferito in incidente probatorio. Non c’è stato nessun cambio di strada. Non ha cambiato versione la donna vittima dello stupro di via Andersen”.

Molte volte, anche in una intervista televisiva, la vittima aveva detto di non essere certa del riconoscimento, ma gli inquirenti avevano insistito nel considerare il cittadino rumeno responsabile dello stupro, anche se come per la Caffarella il test del Dna smentiva l’ipotesi.

Radicioni ha aggiunto: “La mia assistita ha solo detto, in più occasioni che non era sicura al 100 per cento. E poi sottolineo che dire non di non esser certi al 100 per cento non significa che non lo si è al 99 per cento, con un piccolo margine di dubbio. Penso che sia dovuta una qualche incertezza. Una donna che ha subìto una violenza sessuale è una persona ancora più debole. Le sue parole sono indice di onestà e non di chissà quale disegno. Se qualcuno, dei media e non solo, ha voluto speculare su questo non credo che sia stato fatto un passo di giustizia. E certamente ne dovrà pagare le conseguenze”.

Il Tribunale del riesame di Roma, accettando l’istanza di scarcerazione di Ratz, ha per la seconda volta rigettato le tesi dell’accusa, che aveva insistito nel chiedere di confermare la detenzione.

Il pm aveva inisistito nel considerare valido il ‘riconoscimento’ fatto dalla donna, anche ‘contro’ le parole della stessa vittima, che inisteva nel non dichiararsi certa dell’identità del suo aggressore. La difesa aveva sottolineato che in un primo momento era stato descritto un uomo in nessun modo somigliante a Ratz, ma gli inquirenti avevano replicato che ciò che contava era quanto affermato in occasione dell’incidente probatorio.

Il romeno è per altro ancora formalmente indagato per lo stupro alla Caffarella, anche se altre due persone hanno confessato di essere i responsabli del reato. Gli inquirenti, per quanto è noto al momento, anche se smentiti dalle analisi del Dna, ancora ipotizzano che Ratz e l’altro imputato Loyos fossero comunque presenti, pur senza aver partecipato direttamente alla violenza.

Iszotoika Loyos, dal canto suo, è ancora detenuto per i reati di autocalunnia (si era accusato di aver violentato la quattordicenne alla Caffarella) e per calunnia nei confronti di Racz (per averlo chiamato in causa nella violenza) e ad ore il Tribunale del riesame dovrà valutare l’istanza di revoca del suo arresto. L’imputato ha sostenuto di aver fornito una falsa confessione dopo essere stato picchiato dalla polizia rumena, presente agli interrogatori.

Anche se sarà necessario proseguire nelle indagini non è possibile dimenticare i fiumi di inchiostro consumati dai giornali, le ricostruzioni fantasiose poi smentite, i toni e quelle parole “il biondino” e “faccia da puglile” con le quali venivano chiamati in causa due cittadini che oggi appaiono non responsabili di nulla.

Forse la cautela sarebbe stata auspicabile, specialmente nel comportamento degli inquirenti, che fino a ieri hanno insistito in una linea pur di non dover smentire se stessi. E la necessità di sbattere i mostri presunti in prima pagina o anche solo gli ex mostri non si è placata: stasera Rotz potrebbe essere a ‘Porta a Porta’.

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